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Conferenza stampa Gattuso – Il tecnico azzurro parla della sfida contro la Juventus

Gennaro Gattuso conferenza stampa Cagliari

Mister Gennaro Gattuso dalle ore 12.15 in conferenza stampa.

L’allenatore del Napoli, Rino Gattuso, presenta in conferenza stampa la prossima sfida di campionato, che vede impegnato il Napoli contro la Juventus nel posticipo di domani sera alle 20.45. Nella cornice di uno Stadio San Paolo che si preannuncia da grandi occasioni. Sfida numero 148 per le due squadre: 69 i successi bianconeri contro i 31 degli azzurri. Con 47 pareggi.  Le ultime tre gare sono state vinta dalla squadra di Torino, il napoli punta a fermare questa serie negativa.

ore 12.15 – Ha inizio la conferenza stampa

Cosa rappresenta in questo momento della stagione Napoli-Juventus?
Rappresenta tanto. Affrontiamo una squadra che crea tanto, composta da grandissimi campioni. Palleggiano molto bene, si vede la mano dell’allenatore. La coperta è corta, occorre prepararla bene e capire bene cosa possiamo lasciargli, perché loro hanno tanta qualità. Abbiamo il dovere di provare a fare una grande partita per andare alla ricerca dell’entusiasmo. Per noi il San Paolo è una componente fondamentale in questo momento.

Politano sembra vicino alla firma.
Se e quando firmerà, ne parlerò.

La vittoria contro la Lazio ha cancellato il ko contro la Fiorentina. Proseguirà con quell’idea di gioco?
La partita contro la Lazio è un punto di partenza, sicuramente ci ha lasciato delle indicazioni utili dal punto di vista dell’atteggiamento, ho visto il veleno nei miei.Ho visto tanti aspetti positivi e credo sia la strada da percorrere anche domani.

Sarri è un modello per lei?
Sarri è uno degli allenatori più bravi al mondo, lo era già qualche anno fa. Lo stimo tanto e ha costruito una macchina perfetta. Da lui ho fatto qualche copia e incolla, mi piace il suo modo di vedere il calcio.
Non ci saranno Allan, Mertens e Koulibaly. Come la sta preparando?
Non dico chi gioca, posso dire che dovrebbe essere a disposizione per la panchina Maksimovic. Per quanto riguarda Koulibaly, speriamo di averlo a disposizione la settimana prossima. Mertens sta un pò meglio. Allan ha fatto una risonanza venerdì mattina, aveva un pò di edema. Doveva stare fermo e visto che è nato suo figlio ho deciso di mandarlo a casa, credo fosse giusto così vista l’importanza dell’evento. Abbiamo preso giocatori motivati, come Demme che era capitano del Lipsia. Ora è tempo di fare delle scelte, lavorare con grande professionalità. Non voglio parlare di chi vuole restare e chi vuole andare via: qui bisogna fare i punti per riuscire a far diventare questa stagione una stagione normale.
Rispetto alla partita contro la Lazio, cosa serve fare in più per fermare la Juventus?
Sono due squadre diverse, la Lazio ha tecnica e qualità fisiche importanti. Attaccano sempre in 5 sulla linea dei nostri difensori. La Juve ha tantissima qualità, sarà una partita diversa. Dovremo coprire più linee di passaggio, capire chi far impostare e chi può metterci in difficoltà.
Ha detto che affrontate una macchina perfetta. Come la sta preparando lo spogliatoio?
Non sono uno che prepara discorsi motivazionali durante la settimana. Domani a due ore, due ore e mezza dalla partita aprirò il mio cuore e dirò ai ragazzi quello che penso.
Demme come sposta gli equilibri del suo centrocampo?
Non so cosa sposta, ma di certo è un giocatore che semplifica tutto. Si sa muovere, può migliorare dal punto di vista della protezione della palla: è un lineare, sa tenere il campo e si allena per giocare certi tipi di partita. Sa dare equilibrio e i compagni sanno di potersi poggiare su di lui.
Per il modo di intendere il Sarri di calcio, domani serve una partita alla Gattuso, con pressing altissimo?
Non basta, se sbagli la prima pressione ti fanno male. Occorre fare una partita da squadra, cercando di non far giocare alcuni dei giocatori che loro hanno e che sono in grado di trovare la giusta imbucata.
Mancano quattro mesi al termine della stagione: con i nuovi arrivi e i recuperi di Koulibaly, Allan e Mertens credi che questa sia una squadra ancora in grado di scrivere una pagina importante?
Questa è una squadra che sta faticando tanto in campionato, ma è arrivata agli ottavi di finale di Champions League e in semifinale di Coppa Italia. Questo è un merito di Carlo Ancelotti. Non dobbiamo sederci dopo la vittoria di Coppa.
Sono arrivati Demme, Lobotka, è stato preso Rrahmani, arriverà Politano. I tifosi possono stare sereni per il futuro?
Il Napoli è la squadra che in Europa sin qui ha comprato di più a gennaio. La società sta assicurando e mostrando continuità tecnica e gestionale.
Dovrete essere capaci di soffrire contro la Juve? Vuole una squadra impostata così?
Dobbiamo pensare a giocare. Ci sono due partite: la fase di possesso e quella di non possesso. Se pensiamo di fare un pressing ultra offensivo regalando tre o quattro giocatori si soffre, il problema è stato anche questo. Bisogna capire in che direzione vogliamo andare. La cosa più importante è che dobbiamo giocare in due modi differenti quando abbiamo la palla e quando difendiamo.

Quello visto contro la Lazio è il vero Insigne?
Lorenzo ha la gamba per saltare l’uomo. Se non lo salta, sbaglia. Lorenzo fa parte della lista dei giocatori di maggior talento del calcio italiano degli ultimi 15 anni. Ha qualità, forza nelle gambe. Ha un motore importante, fa 12-13 chilometri a partita. Deve continuare su questa strada. La partita che ha fatto con la Lazio può ripeterla con continuità.

Tra Napoli e Juve, la differenza è data dai punti in classifica ma anche dall’abilità davanti al portiere avversario: la Juve capitalizza più di tutti, il Napoli meno.
A me risulta che siamo tra le prime 3-4 squadre d’Italia per occasioni da gol create. Dobbiamo migliorare in quest’aspetto, essere più cattivi, attaccare con un uomo in più, accompagnare meglio. Poi dobbiamo difendere con più attenzione: non ci tirano molto in porta ma subiamo. Se giochi con la Lazio e sbagli 4-5 uscite per impattare di testa, come contro Milinkovic, allora diventa complicato. Però stiamo migliorando in questo aspetto.

Nel calcio moderno si è spesso usata la parola tradimento, come successo con Sarri e Higuain. Lei che ne pensa? Allenerebbe mai l’Inter?
Io sono un professionista, parlare di tradimento non è corretto. Mai dire mai. Ho scritto pagine importante in campo con il Milan, ho avuto l’onore di allenare il Milan. Però non posso mai dire a priori che non allenerò l’Inter. Poi è chiaro che ognuno ragiona a bocce ferme.

Quali meriti si ascrive nella ripartenza vista contro la Lazio? 
Preferisco prendermi le responsabilità, non sono masochista. Ho avuto una fortuna: tanti calciatori non erano al massimo ma imi hanno dato disponibilità. Il 31 gennaio finisce il mercato e lì inizia un’altra stagione e bisogna dare tutto. Posso fare anche scelte dure. Bisogna preparare questa partita aspettando che finisca il mercato. Dopo occorrerà pensare 24 ore al giorno al Napoli per tirarci fuori da questa situazione.

Serve più peso in area di rigore?
Dobbiamo giocare con il 4-4-2? Fino a due mesi fa non lo volevate. Non mi piacciono due linee da quattro, tante volte non copri abbastanza bene il campo. Quando mettiamo un altro attaccante giochiamo con il 4-2-3-1. A volte Milik è solo ma ora devo pensare al bene della squadra e a farla soffrire il meno possibile.

Teme l’entusiasmo dopo la vittoria?
C’è sempre quando si vince, dobbiamo romperci le scatole e dirci le cose in faccia. Vedo i ragazzi che ora parlano di più, si stuzzicano. Questa è la strada giusta.

Termina la conferenza stampa di Rino Gattuso e adesso non resta che aspettare domani sera la sfida in campo.

 

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