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Stagione del Napoli un mezzo fallimento? Cosa vuole realmente De Laurentiis? Se ne parla a Radio Crc

De Laurentiis

Malfitano: la gente è delusa da questa stagione del Napoli, non riesce nemmeno a scindere chi è stato sempre leale nell’informazione da chi non lo è. Ieri allo stadio c’erano molti cori contro i giornalisti, definiti burattini. Questo dovrebbe essere, per noi giornalisti, offensivo. Noi non siamo una categoria che vive per un’informazione leale, corretta ed onesta

In diretta a ‘Un Calcio Alla Radio’, trasmissione in onda su Radio CRC, sono intervenuti vari opinionisti e giornalisti per parlare del momento poco felice del Napoli, delle prospettive future della squadra azzurra e di altro.

Questi i loro interventi riportati da casanapoli.net:

Ciccio Marolda: “Calo fisico e mentale, bisognerebbe avere risposte da Ancelotti”
Ciccio Marolda, Corriere dello Sport: “Non è un momento piacevole per il Napoli. Di crisi, in questo momento del campionato, non se ne può parlare. Ma perché nel girone di ritorno il Napoli è stato il contrario di quello visto nel girone di andata? Possiamo darci spiegazioni ma sarebbe interessante sentire Ancelotti.

Il Napoli in Europa è tra le squadre che tira di più ma, in questo girone di ritorno, la condizione mentale, e anche quella fisica, sono davvero scadenti. Ancelotti ha cambiato troppi giocatori, troppi cambi di ruoli. A gennaio sono stati fatti degli errori di mercato”.

Alessandro Renica: “Ok le contestazioni ma le offese fanno male ai giocatori”
Alessandro Renica, ex Napoli: “I protagonisti della partita sono i calciatori e se non la butti dentro le partite si compromettono. Chiaramente si può criticare anche la difesa, ma in fase offensiva, se la squadra avesse raccolto quello che ha creato, avrebbe una classifica migliore.

Il Napoli ha fatto 62 gol ma ne ha sbagliati tantissimi. Il modello Ancelotti in Champions League e nel girone d’andata ha funzionato benissimo, ma bisogna capire perchè non siamo più cresciuti, cosa è successo? Sicuramente uno come Albiol è insostituibile, è la spina dorsale della squadra ma anche Hamsik dava molte geometrie e nello spogliatoio tranquillizzava i ragazzi: forse sarebbe stato in grado di aiutare Insigne,in questo momento molto contestato ed offeso ingiustamente.

Mi auguro che il progetto riparta. Il Napoli paga il mancato mercato di gennaio. Ricordiamoci che Ancelotti è stato pagato moltissimo, è al primo anno, sta facendo meglio del primo anno di Sarri ed ha preso una squadra spremuta dal tecnico toscano. Non dobbiamo distruggere tutto, ci sono certe offese che fanno male psicologicamente ai giocatori”.

Stefano Capozzucca: “Il Frosinone deve onorare questo finale di stagione, non regaleremo nulla”
Stefano Capozzucca, consulente Frosinone: “Ho visto la partita di ieri, ci sono due premesse da fare: il salvataggio di Masiello su Milik è stato fondamentale e poi l’Atalanta non è più una sorpresa ma una squadra di grande livello.

Mi aspettavo di più in casa contro l’Arsenal mentre in campionato alcune motivazioni sono sicuramente venute meno a causa del distacco dalla Juventus. Il Frosinone ha avuto una stagione deludente, per certi versi, ma anche sfortunata: contro l’Inter abbiamo perso per un gol al 94esimo mentre con la Spal abbiamo perso ma meritavamo la vittoria. Si vede che la fortuna è un merito e noi questo merito non l’abbiamo.

Siamo al penultimo posto, quindi abbiamo evidenti lacune. Abbiamo un dovere verso un pubblico che non ci ha mai abbandonato e verso un presidente fantastico, Stirpe, che è una persona di grande livello, meriterebbe la serie A in pianta stabile. Dobbiamo finire il campionato con dignità, a partire da domenica contro il Napoli”.

Mimmo Malfitano: “Questa stagione è stata un mezzo fallimento”
Mimmo Malfitano, Gazzetta dello Sport: “La gente è delusa da questa stagione, non riesce nemmeno a scindere chi è stato sempre leale nell’informazione da chi non lo è. Ieri allo stadio c’erano molti cori contro i giornalisti, definiti burattini. Questo dovrebbe essere, per noi giornalisti, offensivo. Noi non siamo una categoria che vive per un’informazione leale, corretta ed onesta.

Spesso sono stato bersagliato dai tifosi per il mio modo di esprimere le mie opinioni. Ho notato che Napoli è diventata la Terra Santa: chiunque arrivi qui, gode della santità assoluta e nessuno può criticare nessuno. Ma non è assolutamente così.

Ciascuno è libero di dire ciò che vuole. Io ho sempre scritto ciò che ho visto, non ho mai pensato di nascondere le deficienze del Napoli o di esaltare risultati degli azzurri: ho sempre dato e tolto alla stessa maniera. Esistono anche giornalisti che esprimono opinioni che rispecchiano la realtà. Il tifoso oggi è deluso perchè il Napoli ci ha abituati a stare al secondo posto ogni anno, ma la gente, ormai, si è scocciata di essere la prima delle non vincenti.

Il Napoli di Mazzarri, quando tornò da Londra dopo la sconfitta con il Chelsea, venne massacrato perchè l’allenatore era Mazzarri. Secondo alcuni Ancelotti non deve essere criticato perchè il suo curriculum parla per sé. Ancelotti ha sbagliato nella gestione dell’organico e anche i suoi collaboratori hanno sbagliato perchè la squadra sia sul piano fisico che mentale quando va giù non si rialza.

Poi logicamente ci sono anche gli errori del presidente. Hanno sbagliato tutti. Quest’anno, secondo me, per come il Napoli è uscito dalla corsa allo scudetto, dalla coppa Italia e dall’Europa League, si può parlare di mezzo fallimento. La società dovrebbe essere più chiara su quali siano gli obiettivi. Questo Napoli non è competitivo, non ha valore avere 20 punti in meno dalla Juve e vantarsi del secondo posto”.

Paolo De Paola: “Bisogna ignorare quello che dicono i tifosi e capire cosa vuole realmente De Laurentiis”
Paolo De Paola, giornalista: “Il Napoli di Ancelotti non ha fallito, sono cambiate diverse cose. Ad esempio c’è stato l’inserimento di una mentalità nuova, non solo in squadra ma anche nel tifo giornalistico partenopeo. La mentalità vincente si vede anche nel rispetto dell’avversario: Ancelotti parla sempre della Juventus con grande rispetto.

Il Napoli è arrivato secondo in campionato, si è qualificata per la prossima Champions League, ha espresso un buon gioco: non si può parlare di fallimento. Se il Napoli, però, crea un’aspettativa di Scudetto, bisogna far capire allora dove sta il salto di qualità: salto che al momento non vedo con De Laurentiis. Bisogna ignorare i tifosi, cambiano sempre opinione: un giorno Ancelotti cancella Sarri nel cuore dei tifosi e quello dopo Ancelotti non è un allenatore vincente. Ancelotti, rispetto a Sarri, ha allargato la rosa.

Il Napoli è calato fisicamente perchè la rosa non è sufficiente, il mercato non può essere promosso. Bisognerebbe ribadire un giudizio nei confronti del presidente: perchè ha rifiutato l’offerta di acquisizione del San Paolo? L’assessore Borriello ha detto che avrebbero anche lasciato della cubatura dinanzi lo stadio per svolgere esercizi commerciali. Se allora non c’è nemmeno questa volontà, bisogna trovare un socio forte. Guardiamo i nomi che accostano alla juve: se solo il 30% di questi nomi dovesse arrivare, i bianconeri aumenterebbero ulteriormente il gap. Inoltre ancora mancano le milanesi che dalla prossima stagione credo torneranno ad essere competitive”.

Marco Maddaloni: “Universiadi grande occasione per Napoli”
Marco Maddaloni, judoka: “Lo sport è l’emblema della salita e della discesa. Sono un grande tifoso del Napoli, quest’anno abbiamo avuto un momento di relax mentale che ora sta sfociando in una crisi psicologica da cui bisogna assolutamente uscire.

Le Universiadi sono motivo di orgoglio per la nostra città, tutto il mondo ci guarda. Mi vanto di essere napoletano perchè la nostra gente ha un cuore grande. Tra poco ricomincerò ad allenarmi perchè a settembre ci saranno i campionati mondiali a Tokyo dove vestirò i colori della Repubblica dell’Albania e non più quelli italiani.

Tre anni fa dovetti ritirarmi perchè ebbi fraintendimenti con il presidente della federazione italiana. Poi incontrai il presidente dell’Albania che mi diede la cittadinanza per meriti sportivi e questo mi porta a rappresentare questa nazione. Devo riguadagnarmi la dignità, devo dimostrare che mi ritirerò quando lo deciderò io”.

Samuele Ciambriello: “Meno testardaggine da parte di Ancelotti. Siamo in un limbo”
Samuele Ciambriello: “Voglio fare una premessa: non sono né apocalittico né integrato. E’ un aprile nero per il Napoli. Quando Ancelotti dice che sprechiamo troppo ha ragione, ma quando attribuisce la sconfitta alle motivazioni che non ci sono più mi fa stare male.

Siamo in un limbo: dobbiamo andare a Frosinone per mantenere il secondo posto mentre programmiamo il futuro con il mister. Credo che il Napoli debba ritrovare la compattezza della grande squadra e Ancelotti lo sa, ma non deve essere testardo.

Anche con Insigne: nelle condizioni di ieri è stato assurdo non farlo entrare. Il rendimento del Napoli è stato brillante fino a dicembre ma ora è al di sotto delle sue possibilità. Se il Napoli avesse vinto 2 a 1 contro l’Arsenal, noi l’avremmo festeggiato ed applaudito, nonostante l’uscita dalla coppa”.

Ciro Troise: “Squadra smarrita ma non è un fallimento. Ancelotti valore aggiunto”
Ciro Troise, Corriere del Mezzogiorno: “Non si può parlare di fallimento né di anno di transizione. Ancora peggio è chi parla di valorizzazione della rosa. L’annata è deludente rispetto alle aspettative alimentate anche dai primi mesi della gestione di Ancelotti. A dicembre abbiamo perso due partite chiave contro Inter e Liverpool. Il problema è il Napoli del 2019: sei sconfitte nelle ultime dieci partite.

Dobbiamo ripartire da questi dati. Il Napoli è una squadra che si è smarrita. La partenza di Hamsik, la perdita di Albiol, il caso Allan e la sconfitta contro la Juventus hanno smarrito la squadra, non ci sono più attenzioni e stimoli. Lo stesso Ancelotti ha definito che la squadra si è smarrita. Ora bisogna conquistare il secondo posto e programmare la prossima stagione.

Ma da qua a parlare di fallimento o di regressione ce ne passa. Sicuramente Ancelotti è stato aiutato dal suo curriculum in questo periodo di crisi, ma lui è un valore aggiunto. Ieri con tre terzini sinistri di ruolo abbiamo fatto giocare Hysaj a sinistra. L’assenza di Insigne era logicamente frutto di una punizione. In questo momento chi ha un ruolo nel Napoli deve proteggere la squadra.

Ieri Ancelotti ha parlato di assenza di stimoli ed attenzioni ed è vero. Il Napoli, con tutti i suoi limiti, ha costruito sette palle gol contro l’Arsenal tra andata a ritorno. Il problema delle palle gol, però, è un problema che ci portiamo da un po’. 

Pino Renda: “Servono maggiori investimenti. Insigne? Caso costruito dalla società”
Pino Renda, imprenditore: “L’anno scorso il Napoli ha messo sotto contratto Ancelotti, che tanti anni fa Berlusconi definì “fortunato perdente”, per fare da paravento a ciò che non è stato costruito.

Il Napoli di ora è anni luce dietro quello di Sarri. Ieri c’erano solo 18000 spettatori allo stadio: quando il napoli giocava in serie C il San Paolo era pieno, c’è disaffezione dei tifosi verso la società e la squadra.

Se il Napoli non investe seriamente l’anno prossimo ci saranno problemi anche per qualificarci in Champions League. Plus sportivi nel Napoli non ne vedo, vedo solo programmazioni a brevissimo termine, vedo un fronte chiamato DeLaurentiis-Ancelotti contro tutto il resto. Tutto questo nasce in quel famoso albergo di Firenze dove l’anno scorso perdemmo il campionato.

Forse sono state fatte richieste al presidente che non sono state accettate e questo ha portato la squadra a sfaldarsi. Ancelotti non faceva parte del progetto Napoli, il sistema di gioco previsto era totalmente diverso.

Ancelotti usa il 4-4-2 ma non ha i giocatori per farlo. Sarri conosceva i limiti dei giocatori e quindi proponeva un calcio offensivo. Ad Ancelotti servono mediani e registi seri che in squadra non ci sono. Il caso Insigne è stato costruito ad arte dalla stessa società. Per me Lorenzo vale quanto Milik e Mertens, sono forti ma non fuoriclasse. I fuoriclasse sono quelli che ha la Juventus ma che non sa sfruttare”.

Umberto Chiariello: “Fiducia ad Ancelotti ma credito finito”
Umberto Chiariello con l’edito-radio in onda su Radio CRC: “Il giorno dopo l’editoriale tv, è evidente che debba fare un editoriale bis. Devo aggiungere e chiarire concetti che non sono risultati comprensibili.

Ieri sera sono stato duro nel dire che chi giudica grande la stagione di Ancelotti, non ha decenza. E’ indecente. Ma a chi mi riferivo? A Massimiliano Gallo del Napolista che dava un 7 e mezzo alla stagione degli azzurri. Pur rispettando il Napolista, dare quel voto alla stagione del Napoli significa dire una cosa che non corrisponde alla realtà, non c’è possibilità che sia vero.

C’è chi dice che Chiariello parla di fallimento: no, mai detta una cosa del genere. Ho detto che, seppure gli obiettivi siano stati raggiunti, in quanto il Napoli ha aumentato il suo bottino europeo, il modo in cui si arriva a fine stagione, il modo in cui il Napoli non è riuscito a competere con l’Arsenal e tanti alti fattori, mi fanno dire che purtroppo l’annata non ha prodotto né titoli né emozioni.

Quindi il grado di competitività che era stato raggiunto è andato perduto. La mia è una posizione che ritengo equilibrata, noi comunque continuiamo a nutrire fiducia in Ancelotti. Ribadisco una cosa: non rimpiangiamo Sarri ma rimpiangiamo l’Ancelotti perduto. Da 4 mesi a questa parte, soprattutto dopo le partite contro Milan ed Inter, il Napoli non c’è più”.

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