Il lunedì del Napoli dalla A alla Z – Manolas zittisce il karaoke dello Stadium con una rimonta da sogno ed un finale da horror

La realtà che supera ogni mera immaginazione, le emozioni che fanno da padrone a 90 minuti e poco più di capovolgimenti di fronte inimmaginabili, fino ad un finale degno del peggior film horror che avrebbe sbancato nei migliori cinema italiani.

Il lunedì del Napoli dalla A alla Z h il sapore di una gara, quella di Torino, che sa incredibilmente di beffa, con la dea bendata che si diverte a vestire i panni bianconeri ed a prendersi gioco di un Napoli che ha ancora da lavorare alla ricerca dell’equilibrio e della perfezione. Ma tra il tris della Juve e l’autorete di Koulibaly c’è tantissimo da raccontare: dalle dormite difensive al sigillo di Manolas che interrompe l’impreciso karaoke dello Stadium, passando per le gioie del duo Elmas-Lozano ed un Di Lorenzo che sta trovando la sua miglior dimensione. Questo e molto altro nel nostro lunedì del Napoli dalla A alla Z.

A come A testa alta

Impossibile dare una valutazione obiettiva ed oggettiva di Juventus-Napoli senza esimersi dall’amaro ed incredibile finale ma è più che doveroso farlo. Per una volta quindi, iniziamo paradossalmente dalla fine. E’ il 62′ di un apocalittico sabato sera di fine agosto ed il Napoli è sotto 3-0 all’Allianz Stadium. Sì, proprio quel fortino bianconero dove passano illesi in pochi, anzi, pochissimi. Eppure, si lecca le ferite, si rialza in un impeto di orgoglio e dà vita ad una delle rimonte più belle ed incredibili del calcio moderno. Solo la dea bendata ci mette lo zampino all’ultimo respiro, senza neanche il tempo di provare ancora a recuperare. Si torna a Napoli con tanta amarezza ma sicuramente a testa alta, anzi, altissima. E la voglia di lavorare ancora di più per perfezionarsi e proseguire al meglio il cammino in questo pazzo campionato.

B come Bambini

Momento moralizzatore in questo lunedì del Napoli dalla A alla Z. Riavvolgiamo il nastro e portiamoci all’ingresso dello Stadium, prima dell’inizio del big match. Una gara ostica, un campo ostico ma ancor di più una rivalità sportiva, storica e sociale ben palpabile tra le due città e le due squadre. In pochissimi minuti infatti è diventato virale il video dell’ingresso del pullman azzurro allo Stadium, contornato dai soliti beceri cori razzisti intonati ahimè anche da numerosi bambini, anche di età molto tenera. La morte del calcio e dei suoi valori insomma, ancor di più perchè ovviamente innescati dai propri genitori che non solo dovrebbero dare uno spiccato esempio ma ancor di più condividere l’idea di uno sport sano e leale, al di là poi del risultato del campo. Insomma, tutto completamente da rifare.

C come ChuckyLozano

Benvenuto Chucky! Ne avevamo parlato già nello scorso lunedì del Napoli dalla A alla Z, in attesa delle prime vere risposte sul campo e proprio le stesse sono giunte dall’impetuosa gara di Torino. E’ l’inizio del secondo tempo quando Ancelotti decide di cambiare assetto e di gettare nella mischia tutto il talento e l’imprevedibilità di Lozano, che getta scompiglio tra le maglie bianconere. Non solo tanta fantasia, qualità ed intensità ma un sorriso contagioso, di chi si diverte e vuole ribaltare ogni pronostico. Detto fatto: un gran gol al 68′ ed una prova di immenso carattere ed ancor più di prospettiva. Acquisto super, chapeau.

D come Dormita

Merito degli attaccanti, demerito dei difensori avversari. La linea di confine è sempre molto flebile e proveremo a tracciarla, partendo dalla premessa che la Juventus ha disputato un ottimo primo tempo. Che Higuain è davvero in formissima, che Cristiano resta un fuoriclasse assoluto e Douglas Costa sulla fascia è come sempre disarmante. Adesso stop ai complimenti alla Juve e via con le valutazioni oniriche. Probabile che la piccola Nessa non stia facendo tanto dormire il neo papà Kalidou e che Manolas soffra un po’ di metereopatia. In particolar modo sulla rete del Pipita infatti, si è assistito ad un momento di forte narcolessia,complice sicuramente il caldo, lo schiamazzare monocorde dello Stadium, la monocromia avversaria. Ci si appelli al buon caffè di Tommaso Starace per i prossimi primi tempi, grazie!

E come Equilibrio

La domanda clue del nostro lunedì del Napoli dalla A alla Z è questa: cosa manca al momento alla squadra di Ancelotti? James, Icardi…niente di tutto ciò. Cari amici di CasaNapoli, manca equilibrio. Non chi li sposta ma chi li conferma, chi li trova, chi li crogiola e consacra. Normale non averli già ben impressi alla seconda giornata di campionato (LEGGI QUI L’ANALISI SUL MODULO DEL NAPOLI) con tanti cambiamenti apportati in particolar modo in difesa ma resta da registrare proprio la coesione tra il reparto più arretrato ed il centrocampo, probabilmente affidandosi anche ad un cambio di modulo più affidabile al momento, con qualche rinuncia da apportare. Ne parleremo ampiamente dopo fatto sta che serve un po’ di pazienza e con la chuisura del calciomercato avremo le idee definitivamente molto più chiare.

F come Fortuna

La Dea bendata è bianconera, scrive giustamente il sito ufficiale del Napoli (LEGGI QUI L’INTEGRALE). Ci sono troppi elementi che lasciano presagire, come spesso accade, che la fortuna sia spiccatamente dalla parte dei padroni di casa. Iniziamo dal 16′ quando persino un rimpallo sul viso di Bonucci propizia il contropiede letale juventino, con Meret che tocca la conclusione di Danilo senza però bloccare la sfera. Lo stesso Danilo appena entrato in campo al posto dell’infortunato De Sciglio. Tra dormite generali e disattenzioni, arriviamo persino al fatale autogol di Koulibaly propiziato da un fallo, molto dubbio se non inesistente di Elmas, quasi a tempo scaduto. Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, stiamo aspettando le nostre gioie omaggio dopo tutte queste beffe. Così non si fa eh, vogliamo almeno un posto assicurato in paradiso.

G come Grazie

Il calciomercato estivo ha regalato al Napoli tanti visi nuovi di grandissimo talento e prospettiva ma anche numerosi addii. In primis la cessione di lusso di Albiol, passando per Diawara, Rog, numerosi giovani tra i quali Tutino, Grassi, Vinicius, fino in ordine cronologico ad Ounas e Chiriches che terminano così la loro esperienza azzurra. A loro un sentito ringraziamento poichè accomunati tutti da un elemento di grande valore: la professionalità. Non è da tutti, ancor di più quando si trova meno spazio in un club importante ed in una rosa competitiva, mettendosi sempre a disposizione e dando sempre il massimo quando chiamati in causa. Le migliore fortune, rincontrandoci al più presto sui campi della nostra amata serie A.

H come Ho visto Di Lorenzo

Tra gli acquisti più recenti all’ombra del Vesuvio, Giovanni Di Lorenzo è stato quello che ha portato dietro di sè una ricca dose di scetticismo tra molti tifosi del Napoli. Un po’ per la sua provenienza calcistica, un po’ per un temperamento tranquillo e mai sopra le righe, è stato nelle prime uscite azzurre l’osservato speciale di supporter ed addetti ai lavori, cercando di capire se potesse rappresentare un salto di qualità per il suo nuovo club. Sicuramente non è da tutti avere come banco di prova persino il catino dello Stadium nella gara più sentita dal Napoli e dai suoi tifosi e proprio per queste ragioni il suo già buon voto in pagella merita persino un bonus (LEGGI QUI DI LORENZO IN MIXED ZONE). La rete che ha regalato il momentaneo pari agli azzurri poi, è pura goduria.  Promosso! 

I come Inesistente

In questo lunedì del Napoli dalla A alla Z abbia parlato di gioco, tattica, errori, dormitine, fortuna ed ora accenniamo anche ad un problema che spesso affligge la classe arbitrale italiana: la presbiopia. In primis, vi assicuro che non è una parolaccia. Per rassicurarvi mi appello al dizionario: si tratta della diminuzione del potere di accomodazione dell’occhio, che si riscontra nell’età senile, per cui è difficoltosa la visione degli oggetti vicini. Elmas era vicino seppur dall’alto del suo metro ed 82 cm non tanto piccolo da individuare. Eppure al 91′ è risultato difficoltoso valutare attentamente il suo non fallo su Dybala. Ciò che è successo dopo poi, è inutile ricordarlo.

L come Llorente

E’ ufficiale: Fernando Llorente è un nuovo calciatore del Napoli. Come già scritto nello scorso lunedì del Napoli dalla A alla Z appellandomi al Piano F, è lui il giocatore che molto probabilmente completerà il reparto avanzato azzurro, apportando la sua immensa esperienza internazionale al servizio dei compagni. Non un ripiego ma una grande opportunità, per l’arrivo di un professionista esemplare, che ha tantissima voglia di mettersi ancora in gioco e di vestire l’azzurro (LEGGI QUI IL TWEET): “Sicuramente ci aspettano grandi momenti da vivere insieme e farò del mio meglio per raggiungere tanti obiettivi importanti, Forza Napoli Sempre!” Forse un tale Maurito ha molto da imparare…

M come Mastica Carletto, mastica

Ahhh Carletto, ormai ti conosciamo bene. Quando neanche il sopracciglio basta più, ecco che arrivano in soccorso le gomme da masticare. Una, due, tre, anche quattro all’occorrenza, per sopravvivere ai momenti di massima tensione, per mantenere la calma ed il controllo e ragionare a mente lucida. Tutta la complessità della situazione si è palesata al termine del primo tempo di Torino, con il Napoli sotto già di due reti: occhio fisso sul campo e via a masticare, cercando di scacciare via dubbi, paure e perplessità. Come sempre, l’effetto è stato quello sperato: qualcosa sarà decisamente cambiato nella ripresa, con la stupenda rimonta quasi insperata di un Napoli che, finale amaro a parte, non ha mollato davvero mai.

N come Ne ha incassati 7… ma ne ha segnati 7

E’ forse la frase che ho più sentito in questo weekend calcistico tra telecronaca e salotti sportivi. “Per chi ha una coppia di centrali con Manolas e Koulibaly è impensabile subire sette reti in due partite”, “Il Napoli è molto più un cantiere aperto rispetto alla Juve che doveva esserlo”, “Tutto da rifare, davanti a Meret c’è una situazione imbarazzante”. In primis, si sa che nel calcio moderno il metodo di difesa parte persino dagli attaccanti e dalla copertura del centrocampo quindi mal comune mezzo gaudio. In secondo luogo, ogni cosa ha il suo tempo, ogni affinità così come ogni novità ha bisogno di essere studiata, perfezionata e metabolizzata. Terzo punto: è vero aver subìto sette reti (compreso l’autogol di Koulibaly che resta un caso a se stante ndr) ma ne hai siglate ben sette e tutte in rimonta, a Fiorentina e Juventus in trasferta. Completezza dell’informazione. E scusate se è poco…

O come ‘O primmo e ll’urdemo sarraje pè me

La O vi assicuro che è la mia lettera preferita in questo lunedì del Napoli dalla A alla Z. Sottotitolo: Karaoke. E’ stato un vero e proprio sacrilegio cantare in un dialetto sacro, che non ti appartiene, stonati, fuori tempo, fuori luogo. E’ il 66′ di Juventus-Napoli quando allo Stadium forse ci si annoia a vedere come spesso accade la propria squadra vincere. In un impeto di noia parte il karaoke con una delle canzoni più belle del Mondo intonata però dalla parte sbagliata dell’impianto di gioco, quella bianconera, che improvvisa “O’ surdat nnammurato”. La reazione degli dei del calcio è stata immediata a tale scempio: a ristabilire l’ordine campanilistico, sentimentale e musicale delle cose ci ha pensato Manolas che ha zittito con una grande rete le voci stridule dei cantanti e festanti padroni di casa. Solo il preludio poi, ad uno Stadium zittito per altre due volte (volare alla lettera Z per credere ndr).

P come Praticante Avvocato

In questo lunedì del Napoli dalla A alla Z abbiamo una certezza in più: la bellissima e giunonica Wanda Nara ha sbagliato lavoro. E non parliamo di quello di soubrette, valletta, ancor di più procuratrice ed agente di calcio. La Wandona nazionale avrebbe sicuramente dovuto fare l’avvocato. Sarà l’amore, saranno le strategie di marketing, sarà una buona consulenza, fatto sta che sa come difendere il suo Maurito e soprattutto, come poter conquistare sempre gli obiettivi preposti. La telenovela più famosa dell’estate sembra infatti volgere al termine: si parla di rinnovo con l’Inter e prestito al Psg. Tutti contenti, anche i tifosi nerazzurri. Amen.

Q come Quanto rumore (per nulla)

La fame di vittorie, la Premier, la Liga, persino Sarri e la Juve, procuratori, parole di addio ma non troppo. Il destino di Elsi Hysaj sarà ancora inesorabilmente legato al Napoli, tranne colpi di scena dell’ultimo secondo. La sua permanenza sarebbe una scelta tecnica e non economica, con l’ultima trattativa con il Valencia interrottasi nelle ultimissime ore. Caro Elsi, mi sa proprio che adesso ti tocca vincere al Napoli!

R come Resto deluso

Di Carlo Ancelotti apprezziamo tantissime cose: la sua competenza calcistica, la sua aplomb, la sua leadership mai sopra le righe, la versatilità tattica, il suo rapporto unico ed umano con i calciatori, la sua tendenza ad essere più un manager che un mero trainer. Lo stiamo imparando a conoscere ormai nei dettagli e nelle sfumature del viso e del suo carattere e c’è un’altra qualità che sta emergendo sempre più in questa sua avventura a Napoli: l’obiettività e la schiettezza. Non quella che quasi stona in determinati momenti ed ambienti ma quella elegante e raffinata di chi sa che è possibile dire ogni cosa, anche la più scomoda: basta saperlo fare nel modo giusto. Carletto non mente ed è una rarità nella grande bugia del calcio. Lo abbiamo evinto anche a Torino in conferenza stampa (LEGGI LE PAROLE DI ANCELOTTI IN CONFERENZA): “Sarei stato deluso anche con un pareggio, sono arrabbiato per determinate cose viste in campo, è stata una grande occasione persa”. Chapeau.

S come Sostegno

Nel pre partita di Juve-Napoli hanno fatto il giro del web delle foto alquanto goliardiche del Club Napoli Nippon – Samurai Azzurri che sostenevano con sciarpe e maglie Insigne e soci in vista del big match di Torino. Una finestra più che aperta non solo sul Mondo ma su una realtà che spesso passa troppo in secondo piano, quella dei Club Napoli, zoccolo duro del tifo itinerante partenopeo a trecentosessanta gradi. Di stamane un importante comunicato (LEGGI QUI L’INTEGRALE) a sostegno proprio dell’identità azzurra, con un ringraziamento particolare ai propri calciatori ed a Koulibaly per il comportamento esemplare in campo nonostante i soliti beceri cori razzisti. “RIALZATI GUERRIERO, FIGLIO di PARTENOPE! Ci hai regalato emozioni uniche e noi questo non lo dimenticheremo mai!!!” scrivono al difensore, perfetto riassunto del calcio e del tifo che ci piace.

T come Tutti con Kalidou

Ed eccoci qui, dritti inesorabilmente verso le dolenti note. Il calcio come la vita è un susseguirsi di gioie e dolori, vittorie e sconfitte. Al centro tanti sacrifici, immenso lavoro e professionalità. A volte si raccoglie ciò che si è seminato, altre vote il fato ed il destino sono inesorabilmente crudeli, irriconoscenti, perfidi nel loro disegno. E’ successo due anni fa, con un gol che ha consacrato Kalidou Koulibaly eroe di una città ed un popolo intero, sprofondando poi nella delusione più immensa qualche giorno dopo a Firenze quando espulso, è stato spettatore esterno ad un secondo posto che sa di beffa amara. La stessa delusione di sabato sera, quando da protagonista di una rimonta storica, si è vestito da vittima e carnefice di una sconfitta davvero assurda. No, proprio lui no. Non lo merita. Non merita lo scetticismo di una parte della tifoseria, non merita gli sfottò degli avversari, non merita di esser ricordato anche per questo. Non merita di passare notti insonni, di sognare sempre e solo quello sfortunoso istante. Ma capita. Capita, anche a noi comuni mortali Kalidou, di compiere un gesto che ha conseguenze assurde e incalcolate. Capita che per cento cose perfette che fai, all’improvviso emerge solo quella sbagliata. Ma dura poco. Il tempo di ricordare ai più superficiali che sei stupendamente umano. Il miglior difensore della serie A e forse anche d’Europa e per i milioni di tifosi che invece ti sostengono e ti capiscono, di suggellare insieme ancora questo pazzo amore per la maglia azzurra (GUARDA QUI IL TWEET DI KALIDOU)

U come Ultime operazioni

Cari ragazzi, il calciomercato estivo sta finendo! Asciugatevi la lacrime, preparatevi a disattivare le notifiche delle app più famose: dopo gli ultimi colpi in canna, ciò che è fatto sarà fatto ed è tempo di stilare i bilanci. Che siano però concreti e ponderati, che la carta lasci spazio al campo, alle sue prestazioni ed ai suoi verdetti, con la pazienza di inizio campionato e la voglia di vivere ancora tante emozioni. Che ci sia ancora un colpo da novanta e la ciliegina sulla torta? La razionalità ci imporrebbe di scartare completamente questa ipotesi ma un po’, fino a mezzanotte la culliamo: in fondo il calcio è bello anche perchè romantico e ci piace proprio tanto essere degli eterni sognatori.

V come Vetri scuri

Sarri non c’è, è andato via canterebbe Nek. Precisamente però, c’è ma non si vede. Era allo Stadium, in un box per preservare la sua salute nella cura della polmonite. Speriamo che ovviamente si riprenda quanto prima perchè, seppur da avversario ci manca vederlo in panchina, con le sue peculiarità e la sua idea di calcio, seppur diversa, applicata ancora in Italia. Una considerazione però è d’obbligo in questo lunedì del Napoli dalla A alla Z: simpatica la casualità del vetro oscurato del box del Comandante. Cosa ci sia dietro o al suo interno, non è dato sapere: forse una nuvola di fumo contro ogni prescrizione medica o ancora l’ansia smoderata di un big match da doppio protagonista. Scherzi a parte, speriamo di rivederlo al San Paolo per la gara di ritorno e che vincano ancora le emozioni (LEGGI QUI LE PAROLE DI MARTUSCIELLO SU SARRI)

Z come Zitti

Zitti. Come lo Stadium al gol di Manolas. Ed ancora a quello di Lozano e Di Lorenzo. Zitti, perchè una rimonta da 3-0  a 3-3 nell’ostile bunker bianconero è andata al di là di qualsivoglia tipo di sogno e immaginazione. Zitti, perchè nel secondo tempo la differenza l’hanno fatta i nuovi acquisti per una panchina molto competitiva ed una squadra che ha innalzato il suo livello, anche in ottica internazionale. Zitti, perchè è vero che si subisce ma si segna anche tanto e siamo soltanto alla seconda giornata di campionato. Zitti perchè la squadra è unita, compatta, concentrata, con immensa voglia di crescere migliorare ed ancor di più lavorare per limare i difetti. E’ umile e non spocchiosa, ambiziosa ma ben ancorata alla realtà. Zitti, perchè dei beceri cori razzisti non se ne può più. Insomma, da parte scetticismo e fantasmi del passato: godiamoci questo campionato, con la certezza che sarà davvero entusiasmante e ricco di belle soddisfazioni.

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