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La Champions del Napoli dalla A alla Z – Red Bull ti mette le ali, il Napoli ritrova Insigne e spicca il volo

La Champions del Napoli dalla A alla Z ha il sapore d’alta quota, la stessa che proietta gli azzurri al primo posto nel girone E a ben sette punti, uno in più persino del Liverpool.

Una gara come previsto maschia, ostica, intensa e dalle mille emozioni contro un Salisburgo a ritmi altissimi e mai domo: grande spettacolo alla Red Bull Arena con Dries Mertens che supera le reti azzurre di Maradona con una doppietta (LEGGI I DETTAGLI) terminando poi la contesa con la marcatura di Insigne che corre ad abbracciare Ancelotti. Ma non solo questioni di campo: il desiderio Ibrahimovic, i rinnovi in casa partenopea, l’esordio di Luperto, le dichiarazioni della settimana: questo e molto altro nella Champions del Napoli dalla A alla Z!

A come Al 1′

Dolci ed amari i ricordi legati al Salisburgo ed alla scorsa Europa League, con un po’ di giusto e doveroso timore reverenziale che accompagnava la vigilia di questo match di Champions. L’avevamo già dichiarato ai microfoni di Radio Nuova Vomero (LEGGI L’ANALISI PREPARTITA), in Austria non sarebbe stata una passeggiata con i padroni di casa che non avrebbero regalato nulla. Eppure, sembrava che dal 1′ che le cose si stessero mettendo proprio bene: un gran tiro da fuori area di Dries Mertens e doppia occasione azzurra. E se chi ben comincia è a metà dell’opera…

B come Biancorosso

Nella Champions del Napoli dalla A alla Z c’è spazio per tutto: ogni dettaglio, ogni sfumatura, ogni emozione. E tra queste c’è sicuramente il bellissimo colpo d’occhio della Red Bull Arena che accoglie le squadre in campo al momento del consueto inno Champions con una coreografia biancorossa davvero da applausi. I volti emozionati e gli occhi lucidi dei bambini che hanno accompagnato i 22 giocatori in campo dicevano già tutto, per un momento di gran calcio e di spettacolo che ha segnato il giusto preludio ad una gara più che tambureggiante.

C come Colpa di Sarri

Riavvolgiamo un po’ il nastro di questa Champions del Napoli dalla A alla Z e voliamo subito al pre partita di Salisburgo, precisamente alla conferenza pre gara di mister Ancelotti. Alla domanda del rendimento azzurro in trasferta nella massima competizione europea per club, la risposta del tecnico è stata questa: “Il Napoli non vince in trasferta in Champions League da tre anni? Non è solo colpa mia, è colpa anche di Sarri…” (LEGGI LE PAROLE DI ANCELOTTI). Effettivamente, non fa una piega. Detto fatto: si torna a vincere, si infrange il record interno del Salisburgo e tanti meriti. Ma solo per Carletto, questa volta!

D come Dipende da lui

Proseguiamo spediti verso gli off topic. Ma di quelli belli, vi assicuro. Non parliamo di una suggestione bensì di un desiderio. E’ questo il commento del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che rincara la dose di sogni e speranze su un possibile futuro azzurro di Zlatan Ibrahimovic (LEGGI QUI LE DICHIARAZIONI DI DE LAURENTIIS). L’intenzione ormai è chiara e se ne discute: ancora senza scomodare la fattibilità, lontana, impercorribile, nettamente prematura. Eppure è così bello e come ha ribadito anche sir Ancelotti, il sol fatto che un giocatore della caratura di Ibrahimovic possa essere accostato al Napoli, è un onore per tutti…ed al contempo anche bellissimo. Fioccano le indiscrezioni, le conferme (QUI LA CONFERMA DELLA GIORNALISTA) ed anche i sorrisi: chi vivrà vedrà e chissà, magari l’azzurro potrebbe davvero donare ad un campione come Zlatan.

E come Esordio

Tempo di forfait, come quello di Manolas che non ha recuperato dall’acciacco di sabato scorso al costato ma soprattutto di esordio, come quello in Champions da titolare per Sebastiano Luperto. Leccese ma ormai napoletano d’adozione, classe 1996, ha tenuto ben a bada l’emozione, coadiuvato anche dal veterano partenopeo Koulibaly, protagonista soltanto di qualche sfumatura. Buona la prima, ancor più per la vittoria: ad maiora!

F come Fuorigioco

Benedetto sia il fuorigioco, soprattutto quando fischiato contro e quando la narcolessia da difesa ti ha improvvisamene colpito tra una Red Bull ed uno strudel. Se in avvio rubrica abbiamo detto che il Napoli sin dal 1′ era partito proprio bene in quel di Salisburgo, con il passare del tempo i padroni di casa sono emersi…proprio quando mi sono momentaneamente allontanata dalla tv per una sosta bagno. No, non si fa. Non si può segnare quando non ci sono, in quel minutino lì. Ecco che torna il rispetto e la rete viene giustamente annullata per fuorigioco. Di tre. E vi dico solo che alla sosta bagno seguente, ha segnato Mertens. Scaramanzia.

G come Guanciotte

Il momento più bello della serata di mercoledì ed anche della Champions del Napoli dalla A alla Z, è sicuramente quando il nostro cuore si è sciolto come neve al sole…o come gli imperituri 30 gradi di Napoli il 24 di ottobre. E’ il 73′ quando il solito ragazzino terribile Haland ha appena siglato il nuovo pari dei padroni di casa. Lorenzo Insigne è entrato in campo da meno di 10′, prende palla, non dà neanche il tempo al cameraman di cambiare inquadratura, allo speaker di togliere la musichetta del gol del Salisburgo ed ecco che pennella la più bella delle traiettorie. Miguel vede la sfera insaccarsi lentamente ed inizia così la corsa d’amore del capitano azzurro, non verso i compagni ma verso di lui, Carlo Ancelotti. Si guardano, si abbracciano, si stringono le guance. Amici come sempre, da sempre, forse per sempre. Perchè anche nel calcio così come nella vita, si possono avere degli screzi ma con la stima ed un sano confronto tutto passa e tutto si supera, per il bene della propria squadra e di una città che ha bisogno di entrambi per volare sempre più in alto (LEGGI IL MEA CULPA DI INSIGNE). E siamo certi che ci siamo uniti davvero tutti in quello splendido abbraccio di gruppo.

H come Haland

Segnatevi questo nome, Erling Braut Håland. Meno cacofonico di Minamino e sicuramente più nordico di Hwang Hee Chan (letto un po’ alla napoletana ndr…), l’attaccante classe 2000 del Salisburgo ha sorpreso davvero tutti. I paragoni si sprecano: il primo Ibrahimovic, persino un giovane Bobo Vieri: fatto sta che bomber lo è già, con una doppietta in saccoccia contro il Napoli e ben 65 reti all’attivo fino alla Nazionale norvegese Under 21. Grande fiuto per il gol, grande fisicità ed anche sforna-assist, questo è indubbio. Noi però, vi sveliamo una cosa che in pochi sanno. Tra tutte le grandi qualità tecnico tattiche che vanta infatti, ha un pregio che sicuramente vi piacerà: nonostante i suoi 19 anni, ha già rifiutato la Juventus ed ha anche parlato del Napoli (LEGGI QUI LE SUE PAROLE POST GARA). Gonzalone, prendi ed impara…

I come Incartato

Diciamocelo chiaramente, cari amici della Champions del Napoli dalla A alla Z: ad un certo punto Salisburgo-Napoli ha quasi acquistato connotazioni tragicomiche, iniziando da un risultato sempre in bilico e passando tra tanti dettagli degni di nota. Il migliore è sicuramente da registrare al 33′ quando un super Mertens ruba palla, vede Stankovic fuori dai pali e tenta l’eurogol da distanza siderale, sfiorandolo. Fin qui tutto bene se non fosse che, dopo aver visto la traiettoria della palla del belga, il portiere di casa sgrana gli occhi e si accascia al suolo. Cosa è successo? Beh, per arretrare si è stirato. Forse preso alla sprovvista o più probabilmente, preso dalla paura! Ahimè non si riprende e chiama persino il cambio con il suo collega terzo portiere. Insomma, una scena degna del miglior film thriller e/o da inserire nel prossimo cinepanettone delaurentiissiano. Sicuro record al box office, ci scommettiamo.

L come Leggerezza

Per non perdere l’abitudine, torna ad essere ricorrente in questa Champions del Napoli dalla A alla Z, un motto di inizio stagione, inizio vita, di inizio passione con il calcio: come ci si complica inutilmente la vita, parte miliardesima. Andava tutto bene fino al 40′ quando Malcuit, in un impeto di ossigenazione da capello troppo biondo, ha deciso di movimentare un po’ la sua prestazione lasciandosi ingenuamente saltare da Hwang che gli fa tunnel e commettendo un fallo da rigore ancor più ingenuo. Nulla può Meret e primo pari. Fegati passati a miglior vita anche questa volta, d’oh. Grazie Kevin, ave a te ed ai tuoi tanti cross sbagliati. Ma ti perdoniamo comunque, và.

M come Miope

Un po’ di improperi se li è beccati sta terna-quaterna (bella abbondante, eh ndr) arbitrale. Sicuramente meriterebbe una visita oculistica per tutti i fuorigioco chiamati con almeno 10 secondi di ritardo, facendo scattare dal divano ad inizio ripresa anche il mio papà che ha giustamente sbottato: “Invece di pagare il Var e tutta sta gente, glieli suggerisco io i fuorigioco, con tutti gli occhiali”. E vi assicuro che è davvero bravo. E soprattutto, tempestivo.

N come Natale

No, amici della Champions del Napoli dalla A alla Z, non voglio tediarvi sui discorsi su quanto sia ormai vicino il Natale anche se fuori ci sono ancora 30 gradi. Sullo scorrere del tempo, delle stagioni, delle partite, delle emozioni. Ma vi dò una data di scadenza da segnare sul calendario: 25 dicembre 2019. Potrete sia lamentarvi con Babbo Natale per i regali deludenti ma soprattutto, potreste ammirare Dries Mertens lì in vetta, nella storia del club azzurro. E’ un patto con se stesso (LEGGI LE DICHIARAZIONI DI DRIES), dopo che ieri sera ha superato D10S nella classifica marcatori del Napoli di sempre. E chi c’è al primo posto? Sir Marek Hamsik ma che dista soltanto 5 marcature. Senza fretta e senza proclami questa volta, tempo persino fino a dicembre: poi, vi assicuro che si festeggia.

O come Ortopedico

Momenti tragicomici parte II. E’ il secondo tempo di Salisburgo-Napoli e gli animi sono caldissimi. Così come la situazione in campo, un pendolo che oscilla costantemente tra le sensazione che vada tutto alla grande ed Haland che puntualmente la distrugge. Come se non bastasse, Sebastiano Luperto accusa un dolore alla mano e la panchina Champions è corta. Ecco che, quasi a mmò di invasori di campo, lo soccorrono Ancelotti ed Insigne che in un momento di sosta della gara gli si avvicinano chiedendogli come stesse. Meglio, bene e via in campo. Perchè già da qui si era capito che avrebbe risolto proprio Lorenzo tutti i problemi odierni del Napoli.

P come Pallone d’oro

Ladies and gentleman, squillino le trombe, rullino i tamburi…mister Kalidou Koulibaly è tra i 30 giocatori candidati per il Pallone d’Oro (QUI I DETTAGLI DELLA NOMINATION)! Questa volta non voglio rovinare in alcun modo questo momento, che non ha neanche bisogno di essere abbellito da orpelli linguistici o dalla solita leggera ironia. Da Saint-Dié-des-Vosges a Napoli la strada è stata lunga e tortuosa, ricca di momenti impegnativi ed anche di tanti ricordi indimenticabili. Qualche volta, all’inizio, si è pensato di voler gettare la spugna….ma perchè farlo se hai qualcuno che crede in te? E quel qualcuno poi diventano centinaia, migliaia, milioni di persone! Goditi questo grande momento Kalidou perchè te lo meriti davvero tutti. Convinti, ancora una volta, che sia solo un nuovo inizio di tante, tantissime belle soddisfazioni.

Q come Quando prendemmo…

“Siamo più vicini alla qualificazione. io personalmente vorrei lottare per arrivare primi perchè potremmo avere un sorteggio meno difficile agli ottavi. Quando prendemmo il Real Madrid non fummo fortunati”. Parola di Piotr Zielinski nel post gara di Salisburgo e come dargli torto(LEGGI ZIELINSKI POST GARA). Questione di sorteggio, certo, ma anche di carattere, identità e maturità. Ancora presto per tirare le somme ma fino ad ora il percorso è stato quasi impeccabile: con due gare in casa e solo il Liverpool in trasferta, possiamo davvero dire che nuovamente il Napoli sarà l’unico artefice del suo destino. E questa volta non si può proprio fallire l’obiettivo passaggio del turno.

R come Red Bull

La domanda sorge spontanea in questa Champions del Napoli dalla A alla Z dopo la gara contro il Red Bull Salisburgo alla Red Bull Arena: ma cosa ci sta in questa benedetta Red Bull? Sicuramente qualcosa di brutto perchè non la posso bere, sono allergica. Sicuramente qualcosa di forte perchè i redbullini correvano come che. Da considerare anche la giovane età di molti ma il mix di ingredienti della nota bevanda energizzante che solo a nominarla ti mette le ali, insieme al calore dei tifosi di casa, stava davvero per portare buoni risultati al team di mister Marsch. “Peccato” che si sia fermato il record di imbattibilità interna che andava avanti dal 2016. Altro che taurina, Ciro Mertens e Lorenzo Insigne sì che sono dopanti… ma a suon di gol.

S come Superinnovi

Mertens e Callejon? Ho fatto una proposta di allungamento di contratto. Per me sono super pagati per l’età che hanno, se vogliono andare altrove per più soldi non mi opporrò. Gli ho detto che gli riconosco lo stesso stipendio attuale. Hanno due ruoli diversi ed hanno trattamenti diversi, ne riparleremo. Queste le parole in settimana del presidentissimo De Laurentiis che chiarisce così il diktat sul futuro dei suoi fuoriclasse. Al momento il popolo azzurro ha le idee chiare e se li coccola per tutto il tempo a disposizione, sperando sia ancora tanto ed intenso, così come l’esultanza di Salisburgo. Uno sguardo, qualche parola sussurrata: due destini che si uniscono, stretti ancora in un lungo abbraccio azzurro.

T come Tommydance

Non è in campo ma è come se lo fosse. Sempre, con i suoi sorrisi ed il suo immancabile caffè, con le sue foto, la sua ironia, la sua spensieratezza. Tommaso Starace a Napoli è un’istituzione, così come la gioia di incrociare il suo cammino, che ti rallegra la giornata senza neanche troppo impegno. A lui, che sta vivendo un momento particolare, è dedicato il balletto-esultanza di Dries Mertens, che riprende proprio il particolare modo di scherzare dello storico magazziniere partenopeo. All’unisono anche le parole di Insigne così come quelle di tutto il Napoli e Napoli: torna presto mitico Tommaso!

U come Un mago

“Non so quanto giocherai ma sono certo che la partita la determini” (LEGGI LE PAROLE DI ANCELOTTI). Carletto, oh Carletto, tu ci devi dare una mano. Guida la nostra strada, rassicuraci, dacci due numeri, suggerisci a noi comunali mortali un ambo. Sì, è vero: sei un mago. O forse, semplicemente un bravissimo osservatore, un leader silenzioso, un pater familias che sa come coccolare i suoi ragazzi, sa come motivarli, sa come spronarli. Bastone e carota, si potrebbe dire ma da te, abbiamo solo da imparare. Anche sulle fantastiche doti divinatorie.

V come V-power

Valoti, Valdifiori o ancora Vicari. Cosa vogliono dire? Beh, un semplice promemoria di ciò che avverrà domenica. Si volta infatti subito pagina e si pensa già alla prossima sfida contro la Spal, che dovrà confermare il buon momento degli azzurri che sembra abbiano ritrovato cinismo e smalto smarriti qualche settimana fa. Un match più che abbordabile per Mertens e soci ma come sempre da non sottovalutare, che dovrà dare ad Ancelotti le giuste indicazioni di una formazione che sicuramente opererà un bel po’ di turn over visto poi il seguente turno infrasettimanale contro l’Atalanta ed il big match del sabato successivo contro la Roma. Step by step, pronti a neutralizzare questo V power.

Z come Zampate

Ormai ci siamo quasi stancati di chiamarlo in causa per ogni rubrica, ogni lunedì del Napoli ed ogni Champions del Napoli dalla A alla Z. Ormai gli fischieranno le orecchie, così come a fine gara prenderà il microfono direzionandosi già verso la mixed zone e con fare distratto dire: “Mi avvio, tanto lo so che sono sempre io il migliore in campo”. No, Alex Meret non lo fa perchè è un campione dentro e fuori al rettangolo verde di gioco e la spocchia non sa neanche cosa sia. Lavora a testa bassa durante la settimana ed a testa altissima il giorno della partita, collezionando applausi e parate importantissime. Bellissimo il trittico del primo tempo: al 24′, al 26′ e persino al 35′ quando si distende opponendosi ancora alle folate fiamminghe. Vai Alex, non smettere mai di volare e facci sognare!

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