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Nessuno tocchi il record di Higuain

Il record di Higuain, 36 reti nella storia di una stagione del Napoli e di tutti i tempi della Serie A, non è un primato individuale; è il primato di una filosofia di calcio che ha avuto la sua massima espressione sul manto erboso del San Paolo ed ovunque con la maglia azzurra del Napoli. 

 

“Nessuno tocchi il record di Higuain.”

Dopo l’addio di Edinson Cavani, il matador, che era ed è ancora ad oggi nei cuori dei tifosi azzurri, il Napoli di De Laurentiis doveva riempire il grande vuoto lasciato da quest’ultimo con un acquisto sensazionale.

Grazie alle capacità manageriali di Rafa Benitez (dalle sue intuizioni il Napoli ha aperto un ciclo che dura ancora oggi) ed alla disponibilità del Presidente De Laurentiis, Gonzalo Gerardo Higuain, classe ’87, blancos del Real Madrid, approda al Napoli in data 27 Luglio 2013.

Il 27 Luglio che era già nella storia del Napoli in quanto giorno del compleanno di Marek Hamsik.

Higuain arriva a Napoli con la fama del bomber internazionale, del campione, giovane, non più giovanissimo, ma in via di affermazione;

il Napoli sborsa 37 milioni di Euro più bonus per assicurarselo.

Nulla se messi a confronto con i 90 milioni della clausola rescissoria esercitata dalla Juventus nel 2016.

Questa che mettiamo nero su bianco, però, anche se non sembra, non è la storia di un singolo o l’esaltazione di un campione, bensì la storia di una squadra, di una filosofia, che ha reso possibile l’improbabile.

Serie A 15/16, ad una giornata dal termine del campionato, Gonzalo Higuain è a 33 reti segnate in 34 partite.

Arriva il Frosinone al San Paolo, in una cornice di spettatori che ricorda i più fasti momenti dell’era Maradoniana;

gradinate piene in ogni ordine di posto, e macchine parcheggiate fuori lo stadio con una fantasia allucinante.

Il Napoli, alla prima stagione di Sarri, neanche a dirlo, domina vince e convince.

Gli azzurri, dal primo all’ultimo, giocano tutti per favorire le reti di Higuain e consentire allo stesso di superare il record di gol in Serie A appartenente a Nordahl (35 gol).

Il Napoli cocciuto, caparbio, concreto ma sempre proiettato al bel gioco, si impone per 4 reti a 0 sugli avversari malcapitati.

Il Pipita, con una tripletta, supera lo svedese ed entra nella storia del campionato italiano e della Società Sportiva Calcio Napoli.

Il San Paolo esplode di gioia, l’ultima rete di Higuain, in rovesciata, è da icona delle figurine calciatori “Panini”;
il Napoli arriva secondo, dietro la Juventus e davanti alla Roma, ma la città è comunque in festa.

Nel ritorno dei tifosi a casa, la radio annuncia che il Presidente ha accontentato il Mister Sarri il quale, nella stagione successiva, potrà avvalersi delle prestazioni di Lorenzo Tonelli.

Non so perché, ma mi andava di dirlo; racchiude un po’ l’essenza della follia di quella sera.

Poi Higuain, come in un tradimento delle peggiori telenovelas Sudamericane, ma complice anche la clausola rescissoria imposta da De Laurentiis,

in un giro di tango argentino cambia casacca abbandonando l’azzurro per uno sbiadito bianco e nero forgiato dal tricolore.

Da quel momento la storia del singolo cambia; il “Pipa”, come lo chiamano su, continua a segnare ma non con la stessa continuità di Napoli. Poi il declino, il prestito al Milan, al Chelsea ed il ritorno alla Juventus con Sarri.

Ecco perché questa storia non è l’esaltazione del singolo, delle capacità, che comunque esistono, dell’individuo.

Il record di Higuain, le 36 reti una una sola stagione di Serie A, sono il frutto e l’emblema di una concezione di calcio, di una filosofia di gioco, che a Napoli ha avuto la sua massima espressione.

Higuain grande campione, forse il numero nove per eccellenza, attaccante moderno, senza Napoli ed il Napoli non avrebbe raggiungo il record e la sua gloria personale.

E la storia ce lo dice, la successione degli eventi è testimone. Come per Sarri, ed il Sarrismo.

Ovunque il Mister sia andato dopo Napoli, non ha ritrovato quella alchimia magica dell’estetica sul campo da gioco; questo nulla toglie alle sue vittorie successive.

L’Europa League con il Chelsea e lo scudetto con la Juventus.

Ma possiamo essere certi che, i tanti gol di Higuain, a questo punto, non sono figli di un solo giocatore,
non sono figli di un neologismo quale il Sarrismo sfaldatosi subito dopo l’addio al Napoli del Mister.

Il record di Higuain è figlio di un’idea di gioco, di una qualità, di una concezione;

di un ventre caldo, accogliente, carico di Passione come quello di Partenope.

Ciro Immobile, ci dispiace ma…

Nessuno tocchi il record di Higuain, perché non è il record di Higuain, non è il record del Sarrismo:

è il record di Napoli e del Napolismo.

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