VAR utile ma va usata meno. Sudditanza psicologica? E’ insita negli esseri umani: questo ed altro a Radio CRC

VAR

Malfitano: io ho un pensiero diverso da quello del mio collega Paolo De Paola. E’ vero, De Laurentiis è molto ripetitivo ma stavolta ho apprezzato la sua chiarezza. Ieri ha tirato fuori argomenti molto delicati, soprattutto quello che riguarda la criminalità nelle curve

In diretta a ‘Un Calcio Alla Radio’, trasmissione di Umberto Chiariello in onda su Radio CRC, sono intervenuti opinionisti e giornalisti per parlare del Napoli, del VAR, di De Laurentiis, Insigne ed altro.

Questi i loro interventi riportati da casanapoli.net:

De Paola: “Presidenti come De Laurentiis hanno rovinato il nostro calcio”
Paolo De Paola, giornalista: “De Laurentiis non fa tesoro delle sue esperienze e non ha fatto nulla per il calcio italiano, non ho grande stima per lui. Presidenti come lui sono la rovina del nostro calcio.

E’ necessario anche un cambiamento a livello dirigenziale. Lotito è arrivato a gestire i presidenti delle leghe, vede il calcio a modo suo, come se fosse un’impresa di pulizie. Non voglio presidenti stupidi ma ricchi ma presidenti che abbiano la dimensione del calcio.

Se siamo in queste condizioni gran parte della colpa è loro, non rifonderei mai il calcio ripartendo da loro. Non c’è più quel manipolo di squadre che possono competere tra loro. Hanno costretto i tifosi a diventare amministratori, ad importarsi dei bilanci.

Non è mai successa una cosa del genere. Il Napoli, arrivando ormai da anni sempre al secondo posto, non può evitare di fare il salto di qualità che lo porterebbe a competere a grandi livelli. Significa arrendersi alla competitività”.

Manolete: “Theo Hernandez al Napoli? Non è impensabile”
Manuel Esteban Manolete, As: “Il rappresentante di Theo Hernandez sta ricevendo tantissime chiamate. Sa che Theo non rientra nei piani del Real Madrid e l’intenzione è quella di cederlo.

E’ un giocatore molto tecnico. Ci sono molti club su di lui, in particolare il Napoli e l’Inter in Italia. La volontà del giocatore è di raggiungere grandi club per giocarsi la possibilità di essere convocato all’Europeo. Non credo sia impossibile l’arrivo di Hernandez al Napoli, tutto può succedere in questo mercato.

Il Real Madrid ha bisogno di fare cassa e valuta Theo almeno 25 milioni. L’Atletico vedrà andare via Griezmann, ma non è sicuro che vada al Barcellona: c’è un grande interesse del PSG che, dopo Neymar, potrebbe rubare un altro giocatore ai blaugrana. Insigne piace molto all’Atletico, come anche Dybala ed Icardi”

Troise: “Offerte concrete per Insigne, ad oggi, non ce ne sono”
Ciro Troise, Corriere del Mezzogiorno: “Raiola ha fatto capire a tutto il mondo che la strada di Insigne porta al prolungamento. De Laurentiis, però, non vuole modificare, nella sostanza, quel contratto, e quindi vuole far capire ai tifosi che non è lui a voler vendere Insigne ma è il calciatore a voler lasciare la squadra. Offerte serie non ne sono arrivate.

Se l’Inter poteva avere qualche possibilità con Spalletti, con Conte mi sembra ancora più complesso portare avanti questa trattativa. Il Napoli ci ha provato per Icardi ma l’attaccante non vede gli azzurri come un salto di qualità: inoltre, se dovesse partire Perisic e dovesse arrivare Conte, Icardi resterebbe in nerazzurro.

Sotto gli 80 milioni il Napoli non si siede a trattare per Insigne. All’Atletico Lorenzo piace, anche l’anno scorso ci fu un contatto che l’attaccante, però, non volle approfondire. Agli spagnoli piace anche Milik, ma ciò che conta è che, al momento, offerte serie e concrete non sono arrivate. Bisogna vedere se la pace fatta nell’incontro chiarificatore di inizio maggio diventi concreta o darà vita a nuovi scenari di mercato”.

Arrigoni: “Metterò su una squadra competitiva. Ancelotti? Mi ha fatto scoprire giocatori che non conoscevo”
Daniele Arrigoni, CT Italia Universiadi: “Per partecipare alle Universiadi bisogna essere nati tra il ’95 e il 2000. Sia in serie B che in serie C ci sono ragazzi interessanti, metterò su una formazione competitiva.

Con Chiesa e Meret sarebbe stato più semplice ma sono destinati ad altri progetti. Porterò dei giovani del 2000 che a breve potrebbero già esordire in serie B se non addirittura in serie A. Mi occupo anche di Under 15 ed Under 17 di serie C, quindi non ho visto molte partite di questa serie A.

Il nostro campionato, però, ha un grande pregio: alla fine della stagione, ognuno ha ciò che merita. Tolti i primi due posti, abbiamo assistito ad un bel campionato: basti pensare all’Empoli, che si gioca ancora la permanenza in serie A.

I classici 40 punti per salvarsi non bastano più. Ancelotti? Ha fatto scoprire nuovi giocatori. Sicuramente paghi il turn over, ma le partite di alto livello sono state sempre giocate in maniera egregia”.

Malfitano: “Gestioni societarie in Italia poco credibili. Apprezzo la chiarezza di De Laurentiis”
Mimmo Malfitano, Gazzetta dello Sport: “Io ho un pensiero diverso da quello del mio collega Paolo De Paola. E’ vero, De Laurentiis è molto ripetitivo ma stavolta ho apprezzato la sua chiarezza. Ieri ha tirato fuori argomenti molto delicati, soprattutto quello che riguarda la criminalità nelle curve. Ha dimostrato quanto voglia essere innovativo.

Le sue esternazioni spesso sono dettate dalla consapevolezza che molte cose non sono facili da realizzare ma comunque lui le mette sul tavolo. San Paolo covo di criminali? Non sta a me dirlo, c’è un’autorità competente che potrebbe indagare. Credo che si sappia che lì si spacci droga, non sono il primo a dirlo. Il fenomeno delle curve, però, è esteso in tutta Italia, non solo a Napoli.

Calcio poco credibile? Dipende da quale senso. Se parliamo di gestione societaria è molto poco credibile. Ad esempio è assurdo che si sappia solo a fine stagione che il Palermo abbia commesso illeciti sportivi. Perchè, allora, consentire a questi pseudo presidenti di creare questi illeciti amministrativi per poi arrivare ad una sentenza a fine stagione?”

Gabriele: “VAR? Utile ma va usata meno. La sudditanza psicologica è insita nell’essere umano”
Marco Gabriele, ex arbitro oggi Dirigente Accompagnatore Frosinone: “Mi sono dimesso dall’AIA perchè gli arbitri vanno resi uomini liberi e per renderli liberi vanno fatti andare in sala stampa dopo la partita: ma questo non succede.

Non ho seguito dall’interno la vicenda Gavillucci, ma dall’esterno, in base a quello che è successo, sicuramente c’è qualcosa che mi fa riflettere. Quando arbitravo, nessuno ci diceva i voti che prendevamo, ma era tutto molto oggettivo.

Aggiungerei anche una cosa: il 90% degli arbitri che partono dalla C.A.N. C smette di lavorare per vivere solo con lo stipendio da arbitro.

E questo è un grande errore. Io sono un agente in attività finanziaria e non ho mai lasciato il mio incarico. Un arbitro che smette a 45 anni, se ha lasciato il proprio lavoro, come pensa di vivere? Ho moltissime amicizie, ma non con Moggi. La giustizia italiana è lenta ma arriva al punto. Calciopoli? Il calcio è un mondo in cui c’è millantato credito.

I personaggi che girano in questo mondo hanno poca capacità professionale, cercano solo di screditare gli altri. Non ho arbitrato molte volte il Napoli ma ricordo un Napoli-Catania: entrare in quel San Paolo con 50000 persone fu un’emozione unica. Quando si arriva a grandi livelli, ogni arbitro fa il proprio meglio perchè ciò lo porta a non essere contestabile.

Orsato, in merito all’anno scorso, sarebbe stato sicuramente più felice se non avesse commesso quell’errore. La mia peggior partita? Ricordo che diedi un rigore in serie B ma il fallo era avvenuto fuori dall’area.

VAR? Dovrebbe avere un’applicazione diversa da quella che ha. E’ un’ottima soluzione per ridurre gli errori però il protocollo VAR parla di correzioni di errori gravi: mi sembra che la stiano usando troppo eccessivamente. Ad esempio, il rigore in Napoli-Cagliari, è un rigore così minimo che la VAR non sarebbe dovuta intervenire.

Sudditanza psicologica? E’ insita negli esseri umani. Oggi gli arbitri vogliono arbitrare partite minori in modo da non avere problemi a livello mediatico. Il mio arbitro preferito? Rocchi”.

Chiariello: “Insigne dimostri di essere maturo e sarà amato”
Editoradio di Umberto Chiariello in onda su Radio CRC: “Dopo l’incontro di ieri degli Stati generali si è riaperta la questione Insigne. De Laurentiis ha detto che l’attaccante non vuole restare al Napoli e che ha chiesto la cessione.

Ora il ragazzo sembra più sereno ma c’è un problema di fondo. Insigne non si sente amato dai tifosi ma deve chiedersi perchè non è amato quanto sono stati amati altri personaggi nella storia del Napoli.

Forse certi atteggiamenti visti dal pubblico, sia in campo che quando esce dallo stesso, hanno fatto pensare che lui possa essersi montato la testa. Questo è un modo di vedere le cose. Ritengo che debba correggere il suo atteggiamento, dimostrando di essere capitano e maturo, e credo che un paio di giocate delle sue possano far sbocciare di nuovo quell’amore che a volte è stato dato a volte è stato tolto”.

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