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Maradona a un anno dalla morte, la nascita del mito tra luci e ombre

Maradona morte

Un anno senza D10s, ma Maradona resta

A un anno dalla morte la figura del “Pibe de oro” è più presente che mai. L’uomo con i suoi difetti, il più grande calciatore  del mondo, il personaggio che ha rappresentato il riscatto dell’altra parte del mondo. Questi tre aspetti che vanno a comporre la figura di Diego Armando Maradona, costituiscono una trinità inscindibile, per molti sacra.

Oltre che fenomeno sportivo, Maradona è stato un fenomeno sociale e culturale. La sua eredità stenterà a scemare, a Napoli, in Argentina e in tutti quei luoghi in cui serpeggia un desiderio di riscatto.

La poliedricità di Maradona viene evocata ogni volta che si pronuncia il suo nome, che non smetterà di far discutere. Chi lo venera usa spesso parole che confinano con le sfere della religione e del mito. I detrattori pongono l’accento sulle sue debolezze umane, che non vanno però a smorzare le sue imprese sportive. Ma oltre al dualismo tra uomo e calciatore, c’è un terzo ingombrante elemento nella triade: il personaggio. Il suo essere uno e trino è illustrato in questa infografica interattiva, che lo racconta con luci e ombre.

Il calciatore, la nascita del mito

Interrogarsi sulle origini di un mito non è semplice: non basta un unico aspetto di eccellenza per far nascere figure immortali. Serve molto di più. E non sono sufficienti i confronti tra il calciatore Maradona e gli altri grandi del pallone, come Platini a cui spesso è stato accostato, o Messi in cui si cerca di vedere un erede.

A far germogliare la sua grandezza è stato l’essere in campo una presenza talmente prorompente da apparire solo. Da solo ha portato l’Argentina alla vittoria di Messico ’86, e sempre da solo ha condotto il Napoli allo scudetto. Talmente eccezionale da elevarsi al di sopra della squadra, guidandola da leader indiscusso, sostenuto dai compagni, verso una vittoria prima inimmaginabile.

 

Quelli che si vedevano come gli ultimi, alla periferia del mondo e dell’Italia hanno vissuto il proprio momento di gloria. E l’hanno avuto grazie a un calciatore che sembrava uno di loro. Un uomo tra gli uomini, che esprimeva il riscatto di uno strato della società, attuando il proprio.

 

L’uomo, l’eroe che cade

Quando si va a valutare l’uomo Diego Armando Maradona, emergono più evidenti i suoi difetti, le macchie che per i denigratori segnano indelebilmente la sua figura. Ma anche nei suoi fallimenti come uomo si possono individuare quegli elementi che, evidenziando la sua umanità, lo fanno amare ancora di più dal suo popolo.

 

Nato povero, come tanti i poveri della terra ha la sua ricchezza nella famiglia a cui resta sempre legato. Si perde nel passaggio dalla vita umile a Villa Fiorito a quella della ricchezza rapida tipica di un certo mondo del calcio. Col crescere della sua popolarità, crescono anche contatti con ambienti discutibili, fatti di droga, alcol, donne. Ma il Maradona festaiolo, godereccio e dipendente non si separa dalla persona umile, generosa e altruista. Non smette mai di essere uno del popolo e per questo i suoi problemi vengono intesi come inciampi, cadute, come le debolezze di un parente che va compreso, aiutato e non giudicato.

Il Maradona drogato è lo stesso che nel 1985 che andò a giocare su un fangoso campo di Acerra per aiutare un bambino malato. L’eroe che decide da solo, e dà tutto se stesso perché è giusto così, perché i poveri sono la sua famiglia. Ma proprio come l’eroe delle tragedie, Diego non può evitare di provocare la propria rovina.

Il personaggio amato dai grandi

La vita di Maradona può essere descritta come un arco temporale nel corso del quale il ragazzino Diego cresce e, accumulando strati su strati, diventa il personaggio con un’immagine pubblica difficile da inquadrare. Attraversa la fine dei Settanta e tutti gli anni Ottanta diventando il calciatore più forte del mondo, si avvia nei Novanta a percorrere il suo declino.

 

Il 10 novembre 2001 al Boca Juniors davanti alla famiglia, agli amici e ai tifosi offre un commosso addio al calcio. La sua era finisce, ma la sua leggenda ha già affondato nel terreno radici profonde. Quando l’eroe cade, inevitabilmente il pubblico dei tifosi elimina le emozioni negative e continua a costruire l’immagine del D10S. Inscalfibile eppure umana, fallace e permanente, al di sopra di tutto ma sorprendentemente vicina.

 

Maradona arranca, lo si vede mentre lotta con le sue dipendenze, mentre affronta la riabilitazione, oppure seduto con i grandi della terra. Paladino degli oppressi, padre di figli non riconosciuti, concorrente a Ballando con le stelle. E mentre a un anno dalla morte i suoi beni vanno all’asta per ripagare i debiti, lui resta nel cuore di tutti. Unico al mondo a poter abbracciare con la stessa sincerità la coppa dei Mondiali, Fidel Castro, Raffaella Carrà e Papa Francesco.

 

 

Fonte foto:

https://sport.sky.it/gossip/2015/09/02/maradona_si_sposadinuovovuolepapaacelebrare

https://www.passionedelcalcio.it/news/storie-di-dieci-numeri-10-maradona.php