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II Alberghiero di Napoli, una scuola di alta professionalità rasa al suolo, ma nei ricordi di chi vi ha vissuto

II Istituto Alberghiero di Napoli

II Alberghiero di Napoli, un’eccellenza non del tutto dimenticata della nostra città

Negli anni 80′ l’Istituto Alberghiero “I. Cavalcanti” di Napoli, fu scisso con la costituzione di due nuove istituzioni: il II Alberghiero di Napoli

Via Manzoni e l’Istituto Alberghiero di Monteruscello.

La realtà di questo tipo di scuola è ed era la preparazione dei giovani al mondo del lavoro, in particolare del lavoro in albergo, nel Food &

Beverage, nel turismo in genere.

Le professionalità che hanno contribuito alla costruzione di competenze specifiche in tal senso per i giovani, erano albergatori, Chef di

cucina, Maitre d’Hotel, Capi Ricevimento, direttori d’albergo i quali declinarono la loro esperienza nella scuola in qualità di docenti d’area di

indirizzo: Cucina, Sala Ristorante, Accoglienza Turistica.

La scuola vista diversamente

Al II Alberghiero di via Manzoni negli anni 80/90 c’è stato un preside, il dott. Luigi Romano, una persona capace di progettare e costruire un

mondo nuovo intorno a se, nella difficile disfida della scuola napoletana di quegli anni.

Ha sempre creduto nei giovani e nel gruppo, convinto che insieme si riuscisse a raggiungere traguardi inimmaginabili.

Ebbene quest’uomo portò la sua scuola agli onori della cronaca per le tante iniziative e per la professionalità dei suoi alunni, molti dei quali

oggi sono proprietari di ristoranti, lavorano nei grandi alberghi, sono barman apprezzati ovunque nel mondo.

Oggi il preside Romano, seppure lontano dal suo ufficio di presidenza, intento a godersi la pensione, può ancora contare sul suo gruppo, un

vero e proprio monolito, capace di supportare le sue antiche tesi per trasformarle in utili consigli da offrire ai giovani allievi degli Istituti

Alberghieri.

Questa compattezza, questa profonda amicizia di persone che in qualche modo hanno detto la loro in una città difficile come Napoli, è stata

ribadita ieri sera con un abbraccio sincero e un rivedersi per raccontare un aneddoto, per ricordare tempi diversi, per un pensiero per chi

purtroppo non è più con noi.

Per i nostri giovani l’incontro di vecchi docenti

Uno degli allievi del passato di quel memorabile Istituto, Rosario Parisi, proprietario de “La locanda dei Borboni”, ha voluto riunire quelle

persone nel suo locale per celebrare un evento e per ringraziare i suoi vecchi docenti per avergli insegnato il mestiere, per averlo aiutato a

trovare una strada in un territorio oltremodo impegnativo da affrontare e vivere.

Ai quartieri spagnoli ieri sera c’erano in tanti, maestri d’haute niveau che hanno ispirato il turismo a Napoli e, ancora una volta, hanno

attratto l’attenzione raccontando la loro vita professionale, le loro esperienze di umana resilienza.

Abbiamo visto: il Preside Luigi Romano, i proff.: Gianni Musso, Ugo D’Orso, Luigi Vettosi, Pietro Elefante, Sasa’ Sodano, Sasa’ Casaburo,

Giuseppe Scuotto, Nello Ciabatti, Mauro Peluso, Gennaro Veneziano, Francesco Masucci, il sig. Gaetano Liguori, il sig. Giovanni Cascella.

Questi docenti in quegli anni hanno inoltre introdotto un nuovo modo di rapportarsi ai loro allievi: si organizzavano partite di calcio Docenti

Alunni dove lo spirito di partecipazione era il momento culminante dell’impegno sportivo.

Ed erano partite “tirate” giocate tra il 1988 e il 1990 anni in cui il Napoli di Maradona faceva faville (campione d’Italia 1987 e 1990).

Il Napoli di Maradona e quello attuale non sono mancati nei discorsi

Gli Alunni e i docenti scendevano in campo al Denza con indosso le stesse divise del Napoli, regalate dal mitico presidente azzurro Corrado

Ferlaino, e con l’interesse dei media: il Mattino di Napoli, Telelibera 63 con un giovanissimo Carlo Alvino e tanti cine operatori che hanno

costruito un prodotto ancora oggi sulla bocca di molti.

E ancora in una di queste partite, quella del 1990 fu devoluto l’incasso, meno di due milioni di lire, all’associazione AIRC (Associazione

italiana ricerca sul Cancro), a significare il grande spirito umano che animava quelle persone e quei giovani allievi, oggi sostituti dei loro

vecchi insegnanti.

Il II Alberghiero raso al suolo

Nella serata di ieri, all’augurio per quanto è stato, anche la promessa di rifarlo e non limitarlo ai soli componenti delle squadre di quegli anni,

ma anche a chi del II ALBERGHIERO di VIA MANZONI è stato in qualche modo protagonista e ha lasciato, in quel luogo, la sua esperienza e

qualcosa di se stesso.

E, chi scrive, vi assicura che tutto è ancora lì…il II Istituto Alberghiero è stata l’unica scuola napoletana ad essere stata completamente rasa al

suolo e al suo posto, forse, non ce ne sarà un’altra.

La magìa del tempo a testimoniare una gran bella realtà di cui la città di Napoli è stata fiera!