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Lettera a Gigi Riva morto. Il suo calcio a testimonianza di un’epoca di grandi sentimenti.

Gigi Riva

Lettera a Gigi Riva morto
Caro Gigi te ne sei andato prima di quanto noi, tuoi fans, volevamo che accadesse.

Ci hai lasciati un po’ per la tua testardaggine, che tutti noi ti riconosciamo, un po’ per la tua notorietà che ha portato i medici ad una estrema delicatezza di comportamenti nei tuoi confronti.
Or dunque, se tu avessi dato il consenso ti avrebbero sottoposto a coronarografia e ti avrebbero fatto un’angioplastica che probabilmente ti avrebbe salvato la vita (c’è gente che ne ha subìte più di una di angioplastica e… vive!).

Tu hai rifiutato.

Ci si domanda: “qual è la responsabilità del medico che ha desistito dinnanzi al tuo rifiuto”?

Di fatto, costui, si è trasformato in chi ha assistito alla tua morte!!!

C’è da dire, però, che in Italia non esiste ancora la possibilità di morte assistita.

E’ bastato dunque un diniego per lasciarti andare via da questa vita terrena?

L’ esperienza di chi scrive è fatta di medici che in tutta fretta mi hanno introdotto in sala operatoria per salvarmi la vita e, sono convinto che, anche se non avessi firmato, mi avrebbero comunque condotto alla salvezza…e chi se ne frega di una firma su un foglio insignificante!

I tifosi del calcio amano Gigi Riva

Avrebbero, così come hanno, messo tutto a posto burocraticamente, ma avrebbero assolto alla loro missione imposta dal giuramento di Ippocrate: salvare la vita umana.
Caro Gigi, per significarti ancor di più le italiche nefandezze ti parlo della burocrazia nel mondo del lavoro…quando il personale si ammala deve chiedere il permesso!!! E’ inutile che stia qui a spiegarti il significato di tutto ciò.

Sono queste, parole dettate dal dolore e dall’immenso dispiacere di aver perso un grande calciatore del passato, ancor di più un fratello maggiore che ci ha insegnato a gioire del calcio per le grandi giocate che un atleta vero come te ha saputo donare nell’arco della sua carriera.

Amico mio concludo dicendo che la tua notorietà, il tuo essere un campione, Rombo di Tuono, l’Hombre Vertical…ti ha ucciso.

Fossi stato un normale cittadino non avrebbero perso tempo a ringraziarti per ciò che hai fatto per la Sardegna, a chiederti se potessero, a convincerti del fare, ti avrebbero spinto in emodinamica e avrebbero in qualche modo…risolto il problema.
Mi dispiace tanto fino al punto che per quello che è successo, per la tua dipartita (che prima o poi riguarda tutti), tu fossi stato nessuno, forse saresti ancora tra i vivi.
Noi siamo tuoi estimatori e piangiamo la tua morte, ma sanno i medici il dolore che la tua scomparsa ha prodotto nei tuoi figli, Nicola e Mauro, e nelle tue splendide nipotine?

E’ andata così, purtroppo, quanto successo era forse segnato.
Addio amico mio, che la terra ti sia lieve e se ti capita di incontrare D10S salutalo per noi.