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La rivoluzione francese di Sinner, fuga da Parigi-Bercy

Casa Napoli - Jannik Sinner

Oggi, intanto, la Super-sfida fra Djokovic e Rune

Jannik Sinner. Piaccia o meno, Jannik Sinner è uno che non le manda a dire. Tutti, oramai, saprete della vicenda che lo ha visto coinvolto al Master 1000 di Parigi-Bercy e della (saggia) decisione, da parte del numero quattro del mondo, di salutare anzitempo il torneo transalpino. Colpa degli orari balordi e di una gestione un po’ scellerata – eufemismo – da parte dell’ATP, l’organo principale del tennis professionistico. Terminare una gara alle tre del mattino, infatti, non è esattamente come sorseggiare un kir sulla Rue Lepic.

Soprattutto quando, da lì a poche ore, è previsto un nuovo match. Del resto, il buon Jannik, è sempre andato avanti per la propria strada, anche quando le sue scelte sono sembrate un po’ di convenienza ed impopolari (una su tutte, quella di rinunciare alla Coppa Davis dello scorso settembre). In un universo cosmico fatto di tranquilli – e talvolta ipocriti –Signor Sì”, come quello del Tennis mondiale, ben vengano delle decisioni prese con una certa personalità. È altrettanto chiaro, naturalmente, che se Sinner avesse avuto bisogno dei punti necessari alla qualificazione per le “Finals” di Torino che, ricordiamo, si terranno il prossimo 12 Novembre, probabilmente non avrebbe alzato lo stesso polverone di questi giorni.

Ad ogni modo, nelle ultime ore, in tanti si sono schierati a favore del tennista del Trentino-Alto Adige. Da Paolo Bertolucci ai “colleghi” Casper Ruud e Stan Wawrinka. L’ex “partner in crime” di Panatta, tra l’altro, ha postato un tweet eloquentissimo: “Da membro fondatore dell’ATP trovo vergognoso che i giocatori lascino da solo un collega e non si espongano collettivamente contro lo scempio degli orari cui sono sottoposti.”. Intanto, come cantavano quei mostri sacri dei Queen, the show must go on, ed in terra transalpina è già tempo di quarti di finale.

L’incontro che spicca maggiormente è sicuramente quello tra Novak Djokovic e l’attuale campione in carica del Master francese, Holger Rune. Il giovane tennista danese, simpatico ai più come una carie dentale, è a caccia di punti utili per le suddette “Finals”, mentre il campione serbo vuole confermare il suo (solito) status da macchina da guerra. Alquanto interessanti, pure gli altri match di giornata. Il servizio e la solidità di Hurkacz (anch’egli in cerca di un lasciapassare per Torino) se la dovranno vedere con la classe cristallina di Grigor Dimitrov. Stefanos Tsitsipas, invece, cercherà di spuntarla contro uno degli ossi più duri del circuito, quel Karen Khachanov che non è mai facile da affrontare. Soprattutto in un’annata difficile come quella vissuta dal forte, fortissimo tennista greco. Conclude la giornata, la gara (apertissima) fra Rublev e De Minaur.

E chissà come sarebbe stato il cammino di Sinner se non avesse deciso di ritirarsi. L’unica cosa certa è che dovranno cambiare un bel po’ di dinamiche, all’interno del circuito, per far sì che non si vada più incontro a problematiche relative ad orari e (sacrosanti) tempi di recupero. Più che altro, sarebbe auspicabile una sorta di rivoluzione-presa di coscienza, anche da parte di tutti quei tennisti che, ad oggi, sono rimasti silenti. Sinner ci ha messo la faccia. Per una volta, il bravo ragazzo dal talento smisurato, è diventato il “Rebel Rebel” cantato da David Bowie. Bercy come la Bastiglia.