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Genoa-Napoli e un pari miracoloso, al via l’inquisizione Garciana tra Kvara versione Kim e una panchina rovente – Le Pillole del Campionato del Napoli

Genoa-Napoli è il sabato sera che invece di alleviarti da una settimana già pesante e triste di fine estate, ti dà la botta finale per restare sul divano tra serie tv, gelato e depressione

Se sulla carta sembrava una gara dal risultato scontato, sul campo è stata tutt’altro. Genoa-Napoli infatti, ha rispecchiato in parte il copione del match azzurro contro la Lazio, con una squadra confusa, slegata, propositiva ma poco efficace, lontano riflesso dei perfetti campioni d’Italia della scorsa stagione. Sotto di due gol, l’ha ripresa la panchina: prima Raspadori poi Politano, fino alla protesta con “cuppetiello” di Kvaratskhelia. Insomma, è successo davvero di tutto e ne parliamo come sempre nelle Pillole del Campionato del Napoli!

Telefono azzurro

Nel guardare la formazione partenopea in Genoa-Napoli, salta subito all’occhio un elemento: le novità di Garcia con Elmas preferito a Lindstrom e Ostigard che invece gode di una corsia super preferenziale rispetto a Natan (LE PAROLE DI GARCIA). E ci sta come ragionamento, considerando il potenziale del norvegese ancora inespresso ma c’è un grande qui pro quo sul brasiliano. Una volta il ginocchio, un’altra un affaticamento, un’altra ancora la lingua e via con il mal di testa, il mal di denti o l’influenza. Forse forse ci sarebbe da chiamare il telefono azzurro…o un buon prete per una benedizione, và.

Incredibile (ma neanche troppo) a Marassi

Bastano solo 56′ al Genoa per beffare per ben due volte Meret e tutta la difesa azzurra, rinforzata anche da Osimhen. Prima Bani poi l’immancabile Retegui fanno esplodere il Ferraris, catino rovente di tifo indiavolato. In tv le immagini di un Napoli lontano parente degli scoppiettanti e perfetti campioni d’Italia che macinavano record, vittorie, precisi nei passaggi come una vera macchina da guerra. Anche le cose più semplici come un tocco al compagno vicino, sembra un’impresa. Lo stomaco brucia, il fegato implode. Serve un miracolo e anche in fretta per salvare un sabato da incubo (LE PAGELLE).

Panchina di fuoco

E miracolo fu. Si sa, la qualità del Napoli è immensa, nel gruppo ma anche nei singoli. Perchè se la squadra messa in campo da Garcia sembra completamente diversa rispetto allo scorso anno, nelle skills e nei nomi in realtà è la stessa. E via con i cambi: dentro Raspadori e Politano che la partita la cambiano, com’è giusto e prevedibile che sia, con due iniziative personali, battendo di forza e precisione con altrettanti eurogol l’ottimo Martinez. Esultanza rabbiosa, di carattere (LE PAROLE DI RASPADORI) ed è proprio da qui che bisogna ripartire. Da quel Napoli che vuole divorare gli avversari e fa ciò che sa.

Ma che fai

A proposito di cambi. Abbiamo parlato di Ostigard che rileva Rrahmani che insieme a Juan Jesus cercano di colmare la mancanza di Kim ma lo spettro del coreano aleggia all’ombra del Vesuvio e sempre a seguito dei partenopei. E’ l’89’ e la gara si avvia miracolosamente verso il pari. Ancora un cambio per Garcia, l’ultimo. Dentro Zerbin e fuori Kvara. COOOOOSAAA?! La reazione del super 77 azzurro è incredula: mano a cuppetiello, labiale senza dubbi e disapprovazione totale. Ok, Rudi posso capire l’alternanza Professore-Olivera. Posso capire, ma anche no, il mancato utilizzo del Cholito ma Kvara no, non me lo devi toccare. Quel cuppetiello te lo sei meritato, perchè anche a mezzo servizio, anche col mal di panza e nervoso, il mago georgiano non si toglie mai, soprattutto in difficoltà e per gli ultimi 4 minuti, recupero compreso. Mai.

L’inquisizione

Ed ecco che arriviamo ad oggi, dopo un weekend di inquisizione. L’amarezza dei tifosi è palpabile ed è giusto che sia così. Non per i risultati altalenanti in un nuovo ciclo post scudetto ma per il dispiacere di vedere un Napoli nell’atteggiamento e nell’identità troppo diverso a quello che solo qualche mese fa ha scritto la storia. Verso chi puntare il dito? Il tempo che scorre veloce ma ancora troppo lento per dare una sentenza definitiva. Alle scelte caotiche di un allenatore che vuole adattare troppi giocatori al suo credo imponendosi che debba essere totalmente diverso dal passato più recente, ancora a un mercato non ancora all’altezza dei campioni d’Italia e a un abbandono poco graduale delle motivazioni dopo aver conquistato un traguardo storico. Sono risolvibili? Assolutamente sì, si spera in tempi brevi e con tanto lavoro. Intanto, alla prossima con le Pillole del Campionato del Napoli!

Alessia Bartiromo
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