Il calciomercato è (sempre) il gioco delle parti

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Il calciomercato è sempre un gioco delle parti, tra chi compra, chi vende e chi, materialmente, tratta gli affari come intermediario.

Il calciomercato, si sa, –Pirandellianamente parlando– è un gioco delle parti. Paragonabile ad una partita a scacchi o, per chi fosse amante dell’azzardo, ad una partita di poker, dove vince soltanto chi riesce ad avere calma e sangue freddo(per citare una canzone)e lucidità mentale. Fuori dal comune.

In questo mercato estivo, il Napoli, come mai era accaduto prima, la sta facendo da padrone, imponendo le proprie condizioni per chiudere le trattative.

Naturalmente è un gioco dove chi vende cerca di massimizzare il profitto e chi compra, cerca di minimizzarlo: il compromesso è sempre un incontro a metà strada di entrambe le parti: venditore ed offerente.

Il Napoli, mai come quest’anno, sta dettando legge in sede di mercato. Il Presidente De Laurentiis ha deciso, in barba al Fair Play Finanziario, dopo 15 anni di virtuosismi esasperati, di spendere a dismisura.

Non si sa se il Presidente sia stato pungolato nell’orgoglio dal passaggio di Sarri alla Juventus, oppure se lo ha capito da sè o glielo hanno fatto capire. Fatto sta che –e qui probabilmente l’esperienza e il palmarès di Ancelotti hanno avuto importanza primaria- quest’anno il Presidente, per la prima volta nella (sua) storia non bada a spese.

Il nome che tiene banco in queste ultime ore è quello di James Rodriguez. Chiaramente il giocatore ha il desiderio di riabbracciare Carletto Ancelotti che lo ha sentito e lo sente tutti i giorni e, per sua stessa ammissione, De Laurentiis potrebbe chiudere la trattativa con una telefonata di tre minuti con Florentino Perez.

Nei giorni scorsi l’ufficio delle comunicazioni del Napoli, tramite il profilo Twitter della Società, ha pubblicato la locandina del remake di un film western: “Quel treno per Yuma”, dove il protagonista è “EL BANDIDO”, in pratica lo stesso nomignolo assegnato (d’ufficio si potrebbe dire) a James.

Se così fosse, sarebbe una mossa veramente brutta. Svelare un acquisto, con una sorta di indizio (i soliti “giochini” che tanto piacciono a De Laurentiis) che può voler dire tutto e voler dire niente. Sarebbe un azzardo ingiustificato, soprattutto se il colpo, per qualunque motivo, non dovesse andare in porto. Almeno in questo, la società, dovrebbe prendere esempio dall’ufficio comunicazione dell’Inter. Di un altro livello.

A proposito di Inter, il secondo punto, di questo gioco delle parti riguarda Icardi. Il Maurito nazionale, scaricato dall’Inter, come fosse un oggetto senza valore (e se 60 milioni di euri sono senza valore…). I nerazzurri, per bocca del suo amministratore delegato Beppe Marotta, dicono di volersene disfare, lanciando chiari messaggi al Napoli e alla Juventus (principali candidate). Ma il puntero argentino dice di volersi accasare coi bianconeri (come se i bianconeri stessero in difficoltà in avanti…) e il Napoli rimane alla finestra.

La bella Uandona Nazionale (sicuramente più Nazionale del marito), ha fatto della comunicazione, una catastrofe naturale: sbaglia sempre tempi, modi e argomenti con cui uscire. Magari lo fa apposta, ma chissà. La bellissima argentina, ha un lato B da urlo, che dovrebbe adoperare per sedersi a tavolino con le dirigenze a mediare per il marito. Piuttosto che mediare per i giornali scandalistici e gossippari. Magari il povero Ma(u)rito potrebbe avere una reputazione migliore.

Ancelotti ha avuto fretta nel sostenere che Icardi piace a molti (e ci mancherebbe altro).

Non ha sottolineato (forse volutamente) che l’anno scorso il fortissimo argentino chiedeva di giocare insieme a Lautaro. Il che vuol dire che potrebbe coesistere tranquillamente con Milik (il quale ha dimostrato di sapersi adattare a prime punte di ruolo, giocando in Nazionale insieme ad un certo Lewandowski). Addirittura, il sir Carletto, sta studiando una strategia per farli giocare assieme.

Il calciomercato è anche questo. Il Napoli che si siede a (non) trattare con la Roma e impone le proprie condizioni per strappare Manolas (uno dei più forti centrali dello scorso campionato). Praticamente ha detto: “Lo prendo io, alle mie condizioni”… inserendo nell’affare Diawara per 21 milioni di euro, mica noccioline.

Insomma il calciomercato è bello perché è vario. Quello che potrebbe concretizzarsi in una estate può dissolversi come un granello di sabbia al vento in un minuto. Viceversa si possono concretizzare in pochi minuti trattative impossibili.

Questa volta, però, alle condizioni di Ancelotti e non del Presidente. L’estate si preannuncia lunghissima e rovente. E chissà se questa volta, che locandina metteranno per annunciare qualche acquisto.

Negli anni scorsi, i tifosi, sicuramente avrebbero affisso locandine di Shining, Psyco o, peggio ancora, Misery non deve morire, visto che le sessioni di calciomercato (soprattutto quelle invernali) – biennio di Benitez escluso- sono state abbastanza povere.

 

 

 

 

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