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Juventus-Napoli a un passo dal sogno, Raspadori allo scadere fa impazzire i tifosi tra un Var on/off, Kvara&Gatti e la matematica dal divano – Le Pillole del Campionato del Napoli

Juventus-Napoli nei suoi 100′ di gioco ha regalato all’ultimo respiro la vittoria alla squadra di Spalletti avvicinandola inesorabilmente al sogno scudetto, che potrebbe realizzarsi persino tra soli sette giorni

Juventus-Napoli è stata gara vera, con numerosi capovolgimenti di fronte e l’intervento molteplice del Var tra spegnimenti improvvisi e chiamate a sorpresa. La rete al 93′ del neoentrato Raspadori ha galvanizzato l’ambiente dopo l’eliminazione della Champions, facendo esplodere la festa sia nel settore ospiti che nello spogliatoio. Perchè, con il ko della Lazio contro il Torino, lo scudetto potrebbe persino arrivare sul divano la prossima domenica a pranzo. Ma non solo questioni di campo: le voci dei protagonisti, le dinamiche della settimana e le speranze dei tifosi nelle Pillole del Campionato del Napoli!

Il Lazzaretto

Juventus-Napoli si apre con una settimana tutt’altro che semplice. Non solo l’eliminazione dalla Champions per mano del Milan con l’eco di Marciniak che risuona all’ombra del Vesuvio ma soprattutto con il Lazzaretto con il quale deve fare i conti mister Spalletti. Rrahmani out, vabbè c’è Juan Jesus tanto torna Kim. Politano out..vabbè poteva andare peggio, c’è il Chucky Lozano. Mario Rui out..nooo, tutti ma il professore no! Vabbè, rispolveriamo Olivera. E con Simeone ancora non al meglio, c’è da tirare la cinghia. A sorprendere tutti però è Spalletti con una formazione rivoluzionata e Ndombele titolare con Lobo e Anguissa. Il campo gli dà ragione con una grande prestazione, perchè per un grande sogno tutti sono indispensabili…e non c’è Stadium che tenga (IL BOLLETTINO)

On-Off

Juventus-Napoli inizia e gli azzurri tornano ad essere aggressivi e propositivi..ma continuano a non tirare in porta. Mamma mia e quann finisce sta settimana! Se in avvio Lozano è un cavallo pazzo, a essere protagonista è un gatto..anzi, Gatti che con un impeto di locura rifila un bel pugno arcigno al solito Kvara. Il replay mostra lo sguardo incattivito del gattino arruffato innervosito dalle finte del georgiano ma niente, l’arbitro Fabbri, lontano parente di Marciniak, decide di non appellarsi al giallo. Nè al rosso. E neppure al Var (L’ANALISI) che in quel momento era stato probabilmente riavviato per un guasto sulla linea. Per fortuna si riprende giusto in tempo all’82’ quando evidenzia il fallo di Milik su Lobotka annullando la rete di Di Maria e al 90′ anche la palla uscita prima del gol di Chiesa. Nu poc e ciort insomma, finalmente. Anzi, di giustizia. Miao. 

La Koulibaliana memoria

Il tempo scorre veloce e la partita si sta trasformando nell’ennesimo psicodramma con un sottofondo musicale non impetuoso ma da commedia romantica. Eh sì, perchè il tricolore ormai è in tasca, è questione di tempo ma si è giocato troppo bene per non provare l’assalto e tentare di vincere. Le lancette procedono fino ai 6 minuti di recupero. E quando è entrato Vlahovic, poco dopo Raspadori, un pensiero l’ho fatto: entrambi non segnano da troppo. E se San Gennaro martedì scorso era in vacanza alle Bahamas, questa sera non può farci soffrire ancora. E’ il 93′ quando accade l’insperato: Zielu pennella al limite dell’aria, cross splendido tagliato di Elmas a tutto campo e arriva Raspadori che di Koulibaliana memoria, decide di far esplodere lo spicchio azzurro allo Stadium (LE SUE PAROLE). E sarà nulla in confronto a ciò che avverrà dopo poco negli spogliatoi. E quanto prima, in tutta la città.

L’autostop

Dall’autostop alle fermate di lusso, perchè solo che viene dal basso macinando sacrifici e tanto lavoro sa com’è il panorama dalla vetta, senza mai dimenticare la fatica della salite. Solo chi sa l’impegno nel guadagnare ciò che si ha, apprezza le piccole cose, ogni gesto, ogni dettaglio che fa del percorso una tappa fondamentale. Solo chi ci ha messo anni per comprare delle scarpette da calcio le indossa sempre, anche a bordo campo e in panchina, così come raccontato da Spalletti (LE SUE PAROLE). Il mister sorride, ha gli occhi lucidi ma non ci sta ancora a festeggiare. Mancano cinque punti, manca almeno una vittoria e l’attenzione deve essere sempre massima. Ma in cuor suo lo sa e lo sa anche lo spogliatoio che ha cantato e ballato in quello Stadium che per quasi un decennio ha festeggiato un tricolore costantemente sognato e spesso accarezzato. Ora la storia è cambiata, ora tocca all’azzurro volare e lasciarsi andare in un canto liberatorio. Ora c’è l’azzurro sul tetto d’Italia.

Dal divano

Sono almeno 33 anni che sogno dove sarei potuta essere in un ipotetico giorno scudetto. Mi sono immaginata in primis allo stadio, in Tribuna Stampa, lavorando. Beh, una grande ambizione per una bambina che ha sempre avuto la velleità dello scrivere e che, per fortuna, ne ha fatto un lavoro. L’idea più naturale è sempre stata quella del Maradona, al di là del settore..o persino all’esterno, con un migliaio di cuori azzurri che battono all’unisono in attesa di quel momento, con le radioline, i telefoni e gli occhi lucidi di lacrime e speranze. O forse in trasferta, magari proprio a Torino, a Udine o Monza. Ma mai e dico mai, avrei immaginato di poterlo vivere sul divano di casa. Che peraltro odio, perchè è l’unico divano del mondo ad essere scomodo. Eh sì: perchè se il Napoli dovesse vincere sabato contro la Salernitana e la Lazio dovesse non vincere con l’Inter….beh, sì, ci siamo (LE IPOTESI). Ho 7 giorni per cercare di capire davvero come vivere questo momento ma soprattutto, come fare a non restarci secca. Ma ovunque voi sarete, ovunque noi saremo, spero soltanto che affianco ci sia qualcuno da abbracciare. E godetevi quel secondo memorabile: perchè non lo dimenticherete mai più. Alla prossima…e che prossima, con le Pillole del Campionato del Napoli!

Alessia Bartiromo
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