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Dall’Arsenal all’Atalanta, la stagione del Napoli prosegue: se ne parla a Radio Crc

allenamento a porte aperte San Paolo Napoli

Fontana: l’Atalanta non è più una sorpresa, è una realtà. Per me è allo stesso livello della Lazio, davanti la Fiorentina, subito dopo le big. Il quarto posto e la vittoria in Coppa Italia sarebbero un traguardo storico. Verrà a Napoli con la migliore formazione possibile

In diretta a ‘Un Calcio Alla Radio’, trasmissione in onda su Radio CRC, sono intervenuti giornalisti ed opinionisti per parlare dell’eliminazione del Napoli dalla Europa League ad opera dell’Arsenal e del match di campionato che la squadra azzurra disputerà lunedì al San Paolo contro l’Atalanta

 

Patrizio Oliva, pugile olimpico: “Che delusione, è mancato il carattere”

Patrizio Oliva, pugile olimpico: “Battere l’Arsenal richiedeva maggior carattere all’andata, non era un’impresa. E’ stato un fallimento che imputo solo ai calciatori, sono venuti meno a livello caratteriale, non c’era né l’atleta né l’uomo: sono veramente deluso. C’era paura di vincere e a questi livelli non è concepibile, sono stati surclassati nel carattere.”

Francesco Fontana, Gazzetta dello Sport: “L’Atalanta non è più una sorpresa, nei prossimi anni lotterà per la Champions League”

Francesco Fontana, Gazzetta dello Sport: “L’Atalanta non è più una sorpresa, è una realtà. Per me è allo stesso livello della Lazio, davanti la Fiorentina, subito dopo le big. Il quarto posto e la vittoria in coppa Italia sarebbero un traguardo storico, ma non si deve più parlare di sorpresa.

L’Atalanta ha reso pubblico il bilancio nei giorni scorsi ed è, tra quelle che sono davanti in classifica, l’unica ad essere in positivo. Quando avrà completato i lavori per lo stadio, potrà lottare stabilmente per le prime posizioni e lottare per la Champions League. E’ una mancanza di rispetto, ad oggi, parlare di sorpresa, sono anni che sono lassù.”

Fabio Gennari, Radio Dea: “A Bergamo tutti pazzi per l’Atalanta. Tre anni fa si parlava di salvezza, oggi di Europa.”

Fabio Gennari, Radio Dea: “L’Atalanta è l’unico progetto innovativo di calcio in Italia, tra le uniche 8 con un bilancio sano e l’unica che ha già raggiunto il suo obiettivo di inizio stagione, ovvero la permanenza in serie A. Se dovessimo vincere la coppa Italia sarebbe la seconda volta dopo 56 anni.

Oggi gioca il miglior calcio d’italia ed è forte a livello atletico. Verrà a Napoli con la migliore formazione possibile, non penserà alla Coppa Italia perché questo ultimo mese per il campionato sarà fondamentale.

Qualche anno fa si parlava di salvezza, mentre nel giro di tre quattro anni si è iniziato a parlare di Europa. Da parte della società c’è grande affetto verso i propri tifosi. Vicino a noi ci sono città con squadre più blasonate, ma l’Atalanta te la porti dietro da quando sei piccolo. L’anno scorso, dopo la partita di Napoli, l’aeroporto era pieno di tifosi pronti ad accogliere affettuosamente la squadra. Se dovessimo arrivare quarti e vincere la coppa Italia ci sarebbe una festa esagerata.

Mancini non è del nostro settore giovanile, ma quest’ultimo è la vera forza della nostra squadra. L’Atalanta ci ha davvero fatto uscire matti, c’è tanta passione verso questa squadra. A Napoli, diversamente da Bergamo, non c’è lo stesso attaccamento tra società e tifosi, basti anche pensare al caso Insigne, fischiato nelle ultime partite.”

Sebastiano Vernazza, Gazzetta dello Sport: “Qualificazione persa nei primi 45 minuti di Londra.”

Sebastiano Vernazza, Gazzetta dello Sport: “Mertens sembra abbia fatto dichiarazioni da fine ciclo. La partita di giovedì è finita dopo mezz’ora. In questi 180 minuti sono stati decisivi i primi 45′ di Londra: lì sono state stroncate le possibilità di vittoria degli azzurri.”

Fulvio Giuliani, RTL 102.5: “Bisogna capire cosa vuole la società ma servono giocatori di livello europeo.”

Fulvio Giuliani, RTL 102.5: “Bisogna capire quali siano i reali obiettivi del Napoli. La squadra può competere a buoni livelli europei, come l’Europa League, ed a livello nazionale, ma bisogna capire cosa vuole realmente fare la società. Se il Napoli non fa investimenti oltre budget, però, la dimensione è questa, non si può andare oltre.

Questo non vuol dire non poter vincere ma significa provare a vincere tramite determinate scelte; Fabian Ruiz, ad esempio, è forte e giovane ma non è un talento europeo, non è come Ramsey. L’Arsenal è molto più europeo. Nella prossima stagione possono esserci tutti i calciatori di oggi ma servono due o tre giocatori, che non costino per forza cento milioni, che possano portare il Napoli a fare il salto di qualità a livello europeo. Chi parla di fallimento non ha capito la politica della società; chi si accontenta, invece, rischia di non vincere mai.”

Nando Coppola, ex Napoli ed Atalanta: “Questo Napoli è diverso dal mio Napoli. Meret? Ha un grande futuro.”

Nando Coppola, ex Napoli ed Atalanta: “In occasione del gol di Lacazette credo che Meret abbia sbagliato ad anticipare il movimento ma fa parte del percorso di crescita di un portiere che può diventare fortissimo.

Non conosco le dinamiche attuali interne alla società ma ai miei tempi era diverso: c’era un piccolo centro sportivo, un piccolo settore giovanile, si respirava un’aria più familiare. Sono stato bene in quel Napoli ma erano altri tempi, il calcio si è evoluto. Il fatto che il Napoli sia in pianta stabile ai vertici del campionato, da diversi anni, non va sottovaluto.

E’ normale che bisogna ragionare con la passione ma quest’ultima, spesso, porta a fare il passo più lungo della gamba per provare a vincere. Prima c’era la voglia di regalare gioie ai tifosi, i giocatori stessi erano i primi tifosi.”

Gianluca Monti, Gazzetta dello Sport: “Serve un maggior coinvolgimento dei tifosi.”

Gianluca Monti, Gazzetta dello Sport: “Il percorso di crescita non deve essere legato soltanto al calciomercato ma a tanti altri aspetti: alle strutture, alla società, al riavvicinamento verso la città. Napoli non chiede di vincere a tutti i costi ma pretende una programmazione, chiede un progetto: la città dà tanto alla squadra.

Il voto sportivo a questi anni di Napoli di De Laurentiis è 10, ha fatto tutto quello che poteva fare ma ora serve altro, serve riavvicinare la città alla squadra, serve un vivaio valido, servono rapporti  solidi con i tifosi. Prima il pubblico era diverso perché il rapporto era diverso. I discorsi legati al progresso alimentano i risultati sportivi; la gente vedrebbe che hai investito sulla passione, faresti sentire i tifosi parte integrante di un progetto. Milan ed Inter, ad esempio, pur non essendo più ai vertici del campionato da tempo, riescono comunque a fare il pienone a San Siro perché c’è un diverso rapporto con la gente.”

Marcel Vulpis, dir. Sport Economy: “De Laurentiis grande imprenditore. Difficile vincere dopo l’arrivo di Ronaldo”

Marcel Vulpis, dir. Sport Economy: “Le curve ritengono che De Laurentiis sia un imprenditore. Magari quest’anno non ha portato i risultati sperati, ma i bilanci inutili di questo Napoli negli anni passati sono tanti. Con questa Juventus, soprattutto dopo l’arrivo di Ronaldo, per il Napoli era difficile fare bene. L’ anno scorso gli azzurri hanno rischiato di vincere il campionato, sfumato in quella sfortunata trasferta di Firenze.

Lì dimostrarono di essere una squadra non in grado di fare la differenza nei momenti difficili: quella partita andava vinta. I tanti punti che ci sono oggi tra Napoli e Juve sono legati soprattutto alla presenza di Cristiano Ronaldo. Quest’anno alcuni elementi hanno mollato psicologicamente troppo presto; magari Ancelotti avrebbe potuto gestire meglio questa situazione. De Laurentiis non è mai stato un imprenditore che fa calciomercato a prescindere, non compra  mai senza vendere prima.”

Umberto Chiariello: “Ci vuole decenza nel giudicare questa stagione e quella passata”

Umberto Chiariello con l’edito-radio in onda su Radio CRC: “E’ cominciata la diaspora. Svanito l’ultimo obiettivo di stagione resta da difendere il secondo posto, e non sarà facile, contro l’Atalanta. Gli orobici giocano per due obiettivi, non so se verranno al San Paolo con la testa sgombra; questo potrebbe essere l’unico vantaggio per gli azzurri.

Altrimenti dobbiamo preoccuparci per le condizioni fisiche e mentali del Napoli e per il non gioco che la squadra sta mostrando da troppo tempo. La diaspora a Napoli parte ogni volta al termine del campionato: si dice che Allan abbia già la testa a Parigi, che Koulibaly abbia offerte assurde, che Mertens vada in Cina, che Insigne attenda qualche top club europeo.

Chi scenderà, quindi, in campo l’anno prossimo? Ancelotti ha già gli obiettivi chiari per la prossima stagione. Quella attuale va dal deludente al molto deludente al fallimentare; altri, invece, la ritengono sufficiente mentre alcuni le danno  addirittura un 7 e mezzo in quanto raggiunti gli obiettivi aziendali, essendo quest’anno arrivati secondi in campionato e ai quarti di Europa League mentre l’anno scorso arrivammo secondi in campionato ma uscimmo agli ottavi dell’Europa League.

Tutte le opinioni sono accettabili ma servirebbe un minimo di decenza: vedere un Napoli che regredisce costantemente da dicembre e parlare comunque di stagione positiva significa superare i limiti della decenza. Invito tutti ad usare la decenza quando si parla della stagione scorsa.”

 

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