Porto-Napoli è tutti contro tutti tra liti, ritiro e l’arrivo della nemesi Lazio – Le Pillole di CasaNapoli
Il Napoli subisce l’ennesima sconfitta in una notte da incubo contro il Porto confermando un momento di grande crisi totale con la contestazione dei tifosi
Il concetto di “peggio di così non può andare” sembra non valere in questo periodo per il Napoli, che tocca sempre nuove corde di esasperazione per i tifosi. La notte di Porto doveva simboleggiare la rinascita, la svolta, l’impeto di carattere in un momento difficile e per 45′ lo è quasi stato. Poi, un “violento decrescendo”, come canterebbe Rrkomi, di segnali negativi tra uno spogliatoio da ricostituire, un ko pesantissimo e un’emergenza in infermeria senza fine, proprio nella settimana della sfida contro la capolista Lazio. Ma riavvolgiamo il nastro e analizziamo tutto ciò che è successo nelle ultime 24 ore nelle consuete Pillole di CasaNapoli…oggi particolarmente amare.
Il quinto a calcetto
Il Napoli è uscito super malconcio dal brutto ko contro la Juventus, non solo per il risultato ma soprattutto per la conta degli infortunati, per un’emergenza senza fine. Ai i lungodegenti Alisson Santos, Spinazzola, Neres, Lobotka, Badiashile, Buongiorno e Favasuli si vanno ad aggiungere anche i malconci Di Lorenzo, Lang e Olivera ma con Anguissa, De Bruyne, Rrahmani e Milikovic-Savic sicuramente non al meglio. Insomma, gli azzurri sono contati in una settimana non importante, di più. “Giocherà Vergara?” E per forza, ce ne sono solo 11 e senza terzini, quindi 3-5-2 e via a pregare.
La Caporetto del Dragao
Il Napoli inizialmente tiene bene e aumenta i giri ma come spesso accade ultimamente, è il Porto ad andare in vantaggio con una dormita generale che sa d’incomprensione. Calmi, c’è tutto il tempo per recuperare e lo fa magistralmente McTominay che in campo dà tutto, anche al di là della possibilità perché si vede che non ce la fa proprio a correre. Nella ripresa. Pian piano si spengono tutti e, complici i cambi all’altezza non pervenuti, c’è la resa. Prima il raddoppio dei lusitani, poi il tris…e persino il poker. Un po’ troppo. “L’andate a lavorare” dei tifosi partenopei presenti è quasi dolce in confronto all’amaro spettacolo del campo, con un Napoli che si lecca la ferite e una serata che si preannuncia ancora molto lunga e greve.
Lite furibonda
Prima del triplice fischio finale c’è tempo per un rosso, quello di frustrazione di Rafa Marin che costa poi il rigore del 4-1 finale del Porto e ancor peggio, di una lite in mondovisione e rigorosamente in inglese tra Lucca e De Bruyne. Il belga si sbraccia dopo l’ennesima azione non sfruttata al meglio dall’attaccante partenopeo che sbotta e non gliele manda a dire. Ok il blasone di sir Kevin, ok l’errore di posizione di Lorenzo…ma, per il bene della squadra tutto ciò si deve assolutamente evitare. E non è neanche la prima volta. I panni sporchi si lavano in famiglia: incontratevi a Castel Volturno, ditevi tutto, sfogatevi in qualsiasi lingua possibile e amici come prima. Anche perchè, volente e nolente, siete comunque compagni di squadra. Della stessa squadra.
Tutti contro tutti
Sto fatto del litigio sarà piaciuto a un po’ di giocatori del Napoli che ne ha approfittato per movimentare ancora di più la serata portoghese, già ampiamente intossicata ai tifosi presenti. Inizia a Politano a “sfilare la corona”, così come dicono a Bergamo alta. Ci mette sempre lui la faccia insieme ai calciatori italiani e dovrebbero farlo anche i compagni stranieri. Ma non è un appunto per lo spogliatoio, ci tiene a precisare, “va tutto bene, siamo solo arrabbiati”. NOoOoOoO, ingenui noi a pensare ci fosse qualche problema di troppo. Poi McTominay che invece palesa tutta la sua rabbia, consigliando un’analisi personale di tutti per superare il momento. Ma il carico lo mette Rasmus Hojlund: “Allegri ha torto, non abbiamo giocato bene. E’ il momento che tutti si assumino le proprie responsabilità, noi, il tecnico e la società”. Boooom. Intanto tutti in ritiro ma da domani…così nessuno si innervosisce ancora di più. Mannagg’.
La nemesi
Ma la cosa peggiore non è neanche alle spalle. Domenica, per il lunch match arriverà infatti una Lazio che al momento è la perfetta nemesi del Napoli. Squadra vera, compatta, in overperformance, con un’identità e gioco ben precisi, grande entusiasmo e che nonostante le difficoltà societarie e l’eterna contestazione tifosi-club sta andando dritta unita verso i propri obiettivi. Insomma, ci sarebbe tanto da imparare dalla gestione Gattuso, tanto contestato nella sua esperienza partenopea e che invece ha trovato la chiave giusta, perfetta, per rendere in biancoceleste. Contro la capolista servirà una gara perfetta ma soprattutto tanto cuore e orgoglio. Anche perché peggio di così non può andare…o forse sì. Intanto ci armiamo di ottimismo e appuntamento alla prossima con le Pillole di CasaNapoli!
Alessia Bartiromo
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Testarda, imprevedibile, caparbia e passionale. Con la “testa nel pallone” ed i piedi in uno stadio.
