Matafora, allenatore Under 16: “Ancelotti? Col 4-3-3 il Napoli avrebbe maggiore equilibrio”

Matafora

Alessandro Sacco, direttore de ilnapolionline.com, ha intervistato IN ESCLUSIVA, Domenico Matafora allenatore-istruttore della categoria Under 16

Alessandro Sacco, direttore de ilnapolionline.com, ha intervistato IN ESCLUSIVA, Domenico Matafora allenatore-istruttore della categoria Under 16.

In questi anni le scuole calcio sono una fucina per i calciatori del futuro, non solo per il campo ma anche per la crescita a livello umano.

La struttura dell’Internapoli ha dimostrato di essere un fulgido esempio anche per i club internazionali che sono cresciuti e maturati anche per la serietà dei dirigenti e dei suoi istruttori.

Ilnapolionline.com ha intervistato il mister della categoria Under 16 Domenico Matafora sul momento della squadra e sul Napoli di Ancelotti.

Di seguito l’intervista completa:

E’ da poco iniziato il campionato per le varie categorie della scuola calcio Internapoli. Sei soddisfatto del rendimento della tua squadra? “L’inizio della squadra è assolutamente molto positivo la mia under 16 regionale ha iniziato molto bene la pre season e pur essendo un gruppo quasi interamente nuovo sta giocando bene.

Ha vinto le prime 2 gare di campionato ed è un gruppo umile unito che lavora con impegno e serenità e che crede molto nel mio lavoro così come io credo nelle loro capacità.

Abbiamo molto da lavorare però il nostro obiettivo seppur in un girone che vede Squadre fortissime come Materdei CAMPIONE in carica di categoria ed Oasi Giugliano semifinalista l’anno precedente è duplice Centrare i PLAYOFF e cercare di cedere qualche atleta a qualche squadra professionistica”.

Ti aspettavi in poco tempo la crescita della scuola calcio Internapoli anche a livello internazionale? “Mi aspettavo questa crescita perché il presidente D’Auria è un uomo concreto capace e lungimirante. Sa scegliere bene il suo staff.

Essendo con lui da 13 anni è per e e per tutti noi motivo di grande orgoglio vedere l’Internapoli così in alto. Ma noi vogliamo migliorare ancora e andare sempre più avanti anche se già ora siamo tra le migliori realtà della regione ma bisogna avere sempre l’umiltà di voler migliorare e l’ambizione di salire di livello”.

Un parere sul momento del movimento femminile che può crescere in Campania? “Seguo con interesse e simpatia il movimento del calcio femminile esploso molto negli ultimi anni. Noi stessi abbiamo una leva di calcio femminile all’Internapoli e tutti noi seguiamo le nostre atlete con simpatia.

Credo possa svilupparsi ancora di più. Perché ci sono sicuramente le competenze e il materiale umano per portare a livello nazionale il calcio femminile ai massimi in campo europeo”.

Sul settore giovanile in generale cosa manca per fare il definitivo salto di qualità in campo internazionale?Il settore giovanile italiano e campano è sicuramente capace di competere ad alti livelli manca forse qualcosa a livello di strutture.

Intendo campi con palestra aule per lezioni tattiche raggruppate in un unico centro in modo da fare delle vere e proprie cittadelle dello sport per far crescere i ragazzi a 360 gradi. 

Inoltre si potrebbero fare delle riunioni tecniche tra addetti ai lavori di varie nazioni per completarsi reciprocamente e conoscere anche dinamiche diverse tra i ragazzi di diverse nazionalità. Sicuramente non mancano in Campania addetti ai lavori competenti e materiale umano di grande livello”.

Tu fossi in questo momento nei panni di Carlo Ancelotti faresti un cambio tattico o ti comporteresti in maniera diversa?Per quanto riguarda il Napoli lungi da me permettermi di dare consigli ad un mostro come mister Ancelotti.

Però credo che il problema sia in mezzo al campo dove per caratteristiche tecniche e dinamiche si fa poca fase passiva e di contrasto. Magari giocare a tre permetterebbero di portare nei propri ruoli tanti giocatori e permettere loro di giocare secondo le loro attitudini.

Insigne in primis ma anche Ruiz, Zielinsky Lozano. Tutta gente da 4-3-3. Così facendo garantendo anche maggiore copertura alla difesa che deve difendere sempre palle scoperte perché manca il filtro in zona mediana”.

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