Caos Napoli: dopo i giocatori, gli ultras prendono di mira anche la società

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Caos Napoli: la protesta degli Ultras dopo i giocatori, si è estesa alla società: sono stati intonati cori contro la dirigenza

Caos Napoli: gli Ultras dopo aver contestato pesantemente i giocatori, hanno continuato la loro protesta, prendendo di mira la società e hanno intonato cori contro la dirigenza.

La tifoseria in un primo momento ha srotolato uno striscione con una scritta eloquentissima: “RISPETTO!” intonando cori contro i giocatori definiti mercenari ed invitati ad andare “a lavorare”.

La veemente protesta dei tifosi, dopo che anche l’ultimo giocatore aveva imboccato la rampa d’accesso verso gli spogliatoi ed avevano chiuso i cancelli, si è rivolta nei confronti della società.

Gli Ultras hanno percorso il perimetro dei distinti, fino all’accesso ai tornelli dai quali hanno poi avuto accesso agli spalti, intonando cori contro la società.

Oggetto della contestazione il presidente Aurelio De Laurentiis, ed il figlio Edo (per molti coinvolto nelle caotiche vicende delle ultime ore). La tifoseria organizzata è infuriata per gli ultimi, scadenti, risultati e ha contestato dapprima i giocatori (protesta proseguita poi dagli spalti) e poi anche la dirigenza.

I tifosi nei confronti del Presidente hanno intonato i soliti cori: “Noi vogliamo vincere!”; “Napoli siamo noi!”; “Aurelio fuori i milioni”.

Dopo questi cori, la tifoseria ha colpito De Laurentiis padre e figlio, accusandoli di cose poco edificanti.

Infine la tifoseria, dagli spalti, ha intonato cori contro alcuni giocatori, in particolare: Mertens e Callejon, invitati ad andare via; Insigne, nei confronti del quale hanno chiesto di revocargli la fascia di capitano; infine nei confronti di Allan quello più bersagliato. Il brasiliano è stato fischiato fino alla fine, anche mentre era in macchina ed andava via.

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