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COVID-19 detto Coronavirus – La Juve avvisa “Colpisce solo i tifosi lombardi e veneti”

tifosi lombardi

Rinviate 5 partite della settima giornata di Campionato, il Coronavirus si ambienta tranquillamente in un’Italia già divisa in due. Al Nord si tutelano i tifosi, al Centro e al Sud possono rischiare il contagio

Era prevista una partita importante: la sfida scudetto tra Juventus ed Inter. Chi è abituato a vincere sa anche come giostrare e rivoltare le situazioni a proprio vantaggio. Il rinvio delle partite di Serie A previste al Nord per questa giornata di campionato mette molti in difficoltà. Ma non tutti.

La polemica nasce dopo la decisione di rinviare le partite invece di giocarle a porte chiuse. Perchè era quella la soluzione che in prima battuta era stata trovata. Il problema nasce nei rimborsi ai tifosi. Oggi la spiegazione che è stata data per giustificare la decisione riguardava la perdita di immagine e di fatturato della Serie A.

 

In realtà dobbiamo tornare indietro di qualche giorno per comprenderne al meglio le ragioni. A quando il Codacons ha minacciato un’azione legale contro la Juventus.

L’unica squadra in caso di partita a porte chiuse, a non rimborsare i tifosi

Dopo la comunicazione dell’eventuale chiusura degli stadi al pubblico, immediata è scattata la difesa: in caso  di chiusura da parte del Governo, quindi non imputabile all’organizzatore, non è dovuto il rimborso del biglietto. In realtà chi possiede impianti di proprietà può permettersi di gestire la situazione in modo autonomo in base al regolamento approvato e sottoscritto dagli stessi tifosi al momento dell’acquisto di un tagliando o di un abbonamento. E’ il caso della Juventus che ‘stenta’ a dare spiegazioni chiare su eventuali rimborsi ai propri tifosi.

Questo il motivo per cui alcune associazioni di consumatori hanno deciso di muoversi contro la società

“Abbiamo diffidato ieri la Juventus, intimandogli di rimborsare integralmente il singolo titolo di accesso e la quota parte dell’abbonamento. Se non lo farà scatteranno le azioni legali a tutela dei tifosi”. Tra questi c’è anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori che ha deciso di intervenire direttamente con una diffida alla società campione d’Italia che critica la mancanza di “un impegno preciso e concreto” da parte della società di Agnelli.

 

Adottando a pretesto le “clausole contrattuali” definite dall’associazione pro consumatori come vere e proprie “clausole vessatorie” al grido di “i tifosi vanno rimborsati integralmente senza se e senza ma”

Occorreva uscire dall’empasse, salvare faccia e portafoglio. Meglio ricorrere alla Lega

Così il Corriere della Sera: “La Juve non voleva giocare a porte chiuse. Fortissime le pressioni del club bianconero sulla stessa Lega. A quel punto anche il Milan ha preteso lo spostamento, quindi anche la sfida con il Genoa, domenica alle 12.30, è slittata. Surreale il destino di Udinese-Fiorentina. I viola dal venerdì in Friuli in attesa della partita, che si sarebbe dovuta svolgere alla Dacia Arena sabato alle 18. La Fiorentina è furiosa. Ma su questa gara, ha pesato molto anche la diffida inviata alla Lega dal governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga. Lui è stato chiaro: qui non si gioca”.

Se l’Inter dovesse arrivare alla finale di Coppa Italia e in quella di Europa League, in programma il 27 maggio, non avrebbe più date libere per recuperare il match con la Sampdoria.

Se lo chiede anche Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter. “Siamo in un momento delicato in cui ci sono problematiche di salute ed economia e lo sport viene dopo, ma facendo autocritica la cosa poteva essere affrontata prima senza prendere decisioni all’ultimo momento, e questo lo affermo in maniera molto decisa”. 

 

I criteri per rinviare o chiudere gli stadi non sono uguali per tutte le partite: in Liguria si sono contati al momento 20 contagi oltre alle comitive lombarde e piemontesi.

E mentre si aspetta di capire se il prossimo turno si giocherà normalmente, magari il virus potrebbe improvvisamente sparire, resta da dirimere la questione Coppa Italia. In programma mercoledì allo Stadium, la sfida Juventus-Milan non sembra essere in discussione. Secondo la Lega si giocherà sicuramente: ma il rischio è quello delle porte chiuse. E rinviarla sembra davvero impossibile.

Però dai vertici hanno subito trovato la scappatoia, come subito riportato dalla redazione online de La Stampa, la soluzione potrebbe essere che la partita Juve-Milan di Coppa Italia si giocherà a porte aperte, ma potranno accedervi soltanto coloro che sono residenti in Piemonte.

 

Ancora più inspiegabile come soluzione: siamo in presenza di un virus capace di distinguere tra Lombardi e Piemontesi.

Ci pensa il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, a calmierare e confondere ancora di più le idee

“L’emergenza a seguito dei casi di Coronavirus in Italia ha costretto il Governo e le altre autorità a prendere decisioni impopolari, ma necessarie.  Decisioni che devono essere modulate e aggiornate in base all’andamento dei dati e ai consigli della comunità scientifica”.

Ma se veramente si fosse pensato all’incolumità di TUTTI i tifosi, si sarebbero rinviate tutte le partite. Dal Nord al Sud  il COVID-19 contagia e miete vittime, in modo alquanto democratico. Forse molto più democratico e realista della Lega. Anche perché tutti gli altri sport si sono fermati in tutta la nazione, la Lega ha fermato solo alcune squadre di Serie A. Continuano a giocare lungo la penisola le squadre delle serie minori senza alcuna limitazione.

Nell’isolare il Virus, qualcuno ha deciso che ad essere contagiati possono essere solo i tifosi della squadre di Serie A lombardi e veneti.

Questo accadeva solo sabato sera, ai fiumi di parole dette e scritte è seguito un consiglio straordinario della Lega Calcio in videoconferenza domenica pomeriggio. Che si è concluso con Lotito furioso che a nome di altri club ha minacciato la dirigenza di diffida. Finalmente, lunedì sera, una mezza decisione ancora in fase di definizione.

 

 

La partita tra Juve e Inter verrà spostata a lunedi 9 marzo e nello stesso weekend recuperate le partite rinviate. Il previsto turno di campionato, verrebbe inserito tra il 12 e il 14 maggio così da rispettare la chiusura del 24.

Questa è la bozza dell’intesa raggiunta tra Figc e Lega Calcio, che dovrà essere confermata mercoledì. Chiaramente presuppone che lunedì 9 cessi il divieto di apertura delle manifestazioni sportive al pubblico in vigore fino alla mezzanotte di domenica.

Campionato salvo e Coppa Italia pure

Resta confermato il divieto per i residenti in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna oltre che delle provincie di Savona e Pesaro/Urbino. Praticamente le regioni con il maggior numero di contagiati. Una decisione discordante con le altre iniziative del Governatore del Piemonte Cirio che ha prolungato la chiusura delle scuole fino al 9 marzo. Ma, pur lasciando chiuse le scuole, è stata autorizzata la riapertura di cinema e musei nel tentativo di normalizzare la vita in Piemonte.

Giovedì si disputerà regolarmente l’altra semifinale tra Napoli e Inter, in un San Paolo con le porte aperte a tutti. Il Presidente De Laurentiis è stato chiaro: porte aperte oppure chiuse ma a tutti.

Se qualcuno se lo chiedesse, i contagi sono ovunque.

 

 

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