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Gregucci: Il Napoli è la vera nostra anomalia odierna, bravo Spalletti

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Angelo Gregucci, ex allenatore di Fiorentina, Inter e Manchester City. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Pensieri sul Mondiale?

“Sto seguendo la competizione, non ho la presunzione di prevedere ciò che si verificherà. Ci siamo sdoganati dall’antico concetto di calcio europeo, la musica sta cambiando, la forbicina si è un po’ ristretta. Non c’è più il dominio mondiale dell’Europa e il talento del Sud America. È in atto un concorso di colpo, i talenti europei e sudamericani si sono ridotti, ma sono incrementate anche le motivazioni di alcuni popoli attraverso il calcio. Il Marocco può avere una rivalsa sportiva contro un popolo  da sempre nelle vesti di dominatore. Due eccellenze marocchine giocano nell’ultimo club francese di Ligue 1, mi riferisco a Ounahi e Dari. Non ho citato Hakimi, il quale milita nel Psg… La forbice si è abbassata perche i conclamati come Neymar non erano all’altezza di Romario e Ronaldinho, o altri calciatori brasiliani, i quali vincevano in modo autonomo la Coppa del Mondo. Vinicius e Rapinha non hanno dimostrato di avere la stessa valenza di calciatori del passato. Il talento si è assottigliato, sono cambiate le velocità del calcio e i ritmi del gioco, sono emerse altre nazionali. Il capitano della nazionale marocchina sta disputando un Mondiale eroico, è un dominatore di testa. Per arrivare in semifinale su qualcosina questa squadra può contare.

E Amrabat?

È lo stesso che si vede in Italia? In questa manifestazione si trovano motivazioni necessarie per arrivare ai vertici internazionali”.

Quetsa stagione una rivincita per il Napoli ?

“Questa squadra ha dato segnali rilevanti in Europa, ha dominato il proprio girone ottenendo vittorie anche molto larghe. Vogliamo scomodare il Milan di Gullit e Van Basten? Siamo sullo stesso livello. Il Napoli è la vera nostra anomalia odierna. L’unico reale antagonista di questa squadra sarà se stessa, l’unica insidia”.

Impatto di Kim in azzurro e in nazionale?

“È molto attento, solido sulle palle frontali, fisicamente è una ‘bestia’. L’anomalia è che si è ambientato velocemente. Il Napoli ha ingaggiato calciatori i quali si sono subito adattatati al campionato italiano, ma i meriti vanno attribuiti anche a Spalletti, il quale ha orchestrato tutto nel migliore dei modi. È sempre stato complicato ambientarsi in Serie A, tutti hanno riscontrato delle notevoli difficoltà. Quelli del Napoli invece no, questo è lo stupore. Hanno offerto prestazioni di livello già dopo le prime settimane in Italia”.

In casa Salernitana, giusto continuare con Nicola?

“Se si voleva cominciare un progetto in casa granata, bisognava partire da una grande spinta emotiva, cioè la salvezza dello scorso anno, obiettivo nel quale il tecnico ha creduto tanto. Il pubblico di Salerno è sempre stato particolare, vive della propria squadra di calcio ed offre una spinta determinante. Era necessario ripartire da Nicola, al giorno d’oggi sono tanti gli allenatori messi in discussione per i minimi dettagli. Anche Argentina e Marocco si sono affidati a tecnici non particolarmente esperti, eppure hanno svolto un grande operato. È necessario avere la progressione e la continuità dopo la salvezza conquistata, la programmazione crea questa condizione. Il presidente Iervolino può far sognare tutta la tifoseria, ma adesso è necessario tempo per programmare”.

Reale antagonista del Napoli?

“Nessuna squadra è in grado di inseguire quella azzurra. Eccetto il Napoli, sarà una seconda parte di stagione complicata, l’Inter probabilmente si posizionerà al secondo posto. La Juve, invece, è una squadra con un progetto delineato da Allegri, soprattutto dopo aver ingaggiato determinati calciatori in estate. Lotterà sino alla fine. Per quanto concerne il Milan, il progetto è fantastico, Maldini e Massara hanno avuto una visione eccellente, hanno un quadro delineato. La Lazio ha le stimmate di Sarri, poiché questo allenatore aveva bisogno di tempo per offrire un’identità alla squadra. Data per smontata, l’Atalanta, invece, è ai vertici della classifica. Tutti questi club, tuttavia, tenteranno di conquistare un posto in Champions, ma non possono raggiungere il Napoli”.