fbpx

Copenaghen Napoli 1-1. Il Napoli illude nel primo tempo, ma non vince nel secondo

Copenaghen Napoli

Copenaghen Napoli 1-1. Il Napoli illude nel primo tempo, ma non vince nel secondo

Il Napoli riappare sul palcoscenico della Champions League con autoritĆ , imponendo la propria legge a Copenaghen nonostante un’infermeria affollata e scelte obbligate.

La squadra di Antonio Conte, decimata dalle assenze per infortunio e messa in campo con un evidente 3-5-2, dimostra carattere e organizzazione, riuscendo comunque a schierare un undici capace di dominare la formazione danese in casa loro.

Il primo tempo ĆØ un monologo partenopeo.

Il Napoli gestisce il possesso palla con sicurezza e continuitĆ , soffocando le iniziative del Copenaghen e lasciando agli avversari soltanto frammenti di gioco.

La supremazia territoriale ĆØ evidente, anche se le occasioni da gol tardano ad arrivare: i ritmi sono controllati, la manovra ĆØ ordinata ma non sempre incisiva negli ultimi metri.

Le principali opportunitĆ  arrivano comunque dai piedi degli uomini di Conte.

Vergara sfiora il vantaggio con una conclusione elegante che termina di poco a lato della porta difesa da Kotarski, mentre Di Lorenzo prova

l’iniziativa personale, trovando però la pronta risposta del portiere danese che neutralizza il tentativo.

La partita cambia volto poco dopo la mezz’ora. Delaney si rende protagonista di un brutto intervento su Lobotka e l’arbitro, richiamato dal VAR, non senza esitazioni, gli mostra il cartellino rosso.

Copenaghen in dieci uomini. Il Napoli fiuta l’occasione e colpisce immediatamente.

Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Vergara, McTominay svetta di testa e firma la rete dello 0-1, premiando la pressione costante degli azzurri.

Si va cosƬ all’intervallo con il Napoli in vantaggio, forte di una prestazione solida e autoritaria: il risultato fotografa fedelmente quanto visto in campo, con i partenopei padroni del gioco e meritatamente avanti nel punteggio.

Napoli, ripresa in chiaroscuro: il Copenaghen pareggia e il pass resta in bilico

La ripresa si apre con un Napoli poco convincente, quasi distratto, incapace di dare continuitĆ  alla supremazia mostrata nel primo tempo.

Gli uomini di Conte sembrano più intenti a gestire che a chiudere definitivamente la partita, un atteggiamento che finisce per rimettere in corsa un Copenaghen ferito, ma tutt’altro che rassegnato.

I danesi aumentano progressivamente il ritmo, prendono campo e fiducia, approfittando del calo di intensitĆ  degli azzurri.

La svolta arriva a metĆ  secondo tempo, quando un’ingenuitĆ  di Buongiorno costa cara al Napoli: intervento falloso sull’attaccante avversario e calcio di rigore inevitabile.

Dal dischetto Larsson si fa ipnotizzare da Milinkovic-Savic, bravissimo a respingere il tiro, ma sulla ribattuta il portiere non può nulla e il Copenaghen trova il pareggio.

Nel frattempo Conte prova a cambiare volto alla squadra: fuori Spinazzola e Vergara, dentro Lang e Olivera, alla ricerca di nuova spinta sulle corsie.

Nel finale il Napoli si sbilancia ulteriormente e chiude la gara con un assetto decisamente offensivo, schierando contemporaneamente Lucca, Ambrosino, Lang e HĆøjlund.

Nonostante l’assalto conclusivo, però, la rete che avrebbe messo al sicuro la qualificazione non arriva.

Il Napoli spinge più con il cuore che con la lucidità, ma manca la giocata decisiva negli ultimi metri.

Il pareggio lascia aperto il discorso qualificazione e rimanda ogni verdetto: per gli azzurri, la sensazione ĆØ quella di un’occasione mancata, più che di un punto guadagnato.