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“Storie dal web”: Tutti i giorni in stazione per riascoltare la voce del marito deceduto

Stazione voce marito deceduto

Si reca tutti i giorni in stazione per ascoltare la voce del marito deceduto 12 anni fa

Margaret McCollum è il nome della vedova inglese che ascoltava tutti i giorni, in stazione, la voce registrata del marito deceduto. Questa possibilità le dava grande conforto aiutandola a sopportare la solitudine. Nonostante il rischio che la burocrazia le sottraesse questo piccolo privilegio, la sensibilità di un dirigente la ha aiutata a difendere il suo “appuntamento” col marito defunto.

Un casualità che riaccende i sentimenti

Nonostante fosse defunto 12 anni prima la sua voce continuava a salutare quotidianamente sua moglie. Ancora in vita, infatti, l’attore Osvald Laurence aveva registrato un annuncio per la sicurezza dei viaggiatori della metro londinese. Un avviso di poche parole “mind the gap”, per segnalare lo spazio vuoto tra la banchina di imbarco e i vagoni, che ha riecheggiato nelle stazioni inglesi anche dopo la scomparsa dell’attore. Ma se per milioni di persone quello era un semplice avvertimento, sentito distrattamente mille volte maneggiando biglietti tra i tornelli delle stazioni sotterranee, per qualcuno aveva invece un valore diverso.

L’appuntamento dei ricordi

Per Margaret McCollum, infatti, moglie del fu Oswald, ascoltare quella raccomandazione riecheggiare periodicamente, all’arrivo dei treni al capolinea della Northern Line, era diventato un appuntamento quotidiano. Nella stazione di Embankment era fissato l’incontro da non mancare, per quanto simbolico, ma ancora in grado di riscaldarle il cuore e farle rivivere la familiarità di quella voce e i tanti ricordi ad essa legati. Per anni, quindi, ogni giorno si sistemava su quella panchina e attendeva impaziente il “suo” annuncio.

Il colpo di scena come in un romanzo d’amore

Una mattina del novembre 2012, però, al solito appuntamento la sua voce “non si presenta”. Dopo l’attesa per l’annuncio successivo, la triste conferma: ad avvisare i pendolari inglesi, dal quel momento in poi, ci avrebbe pensato un computer all’uopo programmato. Inutile aspettare ancora su quella panchina. Inutile tornare ancora in quella stazione per attendere la voce di Oswald.

Ma per amore si combatte

E’ la BBC a raccogliere il primo sfogo della vedova:” Non sentire più la voce di Oswald mi avrebbe devastata, ero sotto choc“. Quindi il reclamo della donna alla TfL per conoscere i motivi della sostituzione del messaggio e per richiedere, magari, una copia dello stesso. Una volta ricevuta la nota di protesta, Nigel Holness responsabile della compagnia, decide però che quella storia non può essere sottovalutata, ed oltre a fornire copia della registrazione a Margaret McCollum, riattiva il vecchio avviso presso la stazione di Embankment, in modo da consentire alla donna di riascoltare la voce del consorte scomparso.

Non è mai stato un addio

“Lui non è mai andato via dalla mia testa e dal mio cuore – il commento di Margaret alla vicenda -. Sapere di poter tornare in stazione ad ascoltare la sua voce mi è di grande conforto e Oswald sarebbe commosso di questa speciale attenzione nei suoi confronti. Per me sarà il modo migliore di ricordarlo”.

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