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Sale scommesse ancora chiuse, un intero settore in ginocchio

Sale scommesse ancora chiuse: un intero settore in ginocchio. CasaNapoli.net intervista, un operatore del gaming

Sale scommesse ancora chiuse: un intero settore in ginocchio. CasaNapoli.net intervista, un operatore del gaming per fare luce su una situazione che inizia ad essere pesante

Queste le sue parole:

“Hanno bloccato il settore del gioco legale. Ci stiamo muovendo con Associazioni, perché non ci vogliono far aprire e il commercio ne risente. Vogliamo essere riconosciuti per quello che siamo, semplici commercianti: come i tabaccai o i panettieri. Non capisco perché non ci vogliano far (ri) aprire. Noi paghiamo le tasse come tutti, e non è giusto che ci tengano ancora chiusi.”

Nei nostri locali possiamo contenere gli assembramenti. Personalmente, nella mia agenzia, ho 20 Pc in sala, se ne accendo solo 10, le persone hanno oltre un metro e mezzo di distanza. Quindi rispetto il distanziamento sociale, potrei operare, seguendo le direttive del Governo.

Noi paghiamo le tasse. Non solo: il Governo ha aggiunto un’ulteriore tassa a causa del CoVid. Quindi non solo paghiamo le tasse che normalmente ci spettano, ma paghiamo anche tasse per provare a limitare i danni che ha provocato il virus.

In banca siamo discriminati: non possiamo accedere ai fondi garantiti dello stato. Al fondo da 25 mila euro che lo Stato ha stanziato per le attività, noi non possiamo accedere.”

Si può giocare online, visto che le agenzie di scommesse sono chiuse:

“Il gaming online durerà molto poco: il classico anziano che gioca, vuole il biglietto in mano. Altrimenti finisce tutto in mano alla criminalità organizzata. Noi siamo il filtro tra il gioco legale e il gioco gestito dalla criminalità organizzata. Se ci fanno aprire, evitiamo che il settore del gioco finisca in mano alla criminalità organizzata.

E ci sarà un ulteriore danno: resteranno a casa centinaia di migliaia di famiglie. Che non potranno andare avanti. Come si fa? Lo stato guadagna tanti soldi con il settore del gioco. Paghiamo decine se non centinaia di milioni di euro di tasse. Gli oltre 50 milioni di euro, ma sono molti ma molti di più, che versiamo? Lo Stato può farne a meno?  

I redditi di cittadinanza? Le casse integrazioni? Le pensioni? Noi, con la nostra parte, aiutiamo lo Stato e l’economia. Sono tantissimi i problemi che si vanno a creare.”

Purtroppo non ci danno la possibilità di poter ripartire. Noi vogliamo solo farci sentire e avere i nostri diritti. Come facciamo il nostro dovere, pagando le tasse fino all’ultimo centesimo, vogliamo anche i nostri diritti e ripartire come commercianti.

Ma per un periodo c’è stato il blocco totale, anche di tutte le manifestazioni sportive, non si poteva scommettere:

Quando c’era il blocco totale di tutto e tutti, siamo rimasti volentieri a casa. Ma se tutti riaprono, perché rimaniamo chiusi? E’ ripartita la Bundesliga da due, forse tre, settimane. Si può riprendere, ci sono le condizioni.

Il nostro non è gioco d’azzardo: noi non abbiamo slot nelle nostre sale scommesse. Le scommesse sono un gioco basato sulla conoscenza e non sulla aleatorietà. La gente fa ancora molta confusione. C’è molta ignoranza in materia. Non c’è aleatorietà, ma solo conoscenza: se si gioca una partita dall’esito quasi scontato, come Juve- Pordenone, è chiaro che lo scommettitore punta sulla squadra favorita.

Sono altri i giochi d’azzardo. Come i gratta e vinci, il lotto, o il super enalotto. Dove le possibilità di vincita sono infinitesimali. Quando c’è solo una infima possibilità: quello è gioco d’azzardo.

Il gioco si è fermato ma solo per un periodo limitato di tempo: lotto, superenalotto hanno subito uno stop ma molto più breve. I tabaccai hanno lavorato anche durante il blocco totale, mentre il gioco si è fermato. Ma dopo poco è ripartito. Sia il lotto, che il super enalotto e questi giochi.”

Il Governo non ha disposto nulla per il vostro settore?

“Con tutti i decreti che sono stati emanati, il governo non ci ha considerato. Tra poco riapriranno tutti: chiese, bar, ristoranti. Ma noi non possiamo ripartire. Siamo discriminati e la discriminazione non va bene.

Chi ci paga le spese, gli affitti, i dipendenti? Paga lo stato?  Lo Stato se ne frega. Essere discriminati non va bene

Adesso hanno appena messo una nuova tassa. Per noi le tasse incidono parecchio. Paghiamo lo 0.50% di tasse allo Stato, il che vuol dire che noi subiamo una perdita di circa il 30% sul totale.”

Le persone hanno paura che il gioco possa creare dipendenza, forse è per questo motivo che lo Stato, ancora non abbia concesso la riapertura?

“La ludopatia è al 7 posto tra le dipendenze. Anzi noi aiutiamo le persone. Se vediamo qualcuno che si sta rovinando col gioco, proviamo a fermarlo per evitare che finisca in rovina. Come dipendenze ci sono alcool e fumo che sono ai primi posti. Che si fa? Bisogna chiudere bar e tabacchi? Eppure non si chiudono bar e tabacchi, a causa di quella tipologia di dipendenza.

Ci sono molte agenzie che arrivano a stento a fine mese. Noi non siamo miliardari, come molti pensano. Noi paghiamo le tasse a fine mese, o almeno speriamo di poterle pagare. E’un bel casino veramente. Continuano a tenerci chiusi, ci discriminano per tante cose.”

Avete fatto qualche manifestazione? C’è qualche iniziativa per farvi sentire?

“Abbiamo fatto diverse manifestazioni, in varie città d’Italia. Dovremmo muoverci. Non possiamo andare avanti così. Qualcosa dovremo fare, qualcosa dovremo inventare. Noi non siamo i cattivi. Siamo commercianti. Abbiamo investito tanti soldi. Perché per aprire un’agenzia costa tanti soldi. L’investimento può andare bene o meno, ma quello è un altro discorso. Noi siamo alla stregua di un falegname o di un ristoratore che investe dei soldi per aprire un’attività. Vorremo solo che ci ascoltassero, tramite giornali o tv o radio. Noi siamo stanchi. Nel resto d’Europa, come dice anche il sito dell’Agi, si è ripartiti anche con le scommesse. Solo qui in Italia no. Davvero assurdo.”

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