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Rinascimento e Monarchia, Fascismo e Sponsor – Dal bianco al verde, tutti i colori della Nazionale

Si chiama “Rinascimento” la nuova maglia della Nazionale di calcio italiana. Una celebrazione dei nuovi talenti di quella che viene definita la Generazione Z, il futuro del calcio italiano.

Sembrerebbe partire proprio dalla squadra allenata da Roberto Mancini, il Rinascimento del calcio italiano. Le giovani promesse di un calcio proiettato al futuro, dei 27 convocati una buona metà ha meno di 25 anni. Eppure questo cambio di colore ha creato non poche discussioni: non convince il passaggio dall’azzurro al verde.

In realtà il colore verde non è del tutto inedito per la nazionale maggiore. Durante un’amichevole a Roma contro l’Argentina nel 1954, la Nazionale aveva indossato una maglia verde. Proprio da quel giorno di dicembre, le nazionali giovanili hanno adottato il verde per le gare casalinghe.

Storicamente, la Nazionale di calcio italiana è passata per vari colori: al suo esordio nel 1910, venne utilizzata una divisa bianca con un nastro tricolore appuntato sopra. Si racconta che in vista dell’esordio assoluto della Nazionale, non si fosse raggiunto un accordo sul colore da utilizzare e per tale ragione la scelta cadde sul colore neutro per eccellenza. Anche se romanticamente, una leggenda narra di un omaggio alla Pro-Vercelli che in quell’anno era la squadra italiana più forte.

La maglia bianca venne accantonata dopo la sconfitta contro la nazionale ungherese avvenuta il 6 gennaio 1911 all’Arena Civica di Milano, rimanendo come seconda divisa.

Ma da dove origina il colore azzurro?

Sono varie le ipotesi sull’origine della scelta del colore azzurro. Una di esse parla di un’assonanza ai colori della nazionale francese, seppure in realtà indossa il blu e non l’azzurro. Un’altra ipotesi fa risalire il colore a quello dei mari e del cielo italiani, oppure che fosse stato scelto un colore visibile durante la nevicata ed il clima nebbioso di Milano durante la partita contro l’Ungheria.

In realtà, le fonti storiche spiegano come l’azzurro sia stato scelto in onore di Casa Savoia. Dinastia regnante all’epoca in Italia, l’azzurro rappresentava il colore del loro casato fin dal 1360: il blu Savoia, un azzurro molto intenso. Questo, a sua volta, era stato desunto dalla tinta del manto di Maria Vergine, tradizionalmente di colore azzurro, a cui la casata era devota. A riprova delle loro origini monarchiche, sul lato sinistro delle neonate maglie azzurre venne cucita la croce sabauda, una croce bianca in campo rosso.

Rappresentativa del periodo storico attraversato dall’Italia, la Nazionale di calcio ha avuto anche una brevissima parentesi con una maglia completamente nera, voluta negli anni 1930 da Benito Mussolini. Questa casacca, che debuttò nell’amichevole con la Francia del 17 febbraio 1935, venne poi utilizzata al torneo calcistico degli XI Giochi olimpici di Berlino dell’anno seguente. Nonché nella seconda gara dei Mondiali del 1938, in questo caso ancora contro i francesi.

Ma non bisogna lasciarsi prendere dal romanticismo: la scelta di utilizzare il colore verde è meramente commerciale. Come ci ha tenuto a precisare Panorama: “Non c’è nulla di sentimentale o scaramantico dietro la scelta della Figc di far giocare la nazionale all’Olimpico in Italia-Grecia, gara che ci può regalare il pass per l’Europeo 2020, con l’inedita terza maglia color verde”.

E’ semplicemente un’operazione commerciale: dovremo abituarci a considerare la Nazionale in termini di marketing come se si trattasse di un qualunque club sportivo. La nuova maglia verde “Rinascimento” è stata progettata, disegnata e prodotta dalla Puma, sponsor tecnico della nazionale dal 2003.  L’azienda versa ogni anno circa 18 milioni di euro nelle casse della Figc con un sistema di bonus/malus legato ai risultati della rappresentativa maggiore e con royalties che vanno ad incrementare gli incassi della federazione.

L’utilizzo della terza maglia ed il romantico richiamo al Rinascimento ed alla celebrazione della Generazione Z, servirà ad avvicinare proprio le giovani generazioni. Inoltre è teso a smuovere il mercato del merchandising.

 

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