Napoli-Bodo/Glimt 4-3, McTominay si riprende il Napoli, De Bruyne illumina il Maradona

Politano apre dopo 54 secondi, lo scozzese firma una doppietta e Giovane trova il gol della sicurezza. Ma i norvegesi non mollano mai.

Gli azzurri ritrovano la vittoria in Champions e Allegri torna a respirare:

ora c’è la Roma.

Una notte per tornare a crederci

Ci sono partite che valgono più di tre punti. In una serata complicata, tra infortuni, risultati che non arrivavano e un clima diventato pesante, il Napoli ritrova se stesso, almeno per una notte. Al Maradona finisce 4-3 contro un Bodo/Glimt mai domo: una vittoria di carattere, talento e sofferenza, con un Kevin De Bruyne finalmente padrone del centrocampo e uno Scott McTominay tornato a ruggire. La strada è ancora lunga, ma dopo tanta oscurità, qualche luce ricomincia ad accendersi.

De Bruyne in regia, la chiave che aspettavamo

Lo sostenevo già dalla scorsa stagione: Kevin De Bruyne può interpretare il ruolo di regista con una naturalezza straordinaria, prendendo per mano la squadra, dettando i tempi e illuminando il gioco con la qualità delle sue intuizioni. Questa sera Massimiliano Allegri gli consegna le chiavi del centrocampo azzurro, affidandogli la responsabilità di costruire e dare ordine alla manovra, in una posizione che ricorda quella occupata dal belga nell’ultima fase della sua esperienza al Manchester City di Guardiola.

Il risultato è incoraggiante. De Bruyne non si limita a distribuire palloni: cerca gli spazi, accelera quando serve, pressa e accompagna i compagni. L’intesa con McTominay è una delle immagini più belle della serata, soprattutto in occasione del primo gol dello scozzese. I due si cercano, si trovano e restituiscono al Napoli una qualità di gioco che sembrava smarrita.

Non è ancora tutto perfetto, ma è un’indicazione importante: talvolta, più che inventare nuove soluzioni, bisogna mettere i campioni nelle condizioni di esprimere ciò che sanno fare meglio.

Politano accende il Maradona, McTominay riaccende il Napoli

Allegri aveva chiesto una partenza da grande squadra e i suoi ragazzi lo accontentano dopo appena 54 secondi. Spinazzola scappa sulla sinistra, mette al centro e Politano, con una splendida conclusione al volo, firma l’1-0. Il Maradona esplode, il Napoli sembra finalmente liberarsi di quelle paure che lo hanno accompagnato nelle ultime settimane.

Il Bodo/Glimt, però, non è una squadra che si lascia impressionare facilmente. I norvegesi si ricompattano, aspettano il momento giusto e al 27′ trovano il pareggio con Hauge, bravo a disegnare una traiettoria che non lascia scampo a Meret. Il Napoli accusa il colpo e per qualche minuto riaffiorano vecchi fantasmi.

Poi, al 41′, ecco la scintilla che mancava. De Bruyne inventa, McTominay si inserisce con i tempi giusti e il pallone finisce in rete. È il ritorno al gol dello scozzese, che non segnava in questa stagione e che sembra voler ricordare a tutti quanto possa essere determinante per questa squadra.

Il Napoli torna avanti, ma la partita è tutt’altro che chiusa. Nella ripresa il Bodo continua a giocare senza timori e al 62′ Helmersen trova il 2-2, approfittando di una difesa azzurra ancora troppo fragile. Il Maradona trattiene il fiato. La paura di un’altra serata amara si fa sentire, perché questo Napoli continua a concedere troppo e a complicarsi la vita.

Eppure, proprio quando la partita rischia di scivolare via, torna protagonista l’uomo che più di tutti incarna la voglia di riscatto azzurra.

Al 75′ Politano pennella un cross e McTominay sale in cielo, sovrasta gli avversari e incorna il pallone alle spalle del portiere norvegese. È il 3-2. Una rete di forza, tempismo e personalità: il gol di chi non vuole più aspettare, di chi sente il bisogno di riprendersi il proprio posto al centro del progetto.

Lo scozzese si riprende la scena e il pubblico lo accompagna con un boato che sa di liberazione. Perché quando ritrovi il vero McTominay, non ritrovi soltanto un centrocampista: ritrovi un trascinatore, un giocatore capace di accendere i compagni e trascinare l’intera squadra.

Nel finale arriva anche il tiro-cross di Giovane, deviato dalla difesa norvegese e terminato in rete all’88’. Sembra il colpo del definitivo sollievo, ma il Bodo/Glimt ha ancora una parola da dire: al 90′ Fet accorcia di testa e trasforma gli ultimi istanti in un’altra prova di resistenza. Il 4-3 finale racconta una partita folle, intensa, emozionante, nella quale il Napoli vince ma non riesce ancora a cancellare tutte le proprie fragilità.

Il Bodo non muore mai, il Napoli deve ancora crescere

Sarebbe ingeneroso non riconoscere i meriti degli avversari. Il Bodo/Glimt ha dimostrato organizzazione, coraggio e una notevole capacità di reagire alle difficoltà. Dopo aver incassato il gol iniziale, non si è disunito, ha saputo aspettare e colpire, rimettendo in discussione il risultato per ben due volte.

È una squadra che non regala nulla e che ha costretto gli azzurri a restare concentrati fino all’ultimo pallone. Proprio qui, però, emerge il principale limite del Napoli: la squadra sa produrre calcio, ha qualità individuali importanti e può fare male a chiunque, ma continua ad alternare momenti di grande intensità a pericolosi blackout.

Meret, con un intervento decisivo su Berg, ha contribuito a tenere in piedi la squadra. Politano, oltre al gol, ha offerto l’assist per la seconda rete di McTominay. De Bruyne ha dato ordine e idee, mentre lo scozzese ha firmato la prestazione che tutti aspettavano.

Resta il nodo Højlund, ancora a secco e poco coinvolto nella manovra. Per competere ad alti livelli servirà ritrovare anche i suoi gol, perché non si può chiedere sempre a McTominay di vestire i panni del centravanti aggiunto.

Ma questa sera il Napoli aveva bisogno soprattutto di vincere. E lo ha fatto.

Allegri e McTominay: lavorare, senza perdere la fiducia

Alla vigilia, Massimiliano Allegri aveva fotografato con lucidità il momento della squadra: «Il problema è che prendiamo gol troppo facilmente», aveva spiegato a Sky Sport, insistendo sulla necessità di lavorare in silenzio, senza ansia, con maggiore attenzione, pazienza e precisione.

Contro il Bodo/Glimt, il Napoli ha mostrato una risposta importante sul piano offensivo, ritrovando una vittoria che mancava in Champions. La difesa, tuttavia, resta un cantiere aperto. Il risultato dà ossigeno ad Allegri, ma non cancella il lavoro ancora da fare: la squadra deve imparare a gestire meglio i momenti della partita e a non concedere agli avversari la possibilità di rientrare così facilmente.

Anche McTominay, prima del fischio d’inizio, aveva indicato la strada: «È un momento difficile, dobbiamo stare zitti e lavorare». Lo scozzese aveva aggiunto di voler tornare a giocare con continuità, sottolineando le qualità del centrocampo azzurro e la necessità che tutti si facciano trovare pronti per aiutare la squadra.

La sua doppietta è la risposta più bella che potesse dare. Non servivano proclami, ma una prestazione da leader. E Scott ha risposto sul campo.

Ora la Roma: la vittoria deve diventare un punto di partenza

Il successo contro il Bodo/Glimt restituisce fiducia, interrompe una striscia negativa e permette al Napoli di guardare alla prossima sfida di campionato con uno spirito diverso. Sabato arriverà la Roma, un avversario di alto livello che metterà nuovamente alla prova la solidità e la tenuta mentale degli azzurri.

Il Napoli dovrà ripartire dalle certezze ritrovate questa sera: De Bruyne in cabina di regia, McTominay capace di inserirsi e fare la differenza, Politano generoso e incisivo, il Maradona pronto a spingere la squadra anche nei momenti più difficili.

Ma soprattutto servirà continuità. Perché una vittoria può restituire il sorriso, ma è la capacità di ripetersi che costruisce una stagione.

Il Napoli non è guarito, ma ha dimostrato di avere ancora gli strumenti per rialzarsi. Nei momenti difficili non servono processi quotidiani né facili entusiasmi: servono lavoro, coraggio e unità. Il Bodo ha ricordato agli azzurri che le partite non finiscono finché l’arbitro non fischia; McTominay ha ricordato a tutti che il talento, quando incontra la fame, può cambiare il destino di una serata.

Adesso viene la parte più difficile: trasformare questa liberazione in una ripartenza vera. Perché Napoli non chiede miracoli ogni domenica. Chiede una squadra che lotti, che creda in se stessa e che non smetta di provarci.

E quando il Maradona canta, anche dopo aver avuto paura, quella fiducia può diventare una forza in più.

Bentornato, Scott. E adesso, Napoli, non fermarti proprio sul più bello.