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Carichi di lavoro e prevenzione: le ginocchia del Mister

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Le ginocchia del Mister: prevenzione e carichi di lavoro

I carichi di lavoro nella moderna preparazione al campionato

Nell’ultimo decennio l’evoluzione della tecnologia e la formazione continua dei preparatori atletici hanno contribuito a creare dei nuovi modelli di allenamento, attenti alla distribuzione dei carichi di lavoro e mirati a preservare l’integrità fisica degli atleti.

Non si sottrae all’avanguardia lo staff di Mister Ancelotti, costituito da componenti giovani e preparati che lavorano in base alle nuove tecniche e secondo gli studi più recenti.

Dimaro 2019: addio agli sforzi da Hulk

La testimonianza arriva dagli ultimi ritiri azzurri in Val di Sole. Il lavoro viene svolto in palestra e sul campo sotto stretto monitoraggio. Sono ormai superati i tempi di “Zemaniana memoria”, in cui il ritiro pre campionato consisteva in una continua stimolazione delle articolazioni, sottoposte a carichi pesanti, salti, lavoro su gradoni, ripetute in salita e corse nei boschi.

Lo sa bene Carlo Ancelotti perché paga tuttora le conseguenze dei duri allenamenti di quando era calciatore. Plurimi infortuni ed altrettanti interventi chirurgici alle ginocchia. E se il tecnico non è ancora arrivato a dover innestare delle protesi è solo grazie alla perdita di peso degli ultimi anni, che gli permette di tirare avanti ancora per un po’.

Lo stesso allenatore, nella conferenza stampa di apertura del ritiro 2019 (VIDEO INTEGRALE), ha dichiarato l’importanza di un’attività di preparazione stagionale ragionata. L’obiettivo è rendere i calciatori pronti per l’inizio del campionato senza aver riportato infortuni evitabili e soprattutto preservando la loro condizione ossea e muscolare e di conseguenza il benessere psico-fisico.

Lavoro sul campo con la “macchina infernale”

Addestramento dunque eseguito sull’erba di Carciato. Il centro sportivo ha visto anche l’allestimento di un tendone adibito a palestra. Il Mister ed il suo staff hanno incentrato le sessioni sul lavoro di riscaldamento in palestra e con esercizi a corpo libero prima della discesa in campo ed esercitarsi con la palla.

La new entry di quest ritiro è stata la macchina infernale, un dispositivo montato su un carrello con ruote. Altro non è che un PC dotato di un software speciale che consente di monitorare stato fisico ed intensità della prestazione degli atleti, grazie al collegamento diretto con altri congegni presenti sul terreno di gioco o direttamente sul corpo dei calciatori. Il Mister ha dichiarato che è un’apparecchiatura già utilizzata da tempo a Castel Volturno.

I primi frutti dei carichi di lavoro

Le amichevoli a Dimaro si sono giocate in tre momenti diversi della preparazione. Benevento in apertura, Feralpisalò nel mezzo e Cremonese in chiusura coincidono perfettamente con acerbità, accelerazione ed estremità massima del carico di lavoro. Il tutto condito da una serie di esperimenti tattici, attuati in una rosa che si è man mano completata, all’inizio piena di giovani e con i nuovi acquisti.

Se qualche tifoso ha rumoreggiato per i risultati e per l’espressione di gioco non al massimo delle prime sfide, si è anche ricreduto nei primi due impegni internazionali contro Liverpool e Marsiglia. Il Napoli ha infatti espresso un ottimo gioco, mettendo in pratica tutte le trame tattiche provate in ritiro e divertendo anche i tifosi. Soprattutto buona condizione da parte dei calciatori chiamati in causa.

In vista delle ultime due sfide contro il Barcellona e dell’inizio del campionato si può affermare che il lavoro svolto a Dimaro stia dando delle buone e rassicuranti risposte. Con la speranza di raccogliere sempre frutti migliori durante il cammino.

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