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Paolo Cannavaro augura ad Insigne il goal in rovesciata che fece alla Juventus

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Cannavaro: se dovessi augurare a qualcuno di far gol allo stesso modo contro la Juventus mi viene in mente Lorenzo Insigne. Da Capitano a Capitano

Paolo Cannavaro, a poche ore dal big match di campionato tra il Napoli e la Juventus che si giocherà questa sera al San Paolo, ha rilasciato un’intervista al  Corriere del Mezzogiorno.

Questo quanto detto dall’ex difensore del Napoli:

“Conservo innumerevoli ricordi delle sfide con la Juventus. Sono stati momenti talvolta esaltanti, altre volte meno. Ma se qualcuno mi chiedesse quale di quelle disputate ricordo con maggiore piacere, non avrei dubbi: la mia «partita del cuore» con la Juventus fu la vittoria per 5-4 dopo i calci di rigore in Coppa Italia nel 2006. Sì, proprio quella del mio gol in rovesciata.

Di quella sera ricordo ogni momento. Perché noi e la Juventus eravamo due formazioni di serie B, ci tenevamo moltissimo entrambe a passare il turno. La Juve, anzi, non aveva fatto mistero di voler vincere il trofeo. Era una sera calda di fine agosto, il San Paolo era pieno come nelle grandi occasioni. In un altalenare di emozioni enormi la partita si concluse sul 2-2 al 90esimo. Ma solo una doveva passare.

E nei supplementari Del Piero portò in vantaggio i suoi, gettando lo stadio nella disperazione. Ricordo però che la gente pian piano riprese ad incitarci ma anche che i minuti passavano inesorabilmente e che il fortino davanti a Buffon non voleva saperne di cedere. A questo punto, preso dallo sconforto, il pubblico cominciò a lasciare lo stadio.

Poi avvenne che all’ennesimo attacco, con noi difensori in area, mi arrivò una palla che potevo calciare solo in rovesciata. Non ci pensai su: mi alzai spalle alla porta con una coordinazione che nemmeno immaginavo di possedere, colpii a botta sicura e feci secco Buffon. Lo stadio esplose. Io piansi. Poi andammo ai rigori e vincemmo. Se dovessi augurare a qualcuno di far gol allo stesso modo contro la Juventus mi viene in mente Lorenzo Insigne. Da Capitano a Capitano”. Conclude Cannavaro.

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