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Stadio D.A.Maradona: “La politica dei prezzi per il Maradona va rivista. Un dato è preoccupante”

Partita a scopo benefico

Stadio D.A.Maradona: “La politica dei prezzi per il Maradona va rivista. Un dato è preoccupante”

Siamo lontani dai giorni peggiori della nostra vita, la pandemia da Covid è appena rallentata, mentre il lockdown sembra essere un lontano

ricordo e la ripresa è evidente in tutti i campi, ma alcuni problemi stanno venendo fuori e abbisognano di soluzione immediata.

Il costo della vita è aumentato, l’acquisto di viveri sta diventando un problema, la transizione ecologica, in attesa che si attui totalmente,

nasconde l’aumento dei carburanti, con la benzina il cui prezzo è schizzato verso l’alto.

Le paghe degli operai, gli stipendi sono invece fermi al palo da anni e la gente ha grosse difficoltà nel quotidiano a gestire la propria vita.

In quest’ottica anche i prezzi per assistere alle partite di calcio sono aumentati, ma a Napoli sono diventati proibitivi.

Ecco allora che un consiglio spassionato che arriva dalla edizione odierna della Gazzetta dello Sport in merito alla questione stadio:

“Rivedere la politica dei prezzi per assistere alle gare del Napoli al Maradona, soprattutto alla luce di un dato ‘il big-match con la Juve – la

sfida più attesa per i tifosi – ha registrato il numero di paganti più basso di questo campionato’.

Meno ancora delle partite contro Cagliari e Venezia, mentre col Torino va sottolineato che nel frattempo era aumentata la capienza al 75

per cento.

Se nemmeno le curve si riempiono significa che c’è qualcosa da rivedere, al di là della protesta dei gruppi organizzati, ancora fuori dallo

stadio.

Il vecchio San Paolo, l’attuale D.A.Maradona, ha le problematiche di un impianto vecchio e ristrutturato solo in parte, con seggiolini e

bagni nuovi e poco altro. 

La visibilità nell’anello inferiore è pessima e allora è opportuno differenziare – nei costi e negli ingressi – la parte superiore da quella

sottostante delle curve, con prezzi più popolari in basso, in questo modo si potrebbe incentivare le presenze sugli spalti anche dei più

giovani, con minore spesa di chi ha poca disponibilità economica”.