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Esclusiva CasaNapoli.net- Nicola Amoruso: “Giusto riprendere anche per aiutare le categorie inferiori. Il momento che ricorderò è l’esordio in serie A nel lontano 1993. Il compagno più forte è stato Zidane”

Nicola Amoruso Marte Sport Live

Nicola Amoruso, ex attaccante del Napoli, è intervenuto IN ESCLUSIVA a CasaNapoli.net durante il programma “Tutto di domenica”

Nicola Amoruso, ex attaccante del Napoli, è intervenuto IN ESCLUSIVA a CasaNapoli.net durante il programma “Tutto di domenica”.

Di seguito il suo intervento:

Tu avresti, in qualche maniera, paura a giocare in queste condizioni: con un protocollo per la sicurezza che consente poco? Magari con un avversario o con un tuo compagno che può renderti positivo?

Ma no! Bisogna essere abbastanza tranquilli per il semplice motivo che la serie A può permettersi di attenersi ai vari protocolli ed attuare i vari controlli. E fare tamponi ogni 2 o 3 giorni. Il vero problema è per le categorie inferiori che non hanno la possibilità economica per poter fare questo. Naturalmente le polemiche sono tante. Ognuno cerca di remare verso quelli che sono i propri interessi.

Io darei più un’occhiata verso quello che succede negli altri campionati. Non capisco perché nel caso in cui dovesse esserci un caso di positività al CoVid, va in quarantena il giocatore ma anche tutta la squadra. Abbiamo visto anche negli altri campionati che hanno ripreso e che stanno riprendendo che non funziona così. Nel caso va in quarantena il giocatore che è affetto da Coronavirus e si continua il campionato.

Non è giusto sospendere il campionato. Io assegnerei lo Scudetto, così come tutti gli altri obiettivi. Perché non è giusto. Ci sono anche altre squadre, in altre categorie, penso al Benevento in serie B che ha fatto molto bene e merita di andare in serie A. Non capisco perché il Brescia che ha fatto 16 punti debba essere premiato. Ripeto: cambierei questo. Però in Italia è sempre così: si cerca di fare i furbi e ognuno guarda i propri interessi senza guardare al futuro del calcio.”

Stadio pieno è una chimera? Quanto incide?
Incide tantissimo. Io credo che, non ci debba sfuggire, il calcio riprende. Deve riprendere. Proprio perché c’è bisogno. I bilanci piangono e le società hanno bisogno dei diritti TV e di incassare. Altrimenti molte società avrebbero gravissimi problemi. L’anno prossimo devono allestire le squadre. I bilanci di molte società in serie A non sono dei più rosei.

Tutti i presidenti hanno spinto per questo: c’è l’esigenza di ripartire. Non c’è solo lo sport ma anche la questione economica. Non è solo calcio, ma anche tutto quello che c’è dietro e che permette di azionare questa grande macchina. Che rappresenta tanto per la nostra economia.

Ed è giusto che anche i tifosi dicano la loro. C’è altro in ballo. La partenza della serie A significa, inoltre, dare un grosso aiuto anche per le categorie minori.”

Che partita ti aspetti tra Napoli e Inter, da osservatore esterno? Cosa pensi che vedremo visto che i giocatori non sono al top dal punto di vista della forma?

Innanzitutto non vedo l’ora di vedere le squadre in campo. Diciamolo chiaramente: siamo tutti in astinenza! Non mi aspetto una grande partita perché non c’è stato tempo e modo di prepararla al meglio. Quindi ritmi non alti, però grandissima attenzione alla squadra di Antonio Conte.

Perché Conte è un tecnico che punta tantissimo sulla preparazione fisica, fa una preparazione maniacale. Quindi il Napoli dovrà stare attento soprattutto da questo punto di vista. E’ una squadra reattiva che fa grande pressing a tutto campo.

Ad essere avvantaggiato è il Napoli. Ma vedremo ritmi bassi: è normale che le gambe non possano girare dopo tutto questo tempo. Per quanto ci possa essere una buona preparazione, il campo dice altro. L’intensità di una partita vera è altro. Dovremo aspettare per una partita di calcio vero, quello brillante”.

Cosa pensi di questa ripresa? Come ci arriva il Napoli?

“Concordo sul fatto che questa ripresa per il Napoli possa essere importante. Dopo tutti i problemi che ha avuto quest’anno, anche per quanto riguarda la gestione dello spogliatoio, questa pausa forzata, secondo me può anche essere stata importante.

Vedere cosa ci dirà il campo è difficile ma dal punto di vista tecnico, il Napoli è una squadra che non si discute. Lasciatemi dire che Gattuso porterà a giocare ancora di più per l’allenatore, anche per supportarlo, visto il momento molto difficile per lui. Può succedere veramente di tutto.

L’Atalanta è una squadra importante che ha fatto molto bene e che merita quella posizione di classifica, però è una squadra molto fisica che gioca molto sull’aggressività e sul pressing. Dopo tanto tempo ai box non è facile ritrovare subito lo smalto, quindi molto dipenderà dal Napoli. Lasciatemi anche dire che saranno avvantaggiate le squadre che hanno una rosa più lunga e di qualità”.

Il tuo ricordo che vuoi trasmettere ai figli, ai nipoti, ai posteri come si usa dire?

“Chi ha la fortuna di giocare a calcio e di arrivare a livelli importanti, di momenti ce ne sono tanti. Però se devo ricordarne uno in particolare, dico l’esordio in serie A. Quando realizzi di aver realizzato il tuo sogno. Con la Sampdoria. Era Inter-Sampdoria nel lontano 1993. Ero un ragazzino. Entri in uno stadio e ti sembra quasi di sognare. Ti tremano anche un pò le gambe.

E’ quello il momento che mi è rimasto impresso. Ce ne sono tanti altri, ma quello di aver coronato il sogno di una vita, dopo tanti sacrifici. Anche se è difficile parlare di sacrifici quando parli di calcio e di qualcosa che ami fare. Ma andare via di casa, giovanissimo, con tante difficoltà ed un sogno nel cassetto che si è avverato. Quel momento è unico ed indelebile.”

Quale giocatore, come compagno di squadra, ti ha colpito di più per carattere e personalità?

Con un giocatore con cui ho giocato alla Juventus: Zizou Zidane. Era impressionante. Gli davi la palla, in mezzo a 4 o 5, e la teneva lui. Finiva quasi la partita. Un campione unico. Ma non solo in campo: come può confermare anche Ivano (Bordon). Un giocatore straordinario, umile. Quello che è successo dopo, con Materazzi, è altro. Lo hanno dipinto per quello che non è. Ve lo assicuro. Zizou ha grande umiltà: è molto positivo e da tanto al gruppo.”

 

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