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De Giuseppe: sarei molto curioso di capire lo stato mentale di Simeone

Verona Napoli
A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Alessio De Giuseppe, giornalista Dazn. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Anche il prossimo anno non ci sarà la sosta natalizia?
“Si, è così. Non è una novità a livello professionale. È un adeguarsi anche alle programmazioni degli altri campionati e può essere accettabile anche per usufruire del campionato nel periodo natalizio”
Che Mazzarri ha visto contro il Monza?
“Era un Mazzarri sicuramente nervoso. Raccontavo il gesto dell’orologio fatto non verso l’arbitro ma verso i propri ragazzi. Sapeva che fosse una partita difficile da sbloccare, c’era nervosismo e la palla sembrava non voler entrare. Già dalle prime palle gol era un Mazzarri nervoso”
Crede che Mazzocchi abbia chance di giocare titolare nel Napoli?
“Sicuramente sì. La sua duttilità è indubbia e per questo è stato fatto uno sforzo. È il giocatore che serviva per dare un cambio a Di Lorenzo, ma può giocare anche a sinistra e consentire alla squadra di optare per uno schieramento a tre. Un calciatore del genere, per una squadra che compete su più fronti, è utilissimo. Un acquisto azzeccato che, a livello di motivazioni, può dare qualcosa in più agli azzurri. L’impressione, infatti, era che avesse bisogno di qualcosa di più della Salernitana”
Viste le diverse assenze, come quella di Anguissa e Osimhen, che formazione si aspetta contro il Torino?
“Bella domanda, sarei molto curioso di capire lo stato mentale di Simeone. Lo vedevo fremere in panchina contro il Monza e chissà che domenica non possa essere la partita in cui ritrovare una vera titolarità. Inoltre, tornerà Politano e credo che la fascia destra sarà sua, anche se Zerbin non ha fatto malissimo contro la squadra di Palladino. Vedremo anche Cajuste, il quale potrà mettere in mostra le proprie qualità con maggiore continuità”
Cosa è cambiato dall’addio di Garcia?
“Potremmo allargare il discorso con l’addio di Spalletti. I problemi c’erano anche con Garcia, che aveva parlato di riempire di più l’area e della necessità di concretizzare maggiormente. È anche la domanda che avevo fatto a Mazzarri, il quale non l’aveva presa benissimo. Ci si chiede, infatti, cosa sia accaduto agli attaccanti azzurri. Lo scorso anno, Il Napoli era una squadra prolifica, a differenza di questa stagione. È difficile capire il perché. Probabilmente, la poca fiducia porta a non essere cattivi sotto porta”
Come ha visto il Napoli contro il Monza?
“L’ultima volta che lo avevo fatto era stato contro l’Empoli, nella gara dopo la quale venne esonerato Garcia. Contro i toscani era un Napoli scarico, demotivato. La differenza è stata netta. Contro i lombardi c’era maggiore serenità, quasi la convinzione di poter vincere la partita. Con il trascorrere dei minuti è subentrato il nervosismo di non riuscire a sbloccare il match, ma non ho visto la stessa pesantezza della sfida contro l’Empoli”
È d’accordo con Mazzarri quando dice che, a gennaio, non possono essere fatte rivoluzioni?
“È vero per un discorso di tempistiche e gestione della programmazione. Tuttavia, è anche vero che la lotta per il titolo è compromessa e si può ancora ragionare su quelle che sono le opportunità. È normale che, a gennaio, è sempre difficile riuscire a far incastrare le varie situazioni. Servirà pazienza in questo periodo e bisognerà capire come coltivare le potenzialità degli uomini chiave anche in vista della prossima stagione”
Samardzic può essere il calciatore della svolta per il Napoli? “Può essere. Può portare la spensieratezza tecnica che Kvara seppe garantire lo scorso anno, nonché l’imprevedibilità a centrocampo”