La virologa Gismondo “Allo stadio si puo’ andare”
Oggi in edicola, sulle colonne del corriere dello sport, si possono leggere le parole della virologa Gismondo che interviene ed esprime il suo pensiero sulle manifestazioni sportive. A seguito delle polemiche sull’ apertura di cinema e teatri, si potrebbe pensare di aprire parzialmente anche gli stadi.
La virologa esprime la sua idea parlando di riaprire tutto perche’ le regole sul distanziamento valgono per uno stadio quanto come per un Opera e asserisce che le regole sono maggiormente osservate in uno stadio che in un Opera ed entrambi sono spettacoli all’ aperto ed in entrambi occorre che l’osservanza delle norme sia rigide, non condendo nessuna deroga e nessuna indulgenza di nessun tipo.
La dottoressa del Sacco di Milano si e’ poi soffermata sulle misure da adottare e secondo lei dovrebbero essere vietate vendita di cibi e bevande all’interno dello stadio,termo-scanner come negli aereoporti, mascherine obbligatorie e sanzione a chi la toglie, distanziamento di almeno 1 metro e mezzo,ai lati,avanti e indietro e a chi sta seduto e in piedi. Secondo Gismondo, cosi si potrebbero riaprire gli stadi e consentire agli spettatori di godersi il calcio perche’ se e’ stato consentito a cinema e a teatri perche’ non consentirlo ai tifosi che affollano gli stadi?
Senza tifosi allo stadio, lo spettacolo e’ monco, manca la partecipazione e il patos del pubblico che esulta per il goal o si innervosisce per un rigore subito o per un ammonizione o espulsione.
Auspichiamo il ritorno dei tifosi allo stadio,anche se parziale perche’ questo puo’ far bene al sistema calcio e l’entusiasmo che porta il pubblico non possono portarle le tv a pagamento.