fbpx

Atalanta Napoli nel segno di Walter Mazzarri

Atalanta Napoli

Atalanta Napoli nel segno di Walter Mazzarri

Il Cds, attraverso le sue colonne, sottolinea alcune essenzialità sul ritorno del nuovo (vecchio) tecnico del Napoli: “l’ironia, la leggerezza, l’emozione di Mazzarri senza un filo di finzione”.

Non si può parlare della 13esima giornata di campionato, di Atalanta Napoli, senza sottolineare il cosiddetto “romantico ritorno” di Walter Mazzarri sulla panchina della squadra del presidente Aurelio De Laurentiis.

Un lungo feeling tra Mazzarri e il Napoli

E’ come se un lungo feeling, mai interrotto, abbia ripreso vigore in questi giorni e si sia trasformato in affetto immenso verso i colori di una società che, e sia bene sottolinearlo, ti avvolge con il calcio, ma ti entra nella testa e nel cuore per i puri sentimenti che si respirano ovunque in città, ma anche tra gli stessi calciatori che compongono il gruppo.

Sono sensazioni difficili da spiegarsi, ma facili da individuare se soltanto si guardasse Mazzarri da vicino e ci si concentrasse sulle parole e sul modo di esprimerle da parte del tecnico.

Mazzarri: “Dopo 23 anni di carriera…sono emozionato”

Il Corriere dello Sport ha voluto cogliere, oggi, il vero significato delle prime parole dell’allenatore profferite all’inizio della conferenza stampa: “Dopo 23 anni di carriera in panchina, sono emozionato” e, sottolinea il Corriere dello Sport, nella prima uscita pubblica del neo-tecnico del Napoli “non c’è un filo di finzione, né un atteggiamento posticcio, perché in fin dei conti dev’essere come tornare nel giardino dell’infanzia e ritrovarsi di nuovo e ancora l’altalena e magari anche i sogni, certo una dimensione nuova, una leggerezza che non pareva gli appartenesse e un senso dell’ironia insospettabile”.

Inoltre: “Devo stare attento, sennò dite che mi lamento: ho dormito dodici ore al giorno, sto bene, sereno, tranquillo…». Nel momento in cui Atalanta-Napoli inizierà, saranno trascorsi 3.842 giorni dal suo addio del 19 maggio del 2003, da quello strappo anche fisiologico che bisognava darsi («era finito un ciclo») e voltandosi, annaspando tra le pagine del proprio vissuto, viene scontato domandarsi cosa sarà adesso”.