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Fuori dal Campo: ci sono una inglese, una francese e un napoletano…

Nazionale

Il futuro di Lorenzo Insigne, mai come in questi giorni, sembra sempre più incerto. Il talentuoso numero 24 azzurro, per la prima volta si trova a dover fare i conti col futuro.

Per la rubrica “Fuori dal Campo”, vorrei approfondire il discorso che riguarda Lorenzo Insigne.

L’attaccante si trova in quella che potrebbe, tranquillamente, definirsi una crisi adolescenziale. Lorenzinho, per la prima volta da quando veste la maglia azzurra, deve fare i conti con cosa vuol diventare da grande.

Il titolo sembra l’incipit di una barzelletta, ma così non è. Infatti, da quando ha cambiato procuratore (si è affidato a Mino Raiola da qualche tempo) ha iniziato ad avere rendimenti altalenanti.

“A pensar male si fa peccato…ma molto spesso s’indovina” diceva Andreotti. Il fatto che le prestazioni di Insigne, o – per meglio dire- la sua parabola discendente sia iniziata proprio dal cambio di procuratore qualche sospetto ci viene.

In principio fu il Liverpool: Klopp stravedeva (e stravede ancora, nonostante l’abbondanza in attacco) per il piccoletto di Frattamaggiore. Offerta di 65 milioni cash, nel freddo mercato di Gennaio, ma niente da fare. Tante grazie e offerta rispedita al mittente. Col senno di poi, se avesse accettato, probabilmente Insigne era uno di quei giocatori ad aver alzato la coppa dalle grandi orecchie, ma tant’è.

Il PSG: la squadra transalpina, di proprietà degli sceicchi della famiglia Al Thani, sta attraversando pari a Insigne, la crisi di mezza età. Allora la dirigenza ha deciso di stravolgere tutto: via chi non è convinto o contento di rimanere, spazio ai nuovi. I rapporti con il Napoli sono sempre stati buoni, l’asse di mercato ha sempre portato i giocatori azzurri all’ombra della Tour Eiffel, in cambio di cifre sempre molto cospicue. L’interesse dei transalpini è storia nota, notissima: il PSG voleva fare addirittura spese folli in casa Napoli. Dopo Insigne, la dirigenza francese avrebbe voluto anche Allan e Koulibaly.

Forse il brasiliano è l’unico che magari riusciranno a prendere: su Koulibaly, Ancelotti è stato chiarissimo, ha posto un veto assoluto (anche se forse il Real Madrid riesce a strappare un’opzione, nell’ambito dell’operazione che riguarda James Rodriguez).

Infine c’è l’Inter. La società meneghina ha affidato la panchina ad Antonio Conte. L’ex C.T. della Nazionale ha sempre avuto un debole per Insigne, lo ha sempre voluto allenare. Non selezionare, come avveniva in Nazionale, bensì allenarlo SUL campo tutti i giorni. Per esaltarne qualità e pregi. Inizialmente si parlava di uno scambio con Icardi che paradossalmente e parallelamente ha vissuto la stessa identica parabola discendente di Insigne.

Contestato dai tifosi, sostituito in continuazione dal tecnico, privato della fascia di capitano e messo all’angolo. Icardi è da sempre stato un pallino di De Laurentiis, salvo smentite (che possono anche essere di facciata) ed è gradito ad Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo, molto spesso ha dimostrato di poter fare a meno di Insigne. Magari lo scambio, per quanto doloroso possa essere, può accontentare tutti, dando linfa vitale ai due attaccanti.

Per Insigne, però, è arrivato il momento di decidere cosa vuole fare da grande. Sperando che non la prenda come la barzelletta dell’inglese, la francese e il Napoletano (che per inciso dovrebbe essere sempre quello più scaltro).

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