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RISCHI E RENDIMENTO – AZIONI E OBBLIGAZIONI – seconda parte

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RISCHI E RENDIMENTO DELLE AZIONI E DELLE OBBLIGAZIONI

Quali i rischi e quale rendimento aspettarci, dunque, da azioni e obbligazioni, strumenti fondamentali nella composizione di un portafoglio personalizzato? Nell’articolo precedente, abbiamo visto le differenze che caratterizzano questi due strumenti. Oggi analizziamo, la relazione tra i rischi ( ovvero l’incertezza legata al valore futuro) e il rendimento (ovvero il flusso monetario totale generato), delle azioni e delle obbligazioni,  sia da un punto di vista oggettivo che soggettivo. La gestione del proprio risparmio è un argomento alquanto complesso, ma, fondamentale per la vita di ciascuno di noi e prima di entrare nel vivo dell’analisi,  è opportuno fare una premessa essenziale: l’investimento finanziario non bisogna considerarlo come un modo di diventare milionari in breve tempo o come una vincita al lotto, bensì come un processo strutturato e gestibile!

RISCHI: AZIONI E OBBLIGAZIONI

Vediamo i rischi oggettivi:

Rischi di Mercato: la possibilità che l’investitore veda, nel breve tempo, il proprio capitale salire o scendere, per effetto di mutamenti del mercato (come le oscillazioni dei tassi di interesse). La storia dimostra che, nel lungo termine, i mercati tendono a registrare sempre un andamento positivo.

Rischi di Credito: (Solidità dell’emittente) si riferisce alla possibilità che la società emittente non sia in grado di rispettare l’impegno pattuito. Non riesca, cioè, a restituire il capitale investito o pagare gli interessi.

Rischio di Liquidità : la capacità di trasformare in moneta l’investimento, in tempi stretti, senza doverlo svendere in caso di necessità.

RENDIMENTO: AZIONI E OBBLIGAZIONI:

Come già accennato, le azioni, in media, offrono un rendimento superiore alle obbligazioni, vediamo perchè:

AZIONI: abbiamo detto che Il valore delle azioni dipende dall’andamento dell’attività dell’azienda, se va bene e genera utili il valore delle azioni aumenta nel tempo. (Il rendimento di un’azione corrisponde al rapporto, espresso in percentuale, tra il dividendo versato e la quotazione di Borsa del titolo in questione)

DIVIDENDO + PLUSVALENZA DEL TITOLO (entrambi possono aumentare senza limiti)

OBBLIGAZIONI: Il rendimento in questo caso è dato dalla somma tra la cedola annuale netta (ossia il valore della cedola percepita diminuito del 26%, l’imposta sulla cedola) e l’utile (o perdita) in conto capitale (ossia la differenza tra il valore di rimborso e il prezzo di acquisto dell’obbligazione), al netto delle tasse.

RENDIMENTO= INTERESSI + PLUSVALENZA DEL TITOLO ( gli interessi sono prestabiliti in partenza e il prezzo del titolo, difficilmente si discosta di molto dal Valore Nominale (importo su cui si calcolano gli interessi).

PROPENSIONE AL RISCHIO E RENDIMENTO ATTESO

A questo punto la domanda nasce spontanea: cosa scegliere? cosa inserire in portafoglio? Non esiste una raccomandazione valida per tutti, la risposta è individuale. Oltretutto, nulla vieta che la combinazione di entrambi gli strumenti, all’interno di un portafoglio,  possa essere un successo. Partire da se stessi e dalla conoscenza delle proprie caratteristiche, (come la propensione o avversione al rischio), consente, di fare scelte consapevoli e adeguate alle proprie esigenze.

COSA SI INTENDE PER PROPENSIONE AL RISCHIO?

Per propensione al rischio si intende (quanto sono disposto a vedere oscillare il mio investimento per ottenere un certo rendimento?). Ciò ci permette di vivere con serenità anche i periodi più turbolenti dei mercati finanziari. Più è elevato il rendimento atteso (ciò che ci si aspetta dal proprio investimento) maggiormente si vedrà oscillare il capitale. Pertanto l’analisi dei dati oggettivi (rischi/rendimento) non può prescindere da quelli soggettivi, ovvero, dalle singole aspettative. Questa valutazione consente di definire un profilo rischio/rendimento del portafoglio ideale che va poi gestito, con azioni correttive, nel caso il suo valore oscilli oltre la soglia prevista.

 

 

 

 

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