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Esclusiva Casanapoli – Bonfrisco: “Il Var crea sempre un po’ l’ambiente da bar”

Angelo Bonfrisco

Ad Angelo Bonfrisco chiediamo com’è andato il campionato dal punto di vista arbitrale, proprio in seguito all’incontro dello scorso martedì tra arbitri e classe arbitrale.

Secondo l’ex arbitro Bonfrisco: Il Var crea sempre un po’ l’ambiente da Bar. “Nonostante ancora qualche problematica è andata bene. La partita più complicata è stata probabilmente Atalanta Juventus. ha avuto 3/4 episodi discutibili. Poi con questi “tocchi di mano” la Juventus è sempre in mezzo: sembra quasi si sia creata una specie di guerriglia fra i tocchi della Juve con gli juventini che cercano di acquisire e spiegar le nuove regole e l’altra parte dell’Italia sempre pronta ad accusare.

E’ un giochino che durerà tutto il campionato e forse anche i prossimi. Al di là delle battute, sicuramente si fa più fatica a digerire il primo fallo di mano (mi riferisco al primo rigore dato) perché la distanza di gioco è rimasta ancora impressa in noi su qualche campionato fa quando tendenzialmente si tendeva ad assolvere il giocatore. Ora è stata data una direttiva geometrica: se il braccio è all’altezza della spalla o più, su viene comunque considerato un atteggiamento responsabile. Quindi poco conta la deviazione, come nel caso specifico, non ci sono più alibi: quello è calcio di rigore e punto.

Anche noi dobbiamo evolvere verso le regole e facciamo fatica perché tutti trovano sempre l’alibi riferendosi ai vecchi regolamenti o agli episodi storici.

A mio parere se l’episodio storico è staro considerato un errore, non bisogna prenderlo come riferimento altrimenti continuiamo anche noi a cadere nell’errore. Ma questo vale per tutti: squadre tifosi e faziosi. Bisogna anche essere sportivi! Mentre invece, riguardo il calcio di rigore mi sono sempre chiesto perchè il Var non interviene su una situazione tanto semplice: cioè i giocatori che entrano anticipando il tiro. Sarebbe molto semplice applicarlo per tre domeniche, io sono convinto che a furia di far ripetere i rigori la quarta domenica non entrerebbe più nessuno.

Io non capisco perchè dei quattro argomenti che è quello del gol, il Var ha  merito di intervenire eppure interviene sul fuorigioco, sul gol non gol ma perché quello che è un dettaglio geografico che a gioco fermo, tirando una linea sull’area di rigore vediamo subito se qualcuno entra  e a quel punto si ripete il calcio di rigore. Dopo una due volte alla quarta domenica nessuno entra più.

Invece il calcio di rigore di domenica andava certamente ripetuto perché c’erano tre giocatori della Juve che avevano anticipato l’ingresso in area.

Eppure il Var controlla il portiere e se pur facendo un passo in avanti mantiene un piede sulla linea, per questa ragione sicuramente i portieri si staranno allenando a non incorrere nella scorrettezza. Questo sarà un po’ il tema: cercare di assorbire le modifiche ma il Var ha comunque ancora dei limiti.

Ad esempio l’azione in cui c’è stato il tocco di mano di Cuadrado è un’azione viziata da un fallo di mano che andava punito. Ma c’è questo cavillo del Var che recita che “se ricomincia un’altra azione, questa non fa parte dell’ultima azione” e quindi sull’ultima azione della Juve non poteva intervenire. Resta un errore da parte dell’arbitro perché io credo che dal campo una cosa del genere la devi vedere, poi il cavillo ci mette del suo e non aiuta. Insomma questo gol parte da un’azione irregolare anche se poi la Juve dopo costruisce tutta l’azione. Allora mattiamoci anche nei panni di chi fa il gol.

Conclude Bonfrisco: Ovviamente gli atalantini si ricorderanno per sempre come è nata l’azione che ha portato il gol mentre gli juventini ricorderanno sempre com’è finita.

In ogni caso il protocollo Var è difficile anche per chi si occupa solo solo di quello. Che poi non dobbiamo meravigliarci che il tifoso non lo capisca e pensi che il fischio dell’arbitro sia rivolto sempre e soltanto verso la sua squadra.

Effettivamente martedi scorso abbiamo parlato dell’incontro tra arbitri, società e capitani e non c’è mai stato un incontro del genere tanto affollato.  Evidentemente era tanta la voglia di capire quanto non si era recapito in agosto. Quando Rizzoli aveva dato spiegazioni proprio riguardo la famosa “circolare N.1″ che riguarda le modifiche del regolamento. Quest’anno ne sono state fatte tante e probabilmente prima della fine del campionato avremo recapito”. 

“Vorrei solo aggiungere una cosa riguardo l’incontro di martedì scorso: sono incontri importanti che forse un po’ di tempo fa erano considerati atti formali. Però sono di enorme utilità perché intanto danno l’opportunità di scambiare delle parole e conoscere arbitro ed addetti ai lavori fuori dal terreno di gioco.

Parlare di qualcosa successa in campo, dove magari l’arbitro ha l’opportunità di spiegare quanto accaduto; in un clima di serenità dove si va a fortificare il rapporto  di rispetto tra gli atleti.

Ed è una cosa importante che le domeniche successive porterà ad avere un’accettazione maggiore sia da parte dell’arbitro che capisce meglio un allenatore che sta vivendo la partita che da parte dei protagonisti che conoscendo l’arbitro  avendogli parlato lo vedono come una figura diversa. Poi ognuno ha il suo ruolo, ma fuori sempre per fortificare: siamo tutti sulla stessa barca. E comunque no si può giocare neanche a carte se non si conoscono le regole”.

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