Allegri,  una giacca tutta nuova per il Napoli: dal corto muso all’attacco senza freni

Contro la Juventus Max sconterà la seconda giornata di squalifica. Ma mentre lui sarà costretto a guardare la partita dalla tribuna, il suo Napoli ha ritrovato gol, entusiasmo e una nuova identità.

E stavolta la giacca da cambiare non è soltanto quella da lanciare a bordocampo.

 

«Che modello di giacca cerca?». «Una usa e getta!». La battuta della vignetta strappa inevitabilmente un sorriso, ma quando si parla di Massimiliano Allegri c’è poco da inventare. Il tecnico livornese, negli anni, ha trasformato il lancio della giacca in una sorta di marchio di fabbrica. Un gesto diventato quasi un cult, tra nervosismo, proteste, espulsioni e improvvise esplosioni di adrenalina. Da Carpi alla Juventus, passando per Milan e Napoli, la collezione delle sfuriate di Max è ormai piuttosto ricca. E domenica sera, ironia della sorte, proprio contro la Juventus, Allegri sarà costretto a seguire la partita lontano dalla sua amata panchina, scontando la seconda giornata di squalifica.

Ma c’è una giacca che Max, questa volta, sembra aver deciso di non lanciare: quella che ha cucito addosso al suo Napoli.

Già, perché qualcosa è cambiato davvero. Quello che per anni è stato identificato con il pragmatismo del «corto muso» sembra aver lasciato spazio a una squadra decisamente più offensiva, intraprendente e, soprattutto, affamata di gol. La provocazione dello stesso Allegri, «ho cambiato modo di giocare, adesso tutti all’attacco», sta trovando conferma nei numeri: 11 reti nelle ultime tre partite, un bottino che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione la nuova identità azzurra.

La svolta è arrivata dalla notte europea contro il Bodø/Glimt, una partita vinta 4-3 che, pur mettendo in evidenza qualche amnesia difensiva, ha restituito al Napoli la capacità di colpire e divertire. Poi il pareggio spettacolare per 3-3 contro la Roma e, infine, il convincente 4-1 sul campo del Monza. Tre partite, otto giorni e un messaggio piuttosto chiaro: questo Napoli ha deciso di cambiare marcia.

La vera chiave di questa trasformazione ha un nome e un cognome: Kevin De Bruyne. Allegri gli ha affidato le chiavi del centrocampo, consegnandogli la responsabilità di accendere la manovra e dettare i tempi di gioco. Il belga sta diventando il direttore d’orchestra di una squadra che ha ritrovato fluidità, qualità e soluzioni offensive. Non è soltanto una questione di moduli, ma di mentalità: il Napoli cerca maggiormente la profondità, accompagna l’azione con più uomini e trova protagonisti diversi in ogni zona del campo.

A Monza si è vista anche la rinascita di Rasmus Højlund, tornato al gol dopo otto partite di digiuno. Una rete importante, non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il morale dell’attaccante danese. Poi Politano, Rafa Marin e ancora De Bruyne, a completare una ripresa travolgente che ha consegnato ad Allegri tre punti preziosi e nuove certezze.

Insomma, la cooperativa del gol funziona e sembra non avere più bisogno di un unico terminale offensivo. C’è però un dettaglio che il tecnico livornese non può ignorare: se davanti il Napoli ha ritrovato il sorriso, dietro continua a concedere troppo. Sette reti subite nelle ultime tre gare sono un campanello d’allarme che, contro avversari di maggiore caratura, potrebbe costare caro.

E domenica sera arriva una di quelle partite che non hanno bisogno di presentazioni: Juventus-Napoli, all’Allianz Stadium, ore 20.45.

Una sfida dal sapore particolare per Allegri, che ritroverà il suo passato juventino ma dovrà farlo dalla tribuna. L’assenza di Lobotka, fermato da un infortunio che lo terrà lontano dal campo per circa novanta giorni, complica ulteriormente i piani azzurri. Ma con De Bruyne in cabina di regia, Anguissa e McTominay a completare il centrocampo, il Napoli ha comunque le risorse per giocarsela. Davanti, Politano e Højlund sembrano aver ritrovato la sintonia giusta, mentre Lang si candida per completare il tridente.

Dall’altra parte, Spalletti cerca risposte dalla sua Juventus, con una possibile disposizione a tre in difesa e Kolo Muani alle spalle di Woltemade.

Sarà una partita di nervi, qualità e personalità. E forse proprio quest’ultimo aspetto potrebbe fare la differenza. Perché Allegri, anche se lontano dalla panchina, continuerà a guidare idealmente una squadra che sembra aver finalmente trovato un vestito nuovo.

Resta soltanto da capire se questa nuova versione del Napoli saprà anche imparare a difendersi senza perdere la propria anima offensiva. Perché segnare undici gol in tre partite è un bel biglietto da visita, ma contro la Juventus servirà qualcosa in più.

Quanto alla giacca, invece, Max può stare tranquillo: quella usa e getta la lasciamo alla vignetta. Il nuovo abito del Napoli, per il momento, sembra calzargli decisamente a pennello.