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ESCLUSIVA CasaNapoli- Ciro Troise: “Per Mertens lascio una porticina aperta, per KK il Napoli vuole fare uno sforzo. Politano piace al Valencia. Bisogna tifare a prescindere dal Presidente e dalle vittorie!”

Ciro Troise

Il giornalista Ciro Troise è intervenuto in ESCLUSIVA ai microfoni di CasaNapoli.net per parlare di calcio mercato

Il giornalista Ciro Troise è intervenuto in ESCLUSIVA ai microfoni di CasaNapoli.net per parlare di calcio mercato

Queste le sue parole:

Solbakken è un nome che esiste, serio, uno dei possibili rinforzi nel caso in cui partisse Matteo Politano. Sabato c’è stato un incontro a Marbella fra il Valencia e l’agente Mario Giuffredi. Ma la squadra spagnola ha necessità di fare delle cessioni: Gonzalo Guedes e Soler, prima di poter presentare un’offerta al Napoli per Politano. Se andasse via Politano, Solbakken è uno dei nomi possibili per sostituirlo, ma la riuscita della trattativa dipende dall’incastro di alcune situazioni: per esempio se il Napoli dovesse chiudere Deulofeu, l’investimento sarebbe quello. Nel senso che verrebbe a giocare da sotto punta al posto di Mertens, altrimenti si potrebbe investire di più, dopo la cessione di Politano, in un giocatore importante come Berardi per esempio. Tutto dipende dagli incastri che si possono verificare.

Sui rinnovi:

 Ospina credo che ormai sia andato. Andrà all’Al Nassr dove percepirà 3,5 milioni a stagione per un triennale più un ricco bonus alla firma. Queste sono cifre importanti: almeno il doppio di quanto offriva il Napoli e anche qualcosa di più. Su Mertens non ci sono grosse novità: non ci sono segnali di trasformazione attuale che vedrebbe una separazione. Però diciamo pure che non arrivano grosse proposte per Mertens, quindi teniamo aperta la porta perché se lui dovesse accettare una proposta nettamente più bassa: circa 1,5 milioni di euro a stagione, magari per un annuale più opzione, potrebbe anche ripresentarsi l’opportunità di permanenza. Per quanto riguarda Koulibaly: il senegalese è l’eccezione che conferma la regola. Il Napoli per Koulibaly è disposto anche a fare un’offerta importante: qualcosa di più di quella di 4 milioni che con i bonus arriva a circa 4,5.

Una proposta più alta e più importante rispetto a quello che è il tetto individuato per gli ingaggi. Proprio per il valore di Koulibaly, per quello che rappresenta per tutti oltre che per Spalletti che su nessuno si è esposto come ha fatto per il difensore franco-senegalese.

Queste sono le situazioni attuali. Ma, ripeto, bisogna vedere cosa si viene a sviluppare strada facendo.”

Sulle uscite come quelle di Politano e Demme c’è qualcosa di concreto? Sulle cessioni, al momento non ci sono trattative aperte in modo concreto. Ho detto di Politano, ma il Valencia deve fare delle cessioni  prima di poter provare un affondo concreto. Anche se il Valencia, allenato da Gattuso, ha mostrato un interesse importante. Per quanto riguarda Demme, vorrebbe giocare di più, ci sono degli interessi dello stesso Valencia e dell’Eintracht Francoforte, ma nulla di concreto. Stesso discorso per quanto riguarda Fabian Ruiz: contratto in scadenza tra un anno, ma non ci sono interessi concreti. Ounas piace al Monza e al Torino, la sua partenza potrebbe essere necessaria per un nuovo arrivo in attacco, come potrebbe essere quello di Deulofeu. Sia per ragioni economiche che per ragioni di lista.

Per questioni di bilancio ci deve essere un +0,5% tra attività e passività correnti per quello che deve essere. O per spiegarlo più semplicemente tra quello che si immagina in uscita e quello che si immagina in entrata. Vediamo un pò che succede. Credo che in questa settimana qualcosa si muova, visto che è quella delle definitive scadenze di contratto.

Ospina, andando via, dovrebbe aprire le porte della titolarità a Meret. Il portiere friulano vorrebbe aspettare un pò prima di rinnovare perché vuole la certezza della titolarità. Il terzo sarà Idasiak promosso dalla primavera e come secondo dovrebbe arrivare Sirigu: profilo più esperto da mettere alle spalle di Meret per aiutarlo a crescere.”

Suggestione Dybala? “No. Neanche un sogno. Sarebbe un sogno nostro, non della società. Il club vuole abbassare il monte ingaggi di almeno 20 o addirittura 30 milioni di euro abbondanti. La società sta facendo un grosso sforzo per Koulibaly che, nella peggiore delle ipotesi, dovrebbe rimanere in scadenza a 6 milioni di euro netti di base fissa che diventano 13 lordi, per intenderci. Abbassando il monte ingaggi, privandoti di lauti stipendi dei vari Insigne, Ghoulam, Manolas e prendi Dybala sei al punto di partenza perché in realtà non hai abbassato nulla. Perché Dybala nella migliore delle ipotesi, dovesse andare di lusso, prenderebbe 5,5 milioni più bonus oltre alle commissioni.

Quindi si parla di cifre che il Napoli non ha intenzione di mettere sul tavolo, perché altrimenti verrebbe meno il proposito di inizio mercato che è quello di abbassare il monte ingaggi. L’esempio è quello di Mertens: andasse via il belga che percepisce 5 milioni comprensivi di bonus per dare spazio a Deulofeu che percepirebbe 3 milioni comprensivi di bonus. C’è un risparmio di 2 milioni di euro netti per un giocatore che ha ben 7 anni di meno rispetto a Mertens. Questo è il metro con cui si muove il Napoli.

Capisco che sognare è bello e piace a tutti, però, ribadisco, questo è il metro di azione. Il resto è raccontare illusioni.”

Come si può abbassare il monte ingaggi di una squadra e poi promettere di fare il possibile per lottare per lo Scudetto? “No. Per me quella frase è stata detta perché chi l’ha pronunciata è stato indotto a farlo.

Era l’ultima domanda, il collega Umberto Chiariello colpì nel segno ed il Presidente, stimolato, disse quella frase: “Farò di tutto per riportare lo Scudetto a Napoli!” Io mi limito a guardare i fatti: quella frase avrebbe avuto più senso se fosse stata pronunciata un anno fa, quando a fine mercato, rimasero tutti, l’Inter si era indebolita come era evidente, il Milan non era un fulmine di guerra come rosa ad inizio stagione, la Juventus aveva perso Cristiano Ronaldo e non aveva neanche Vlahovic. In quella circostanza ci poteva stare una frase del genere.

E’ una frase fuori tempo, perché da un lato c’è chi prende Pogba, Di Maria, ritrova Chiesa e si trova ad avere Vlahovic dall’inizio; altri che (ri) prendono Lukaku, che probabilmente prenderanno Dybala. Qualcosa perderanno ma sono competitivi. Il Milan prende Origi a zero e qualcos’altro farà.

Quindi il Napoli mi sembra dietro, ma il calcio è bello perché non si fa con le griglie, i pronostici e le analisi, ma si fa sul campo. Magari succede che Koulibaly fa una grandissima annata, Osimhen che realizza 30 gol e non si fa male, Kvarastshkelia che esplode al primo anno in serie A, Fabian trova la quadra per rendere al meglio, Anguissa non si fa male e trova continuità, va tutto bene e te la giochi anche fino alla fine.

Però a bocce ferme per quello che sto vedendo fare agli altri e quello che vedo fare al Napoli, non mi sembra che la squadra azzurra abbia le credenziali per lottare per lo Scudetto. Mi sembra una squadra che ha le credenziali per lottare per le prime quattro: per entrare, cioè, in Champions League e fare bella figura in Europa. Magari si avanza in Coppa Italia. Sono percorsi più che dignitosi. Io, e qua credo che tutti condividiamo questa visione, 13 o 14 anni fa avrei firmato per vedere cose del genere. Poi certo tutti sognano il tricolore che manca da 32 anni, però, bisogna stare con i piedi per terra.

L’entusiasmo non deve dipendere dalle vittorie. Con questa frase so di essere impopolare, ma io sono affezionato alla vecchia idea di tifo. Addirittura farei la campagna abbonamenti “a giorni”: ogni giorno che passa, paghi di più. Simbolicamente. Farei delle fasce. Per esempio: chi fa l’abbonamento il 1 Settembre paga il triplo rispetto a chi lo sottoscrive quando esce. Ma è una mia idea.

A prescindere da chi sia il presidente del Napoli. Non mi interessa neanche. La mia visione è quella che quando esce l’abbonamento uno corre a farlo, senza sapere chi c’è, chi ci sarà, che acquisti ci saranno, chi parte, chi rimane, gli altri cosa faranno. Ma, ripeto, è una mia idea, ognuno è fatto a modo suo.”

C’è qualcosa di vero sugli spifferi che sono venuti fuori sulle crepe tra De Laurentiis e Spalletti? “No. Non si tratta di crepe o chissà cosa. C’è un dibattito aperto. Ci sono delle scelte che chiaramente non fanno felice Spalletti. Io sono concreto e vi faccio un esempio: se a Meret ha fatto fare solo l’Europa League vuol dire che non ci credeva tanto nel portiere. Dopo un anno non penso che possa cambiare le valutazioni. Poi da un lato c’è una società che ha speso 28 milioni per Meret e non è mai riuscita a valorizzarlo. Non credo sinceramente che Spalletti metta fuori rosa Fabian Ruiz se lo spagnolo non dovesse rinnovare. Non ci credo nella maniera più assoluta.
Il tecnico non è d’accordo con De Laurentiis: basti pensare alla faccia che ha fatto quando il Presidente ha detto tutte quelle cose.

Però le crepe sono altre cose: si tratta di valutazioni di una squadre che sta a fine ciclo e che sta abbassando il monte ingaggi e non può raccogliere il gradimento totale dell’allenatore. Ma è naturale: ogni allenatore vorrebbe i calciatori più forti e quindi si deve cercare di mettere tutto in equilibrio.”