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Manovra finanziaria: Superbonus 110% e nodo pensioni allo studio del Governo. Stop al bonus facciate.

La manovra finanziaria

Manovra finanziaria: Superbonus 110% e nodo pensioni allo studio del Governo. Stop al bonus facciate.

Per le pensioni la proposta è quota 102 per il 2022 e quota 104 per il 2023. Polemica con i sindacati.

Novembre caldo per le scelte di Governo che riguardano le pensioni in particolar modo e le opportunità di utilizzo del Superbonus 110%.

Le tante richieste al Presidente del Consiglio

Non è facile per il Presidente del Consiglio dare risposte alle tante richieste che da più parti pervengono; ieri in Parlamento per un’informativa sul Consiglio Ue, Mario Draghi è stato bersagliato di richieste di ampliamento del Superbonus al 110% e pensionamenti dopo quota 100.

Tante le voci che si sono alzate: al Governo Matteo Salvini, a nome del centrodestra, ha chiesto più fondi per tagliare le tasse, a discapito del Reddito, e Beppe Grillo ha tuonato dicendo: “Non si svilisca il Reddito”.

Le parti sociali sono sul piede di guerra in attesa che Draghi annunci il meccanismo che sostituirà quota 100 per le pensioni e la riforma degli ammortizzatori sociali.

La prossima settimana ci sarà la riunione del CdM

La prossima settimana ci dovrebbe essere la riunione del Consiglio dei ministri sulla legge di bilancio, che sarà probabilmente preceduto da nuove riunioni con i capidelegazione di maggioranza e con i sindacati.

Come superare quota 100? Questo il dilemma la cui soluzione non appare ne’ facile, ne’ prorogabile.

Bisogna adesso affrontare la sfida per poter dare agli italiani quella tranquillità di cui la gente ha bisogno.

Bocciato dall’OCSE il meccanismo di pensionamento quota 100

Il meccanismo di pensionamento anticipato, quota 100, è stato bocciato anche dall’Ocse perché ritenuto non sostenibile, mentre si ritiene opportuno il “passaggio al regime ordinario che sia graduale ed equilibrato”.

La proposta sul tavolo è “quota 102” nel 2022 e “quota 104” nel 2023. Ma non si esclude anche un sistema articolato su più anni.

E’ opportuno evidenziare il dissenso da parte della Lega, che punta a ottenere un  meccanismo di pensionamento più ampio possibile, tutelando alcune categorie come i lavoratori precoci e le pmi.

Invece il Pd con il ministro Andrea Orlando chiede di tutelare gli “usuranti” e le donne (ad ora è saltata anche Opzione donna, mentre sembra confermata l’Ape social).

Napoli Legia Varsavia

Il Governo è per soluzioni sostenibili

Il Governo è aperto alle proposte da parte dei vari gruppi in Parlamento, purché siano soluzioni sostenibili.

Nel Dpb (documento programmatico di bilancio) sono stanziati in deficit per il prossimo anno 600 milioni, ma i sindacati chiedono di più: una riforma organica. “Quota 102 è un po’ una presa in giro: noi abbiamo proposto una riforma vera del sistema e questa non lo è”, dichiara Maurizio Landini della Cgil.

Per la Cisl il meccanismo individuato è “inaccettabile”, per la Uil “è una beffa”.

Intanto, nell’attesa di aprire il tavolo sul taglio delle tasse, per capire come tagliare il cuneo fiscale, se incidere sull’Irpef o sui contributi, se toccare l’Irap (il governo avrebbe forti dubbi), i partiti si concentrano sui bonus edilizi.

Superbonus confermato per il 2023?

Il Superbonus 110%, seppur non citato nel Dpb – è destinato ad essere confermato fino al 2023, ma solo per i condomini.

Il ministro Stefano Patuanelli insiste perché sia esteso almeno a tutto il 2022 anche alle villette.

“Il governo faccia di più”, insiste Giuseppe Conte.

Anche i piccoli comuni, con Antonio Decaro sono in linea con la richiesta del Ministro Patuanelli, aggiungendo che “di sicuro però la percentuale del rimborso dovrebbe calare progressivamente, al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025, secondo le ipotesi”.