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Napoli-Juve con Jack cecchino infallibile tra Var al cardiopalma, Kvara al volo e la forza del gruppo – Le Pillole del Campionato del Napoli

Napoli-Juve è la vittoria all’ultimo respiro dei partenopei proseguendo con merito e cinismo la striscia di vittorie consecutive e confermando la splendida cura Calzona

Napoli-Juve conferma il buon momento degli azzurri che nonostante non abbiano dato vita a una prestazione perfetta, con grande spirito di abnegazione riescono a portare a casa tre punti importantissimi per dar continuità al progetto Calzona e smuovere ancora la classifica. Tra qualche cambiamento nell’undici titolare, grandi conferme e solide certezze, la gara è stata apertissima fino all’ultimo respiro, con la rete del solito cecchino Raspadori che ha fatto esplodere il Maradona. Tra le voci dei protagonisti e tutte le curiosità del match, ecco a voi le Pillole del Campionato del Napoli!

Boato da sold out

Ahh quanto è bello vedere il Maradona così, sempre sold out ma soprattutto caldissimo, intonando cori, applausi e boati ad ogni azione. Finalmente è tornato il 12 uomo in campo, con una differenza davvero abissale rispetto al passato, trascinando Osimhen e soci in una gara sempre difficile ma al contempo anche tanto entusiasmante. Tra nuove canzoni emozionanti, il gioco di luci alla lettura delle formazioni, interpretazioni classiche e persino la voce di Franco Ricciardi, a Fuorigrotta si è tenuto un vero e proprio show, niente in confronto però a ciò che ha regalato il campo negli ultimi minuti di gioco (L’ANALISI).

Kvara al volo

Napoli-Juve è una partita a scacchi dove gli azzurri cercano di essere ordinati e creare quanto possibile ma le migliori occasioni le ha la Vecchia Signora, che le spreca incredibilmente tutte. Se la gara non lasciava presagire nulla di troppo gaudente, al 42′ arriva lo scoppio di gioia: è Kvara al volo che di Insigniana memoria, trova l’angolino giusto su una ribattuta bianconera in area piccola e finalmente batte Szczesny. Il diamante georgiano corre verso la curva e si gode il magic moment, osannato dall’intero Maradona e intimando il suo amore per la maglia azzurra, ancor di più dopo le parole del padre in settimana (L’INTERVISTA). Pagine di storia saranno ancora scritte insieme ma, per ora, tutti concentrati sul rush finale.

Le 7 vite dei gatti

Si sa, la Juventus è una Vecchia Signora. Ma al di là del suo sesso di appartenenza, mi piace pensare più che sia assimilabile a un gatto, ovviamente bianconero, con ben 7 vite costantemente all’attivo. Nel momento in cui una va in risparmio energetico, si attiva subito quella successiva, rinnovandosi e ricaricandosi con i metodi più particolari. Anche al Maradona sembrava stesse in carenza d’ossigeno eppure tra reti clamorose sbagliate e gioco macinato a fasi alterne, all’81’ la Chiesa si posiziona al centro del villaggio all’ombra del Vesuvio e trova il diagonale che incredibilmente beffa Meret. No, non è possibile.

Cecchino al cardiopalma

Al contempo, ricordiamoci che ultimamente esiste una “zona Napoli” che riesce persino a superare la supremazia delle infinite vite dei gatti bianconeri. Siamo all’88’ e mentre i padroni di casa premevano sull’acceleratore, Nonge ferma fallosamente Osimhen. In un primo momento si pensava in campo a una caduta troppo evidenziata, poi il gioco si ferma: Var, si controlla con l’on field review. Il Maradona diventa una Cattedrale in rigoroso silenzio, che si prepara ad esplodere quando Osimhen mette la palla sul dischetto, nonostante un botta e risposta con Kvara. 3…2…1…parata. Si ode soltanto il boato dei supporter bianconeri nel settore ospiti che ridiventa prima silenzio poi un urlo assordante, quello del cecchino Giacomino (LE PAROLE) che da buon rapace di area di rigore fa del gatto ancora una volta un sol boccone. Slurp. 

La forza del gruppo

Anche il Napoli ha sette vite ma più di un gatto imperituro è un camaleonte, che si fonde con ciò che lo circonda, apprendendo come una spugna ogni umore. Che ci sia nervosismo, malcontento, ansia, preoccupazione o frustrazione, questa squadra la sente e la fa sua perché d’altra parte la città, con la squadra e le sue radici sono stati sempre un unico cuore che batte all’unisono, sia nei momenti piacevoli che in quelli in salita. Il match contro il Sassuolo ha regalato le giuste consapevolezze per un brillante prosieguo di stagione ma occorre fare un passo indietro e fare delle scuse. Eh sì, più di un “tifoso” ha davvero sbagliato con Juan Jesus e la ferita è ancora profonda. Per lui poi, leader dentro e fuori dal campo, paladino dell’azzurro e delle sue sorti. Perchè infondo si sa, la forza di questa squadra è stata sempre il gruppo e anche adesso è proprio dai suoi valori e dal suo amore che deve rinascere dalle sue ceneri per scrivere pagine coraggiose della sua storia più recente. Intanto alla prossima con le Pillole del Campionato del Napoli!

Alessia Bartiromo
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