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Il mercato, le plusvalenze e lo strano caso della Juventus

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Il mercato delle Serie A entra ormai nel vivo, tante trattative in evoluzione ma conta ormai l’aspetto tecnico e basta?

Ormai stiamo per entrare nella fase cruciale del mercato.

Il calciomercato è quel momento dell’anno di natura epica che fa sognare, arrabbiare e perfino litigare i tifosi. Infatti, spesso si accendono numerosi diverbi su chi sarebbe meglio o peggio inserire in organico. In Italia poi si sa, siamo tutti un popolo di allenatori.

Negli ultimi anni, il calciomercato però è cambiato radicalmente. Proprio in questi giorni, in una intervista, l’ex Dg del Napoli Pierpaolo Marino raccontava che ai suoi tempi, si acquistava un calciatore a 10 e se lo si fosse rivenduto a 8 l’anno dopo allora si era registrata una perdita di due.

Matematicamente è un discorso ineccepibile. Nella realtà astratta del calciomercato e dei bilanci delle società di calcio professionistiche, anche le leggi matematiche non contano più.

Oggi acquisti un calciatore a 50 milioni di euro gli fai un contratto di 5 anni, vale a dire che nel tuo bilancio lo stai ammortizzando a 10 milioni l’anno. Se lo stesso calciatore lo rivendi ad esempio a 44 l’anno successivo hai pure realizzato una bella plusvalenza di 4.

Questa premessa è opportuna per capire come ormai non è più solo l’aspetto tecnico a decidere come comporre le rose.

Il Napoli nell’ultimo decennio è stato sicuramente tra le società più virtuose da questo punto di vista. Infatti i bilanci sempre in ordine e mai, o quasi mai, effettuato acquisti che poi a fine anno hanno inciso con segno meno davanti alla chiusura d’esercizio.

Al Napoli però spesso i tifosi hanno contestato il fatto di non aver mai speso tanto da poter competere con la rivale di sempre.

Premesso che la Juventus ha un potenziale d’acquisto nettamente superiore al Napoli –che altro non è che il famoso fatturato di cui Sarri e De Laurentiis hanno spesso parlato– sarebbe opportuno capire come anche tramite altre operazioni, la stessa Juve riesca ad avere un potere di acquisto e di controllo del mercato nettamente superiore ad altre società.

La Juventus, a parte la rosa dei calciatori a disposizione della prima squadra e di quelli dei vari settori giovanili, ha un esercito di calciatori in prestito in giro per l’Italia che supera i 50 tesserati (sono 51).

I giocatori sotto contratto con il Napoli a parte la rosa della squadra A circa una decina.

Il meccanismo che permette alla Juventus di controllare il calciomercato a livello nazionale è di facile intuizione. Infatti con tanti calciatori di belle speranze e giovani, è facile ingolosire le società di seconda e terza fascia. Per una neo promossa ad esempio, avere dalla Juventus in prestito un paio di calciatori da valorizzare, significa tanto.

Allo stesso tempo, la Juventus ha in questo modo la possibilità di poter ricevere in cambio alcuni benefit che non a tutte le società sono concessi.

Il record del costo di acquisto per un giocatore del Bologna è di 18 milioni di euro e appartiene a Orsolini. Quello della Sampdoria è di 19 circa e appartiene a Audero. L’Udinese, invece, non ha mai speso cosi tanto per un calciatore come per Mandragora così come lo stesso Genoa ha fatto con Sturaro.

La caratteristica di questi calciatori è che appartenevano alla Fc Juventus quando sono stati ceduti.

Nessuna operazione illecita o losca, sia chiaro. Ma è alquanto strano che 4 tra le più importanti squadre di serie A, abbiano fatto registrare il proprio record di spesa proprio al supermarket Juventus.

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