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Noselli: Il Napoli è una squadra di valore, che sta cercando di migliorare la propria classifica, anche se non è primo come lo scorso anno

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Alessandro Noselli, allenatore ed ex calciatore del Sassuolo. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Che stagione sta vivendo Victor Osimhen?
“È vero che non riesce a fare gli stessi numeri degli anni scorsi. Si vive il presente e non può far piacere ad un attaccante che vive per il gol. Non credo, dunque, che pensi soltanto al prossimo anno, ma che sia concentrato per proseguire al meglio questa stagione. Conosciamo tutti il suo valore e sono sicuro continuerà a dimostrarlo”
Quali insidie può nascondere il Sassuolo per il Napoli?
“Le insidie più grosse sono sicuramente la voglia di uscire da una zona di classifica a cui i neroverdi non sono abituati. Il Napoli è una squadra di valore, che sta cercando di migliorare la propria classifica, anche se non è primo come lo scorso anno. Per questo, gli azzurri possono beneficiare di una condizione psicologica migliore. Il Sassuolo, invece, si ritrova in una situazione davvero brutta. Quando sei lì, c’è sempre la paura di fare qualcosa di sbagliato e che possa catapultarti in Serie B. La squadra di Calzona deve poter giocare come sa, tirare fuori il meglio di sé. Per il Sassuolo, invece, sarà necessario prestare attenzione e sbagliare il meno possibile”
Per glia azzurri, confermarsi era difficile, ma anche fare così male non era prevedibile…
“È vero, non era prevedibile. Si era abituati ad un anno bellissimo, e si vorrebbe che la squadra mantenesse sempre la stessa competitività. Tuttavia, il Napoli, ad oggi, può ancora migliorare la classifica, è ancora in lotta per la Champions. Gli azzurri hanno ancora la possibilità di passare il turno”
Il cambio Lindstrom-Lozano è stato positivo per glia azzurri?
“Ad oggi, mi sembra più negativo. Tuttavia, non è questo il problema del Napoli, ci sono una serie di fattori. La squadra ha cambiato tanto, soprattutto il tecnico. In una situazione come quella attuale non è assolutamente facile, ma il cambio di allenatore è quel che maggiormente, a mio avviso, ha influito”
Qual è il ruolo in cui il danese si esprime al meglio?
“Di solito, ad un calciatore che gioca sull’esterno, piace sempre rientrare. Quando giocano io, invece, mi trovavo meglio dall’altra parte. È una situazione soggettiva. Bisognerebbe vedere dove il calciatore si trova meglio anche se, quel che incide maggiormente, è la fiducia di cui un calciatore giova e che gli permette di far bene sempre”
Cosa sta influendo sulle prestazioni di Kvaratskhelia?
“Sicuramente gli avversari lo conoscono, e questo sta influendo. Inoltre, se le giocate non riescono come riuscivano lo scorso anno, può scattare qualcosa nella mente del giocatore. Nonostante ciò, non si può mettere in dubbio la qualità del georgiano. Sappiamo sia un attaccante forte che, forse, dovrà soltanto migliorare nell’imprevedibilità”
A chi è imputabile la responsabilità del gol subìto a Cagliari?
“Credo sia una questione di attenzione generale. Sono situazioni in cui si deve fare il possibile per non far arrivare la palla in quella zona lì. Quel pallone, all’ultimo minuto, non dovrebbe proprio arrivare in area”
Come giudica la stagione dell’Udinese?
“L’Udinese lavora sempre bene con i giovani, anche se negli ultimi anni hanno fatto fatica. D’altronde, non è sempre facile beccare i giocatori giusti o concretizzare sul campo le proprie idee. Sui friulani, inoltre, pesano i tanti punti che la squadra ha perso nei minuti finali. Basterebbe pensare che, con soli sei punti in più, parleremmo di tutta un’altra stagione. A fare la differenza sono i dettagli”