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Napoli, De Laurentiis: ”Ancelotti a vita. Carlo meglio di Emery”

De Laurentiis

De Laurentiis: Se io ho preso Ancelotti,  un allenatore che ama il Napoli, la città e il centro sportivo, e che vuole rimanere anche 8 anni come detto da lui stesso, io lo voglio a vita, proprio come Ferguson

Aurelio De Laurentiis ha parlato ai microfoni di Sky Sport -in occasione dell’assemblea generale dell’Eca tenutasi ad Amsterdam-  del Napoli, di Ancelotti, della sfida di Europa League di questa sera a Londra contro l’Arsenal e di altro.

Queste la parole del Patron del Napoli:

“Noi ci dobbiamo preoccupare di far continuare ad amare il calcio alle nuove generazioni. Siamo legati al problema del calcio virtuale. Bisogna capire la tecnica dove ci porterà il futuro perchè facciamo accordi con la Uefa triennali che sono come 30 anni di qualche tempo fa.

Prendere degli impegni non so a chi faccia comodo ma non certo ai club, ma per amare il calcio alle nuove generazioni bisognerebbe creare un tipo di partita un po’ diversa, veloce e con più suspence. C’è sempre paura di cambiare: è un concetto molto particolare. Quando io in maniera un po’ antidemocratica ho proposto di fare un campionato composto da 5-6 nazioni è perchè avrei sempre voluto dire agli Europei della politica di aver sbagliato. Il primo errore è stato quello di lasciare la sterlina all’Inghilterra. Proponevo un lega composta da 5 campionati più importanti: Inghilterra, Spagna, Germania, Francia e Italia.

Il calcio in un contesto planetario in cui tutti sono commessi e dovremmo immaginarci anche una comunicazione e un’utilizzazione dei contenuti sportivi e soprattutto del calcio -prosegue De Laurentiis come riporta Radio Kiss Kiss Napoli-  Le persone ‘on charge’ che sono chiuse nei loro uffici a pensare come resistere, a come essere rieletti e ad esercitare il loro potere istituzionale. Voi mi direte che loro hanno le loro aree di competenza, ma di risultati e parliamo sempre delle stesse cose.

Non c’è mai una svolta. Io non voglio essere antidemocratico, ma quando sento dire che le partite europee vanno portate nei week end, ma che siamo pazzi? Il campionato va salvaguardato come identità imprenditoriali. Perchè il nostro paese fonda la sua forza nelle identità regionali e culturali che abbiamo. Questo genera un principio di difficoltà. Un campionato durante il periodo feriale europeo, potrebbe essere estremamente interessante. E’ un discorso complesso e bisogna sedersi intorno al tavolo per modularlo, con grande disponibilità di tutti.

Ma Veltroni perchè non lo ascoltate? Ha detto già da tempo che le squadre sono S.P.A. e lo ha ribadito anche la UEFA, ma noi certe cose le dimentichiamo. Se a un certo punto hai un’utenza di 50 mila, non puoi competere con chi ha 40 milioni, perchè non hai potere concorrenziale e faresti solo lo sparring partner. Salire e riscendere per prendere il paracadute finanziario, lo trovo estremamente umiliante. Penso che la Cina sia un paese da frequentare, ma non so se sia corretto iniziare il campionato li perchè molto lontano. Durante l’estate, dal 12 agosto al 1 settembre l’Italia si ferma e gli intelligenti frequentano le città svuotate in tutta tranquillità. Gli stadi sarebbero semi vuoti e tanto vale andare a portare il nostro calcio altrove.

Se il PSG gioca di domenica in casa, si potrebbe ipotizzare uno Juventus-Inter di sabato a Parigi o se a Madrid gioca il Real, nello stadio dell’Atletico potrebbero andare a giocare altre due squadre italiane. A Barcellona, Monano e Londra si potrebbe fare lo stesso. Sono 5 città stupende in cui ovviamente dovrebbero andare a giocare squadre italiane di un certo livello.

Siccome noi abbiamo followers in tutto il mondo, e tanti italiani vivono in Europa, sono convinto che gli stadi sarebbero pieni e le televisioni potrebbero costruire eventi. E’ un problema di fatturati. Se avessi i fatturati di qualche squadra inglese o spagnola, vincerei tutti gli anni. Non c’è dubbio che Ronaldo faccia la differenza, ma se tu cambi allenatore, e questo vuole verificare la rosa, deve farli giocare tutti mettendo anche in conto che con un modolo rispetto a quello utilizzato facendo benissimo per tre anni, qualche partita la si perda.

Il tifoso non ragiona, sragiona, perchè ragiona con il cuore ed ha ragione perchè tifa per la sua squadra. Vorrebbe vincere sempre senza pietà soprattutto contro la Juve, ma noi prima o poi ce la faremo. Se io ho preso un allenatore che ama il Napoli, la città e il centro sportivo, e che vuole rimanere anche 8 anni come detto da lui stesso, io lo voglio a vita, proprio come Ferguson.

Per me l’allenatore deve essere un punto di riferimento rappresentandola in toto. Aldilà della conduzione societaria, c’è anche quella sportiva che è focale in una società di calcio. Io intanto andrò a firmare una convenzione di dieci anni. Poi cercherè di verificare se il Comune mi faccia fare degli investimenti economici per poi modificare questa convenzione in qualcosa di diverso.

Sarebbe stato meglio prendere avversari più semplici, ma penso che Ancelotti sappia gestire la situazione. Ancelotti preferisce il ritorno in casa, mentre io per scaramanzia preferirei il contrario. L’Arsenal ha un buon allenatore, ma credo che il nostro sia migliore. I giocatori saranno pronti e concentrati sia per il campionato che per l’Arsenal.” Conclude De  Laurentiis.

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