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Il Professore Castellacci sulla ripresa del Campionato: “Capisco le problematiche economiche del calcio, ma stiamo attenti”

In un’intervista al quotidiano “La Stampa”  il Professore Castellacci avvisa: “Non siamo pronti a ripartire”

In un’intervista al quotidiano “La Stampa” il Professore Castellacci avvisa: “Non siamo pronti a ripartire“.

Enrico Castellacci, ex medico della Nazionale Azzurra, attualmente impegnato come consulente del club cinese Guangzhou Evergrande allenato da Fabio Cannavaro, ha parlato a La Stampa.

Il dottore si è espresso in termini negativi su una rapida ripresa del calcio in Italia.  “In Cina nonostante due o tre mesi di vantaggio sull’emergenza, non si parla ancora di riapertura del campionato“. L’esperienza cinese, la prima realtà ad essere colpita dal covid19, suggerisce totale prudenza per l’Italia. Sono tante le perplessità pratiche e logistiche in merito alle scelte della Figc secondo il professore.

In Italia siamo pronti a ripartire?

Non voglio polemizzare, ma collaborare fattivamente. Le linee guida della commissione tecnico scientifica della FIGC sono tutte giuste e ineccepibili nella teoria. Pongo, però, delle perplessità pratiche e logistiche: in Italia tutte le società possono mettere e mantenere in sicurezza i centri sportivi? Ci sono strutture per creare tanti
piccoli spogliatoi? Che staff medico servirebbe per controllare tutti i giorni giocatori, tecnici e persone a contatto
con la squadra e ogni quattro fare i tamponi?”

Una ripresa nel breve periodo potrebbe appesantire il lavoro dei medici dei club minori

Se i club di Serie A potrebbero adeguarsi alle nuove linee guida dettate dalla Figc per una ripresa sicura del Campionato, maggiori difficoltà incontrerebbero i club minori. “La maggioranza dei club del nostro calcio non può adeguarsi ai nuovi protocolli sanitari. E i medici si ritroverebbero da soli con una mole di lavoro impossibile da svolgere” avvisa Castellacci.

I suoi colleghi nelle varie squadre che le dicono?
Sono stato inondato da una marea di messaggi che dicono: “Non siamo in grado”. Non ci si rende conto delle problematiche, della figura e della responsabilità sanitaria e penale, del medico sociale, unica categoria ancora non contrattualizzata a livello federale. Non è una polemica perché non siamo stati interpellati, ma una forma di collaborazione per far sì che le linee guida siano applicabili. Capisco le problematiche economiche del calcio, ma stiamo attenti: il COVID-19 non sparirà di colpo, bisognerà conviverci“.

 

 

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