Il Campionato del Napoli dalla A alla Z – Il Bologna getta gli azzurri nel baratro tra il mea culpa di Ancelotti ed i nuovi colloqui

Il Campionato del Napoli dalla A alla Z prosegue ad avere un profondo strascico di delusione ed incredulità per l’ennesimo risultato totalmente inaspettato al San Paolo

La rete di Llorente che porta in vantaggio gli azzurri ed il cambio modulo di Ancelotti lasciavano presagire al meglio una domenica che avrebbe potuto lasciarsi alle spalle le scorie delle scorse settimane: invece l’atteggiamento in campo di alcuni giocatori, insieme ad un’immensa confusione ed un’ottima prestazione del Bologna, ha visto il dilagare degli avversari conquistando prima il pari e poi persino la vittoria nel finale. Tutto da rifare, così come tuonano pesanti le parole di Ancelotti nel post gara. Che sia aria di addio? Tutti i dettagli della gara di Fuorigrotta e della settimana azzurra nel Campionato del Napoli dalla A alla Z!

A come Annullate

L’argomento clue di questo nuovo appuntamento del Campionato del Napoli dalla A alla Z resta sempre lo stesso: le multe. Dalla paghetta dimezzata di Gaetano al ricco bottino spillato ad Allan il passo è breve, al centro tutti gli azzurri ed un provvedimento che ha scosso non solo lo spogliatoio partenopeo ma ha spaccato anche Napoli ed il mondo del calcio, tra i pro presidente ed i pro ammutinamento. Dopo l’incontro tra i vertici azzurri ed i calciatori a Castel Volturno della scorsa settimana però, si è paventata l’idea di poter anche annullare le famose multone (LEGGI QUI LE ULTIMISSIME) se e solo se il Napoli conquisterà da ora a Natale vittorie, prestazioni e risultati soddisfacenti tra campionato e Champions. Mission (im)possibile però, se si dovesse continuare così. 

B come BelloeBravo

Io me le immagino così, cari amici del Campionato del Napoli dalla A alla Z: folle oceaniche che invadono le strade partenopee, direzione San Gregorio Armeno per raggiungere l’ambito trofeo. Più che un trofeo, una statuetta, quella dell’adone azzurro, che a mmò di ritrovato Salvatore, è pronta ad erigersi, più bella che mai, al centro del presepe all’ombra del Vesuvio. Ambito da massaie, single, tifosi e perchè no, anche gattare, è proprio lui, Fernandone Llorente, che ha conquistato un posto speciale nel cuore dei napoletani…e della bottega del Maestro Ferrigno. Sembra essere proprio la sua la statuetta maggiormente acquistata per questo Natale (LEGGI L’INDISCREZIONE DI FERRIGNO), seguito da Manolas e persino Lozano. Io per ora a casa detengo Mertens e Pepe Reina…chissà che non si possa aggiungere anche il Re Leone. Bello e bravo, tzè.

C come Cina

Un mese. Trenta giorni, a volte trentuno, a volte ventotto o persino ventinove. Possono trascorrere velocemente, così come quando si è allegri, impegnati e spensierati oppure come nei giorni del caos all’ombra del Vesuvio, possono mutare completamente l’andamento delle cose, inevitabilmente. Trenta giorni tra presente e futuro, che potrebbero ancora rappresentare uno spartiacque importante, lasciando anche una scia di amarezza. Si parla infatti di epurazione: la più grande e profonda a giugno ma qualcosa potrebbe muoversi persino a gennaio. Tra i primissimi candidati a dire addio c’è Josè Callejon, che già dal post Dimaro che storto il naso, dando manforte a Mertens con dei post particolari sui social. Le ultime indiscrezioni parlano dello spagnolo quasi abulico nel caos delle ultime settimane, con il rinnovo ancora lontano e l’idea Cina sempre più presente (LEGGI LE ULTIME SU CALLEJON). Tutte supposizioni, ovvio. Ai posteri come sempre, l’ardua sentenza. E forse, anche la valigia.

D come Decisione

“Certamente le scelte sono mie, ma parlerò con i ragazzi per comprendere di cosa abbiamo bisogno. Se i giocatori mi aiutano sarà bene, altrimenti deciderò il da farsi personalmente”. Parola di Carlo Ancelotti nello scuro post gara di Napoli-Bologna (LEGGI LE SUE PAROLE), quando l’ipotesi dimissioni riecheggiava già nelle menti di tifosi ed addetti ai lavori. ormai si conoscono le dinamiche del calcio e quando la squadra è per lungo tempo allo sbando non seguendo più l’allenatore, l’unico capro espiatorio resta proprio il tecnico. L’unico anche da poter cambiare, mutare, perchè ahimè rivoluzionare quasi l’intera squadra a gennaio è una missione azzardata ed impossibile. Molto decideranno i prossimi giorni di colloqui con la squadra e chiarimenti, per segnare una linea comune, suggellare il patto d’unità di intenti. Nel frattempo, testa bassa e pedalare.

E come Elogi

Come spesso accade, è normale soffermarsi sui demeriti del Napoli per analizzarne al meglio tutte le sfumature ancor più in questo momento delicato ed in salita. E’ necessario però, doveroso e sportivo, complimentarsi con un grande Bologna che ha saputo mettere in campo compattezza, un grandissimo carattere e tanta lucidità. Proprio quello che è mancato ai partenopei, insomma. Una bella lezione di calcio, dove le motivazioni e l’atteggiamento fanno spesso da padroni, colmando in tanti casi, anche il gap tra due compagini dai valori e dalle qualità completamente diversi. Eppure l’ha detto anche Ancelotti in conferenza: “Maggiore compattezza è necessaria, ma è l’aspetto mentale che deve migliorare. Mi aspetto dal Napoli per Ancelotti la stessa reazione che ha avuto il Bologna per Mihajlovic” (LEGGI QUI LE SUE PAROLE). Si spera quanto prima.

F come Finestra

Chissà cosa si vede precisamente dalla finestra di Appiano Gentile. Se il Duomo, piogge di denari o ancora, un taccuino ricco di nomi, sogni e prospettive o semplicemente l’immensa scritta “Centro Sportivo Suning”. Chissà se nella lista di obiettivi di ormai qualche mese o persino anno, c’è un cerchietto rosso intorno a lui, Dries Ciro Mertens che a Milano, sponda nerazzurra, potrebbe diventare persino un Leonardo, Lorenzo, Alessandro qualsiasi (QUI LE ULTIME SUL FUTURO DI MERTENS). Pensaci bene Ciro. E’ vero che la Cina non è vicina e che magari gli spaghetti alla piastra non sono come le nostre vongole ma il caffè del Nord…no, proprio non va. Il freddo, la pioggia, la nebbia. Forse non è il periodo giusto per dirlo visto che anche qui è maltempo da un mese…ma pensaci bene. Ed ora godiamoci questo percorso insieme, sempre col sorriso, quello ritrovato di chi sa di essere l’unico e solo amatissimo Ciro Mertens. 

G come Grazie

Eh sì, parliamo ancora di Ciro. Che non se la stia passando proprio benissimo l’avevamo capito non di certo in questo ultimo appuntamento del Campionato del Napoli dalla A alla Z ma così male forse proprio no. Persino, l’aver perso il sorriso. Certo, non abbiamo vissuto un mese semplice, non si vince dal 20 ottobre, le prestazioni non sono soddisfacenti, la classifica idem…ed ancor peggio, il clima che si respira è alquanto pesante. Ma lì dove spesso ci si sveglia e di sorridere proprio non si ha voglia, ecco che entra in scena qualcuno che il buonumore ce l’ha ben impresso nel Dna: è Tommaso Starace che sa bene come far riprendere il suo figlioccio, così come testimonia un bellissimo post sui social del 14 azzurro (LEGGI QUI IL POST DI MERTENS). Un po’ del suo solito ed inimitabile caffè, un balletto, uno scherzo, una parola che distrae dai malumori, insieme alla solita contagiosa allegria. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Tommy 4 president!

H come Huddle

Come gruppo, come unione d’intenti tanto invocata da Ancelotti in conferenza stampa, anche come esultanze. Eh sì, perchè se avevamo un po’ storto il naso per un Mertens sotto tono nei festeggiamenti della bellissima rete ad Anfield, non si può dire lo stesso di Fernandone Llorente, che si è reso protagonista di una bella corsetta con urlo liberatorio dopo aver superato il solito Skorupski. Via, ad abbracciare i compagni ed è già la prima notizia. Via, ad urlare contro il cielo e gettare via tutte le ansie e le scorie di settimane difficili, con una rete che sblocca un po’ il Napoli ed anche lo stesso spagnolo, che aspettava una nuova chance per dimostrare il suo valore. Peccato che tutto ciò però sia durato solo 17′, il tempo che Sansone riportasse tutti sulla terra. Ahimè. 

I come Incontri

Settimana intensa in quel di Castel Volturno, con le nubi grige di un atipico inverso che ha lasciato spazio ad un timido ma ancora freddo e prepotente sole, con l’azzurro del cielo che ha rifatto capolino sopra i campi di allenamento. Colloqui con tutti i giocatori, singoli con i veterani (LEGGI QUI L’INDISCREZIONE) per chiarire la situazione una volta per tutte e mettere una pietra sopra all’accaduto, remando tutti verso la stessa direzione. Complice del disgelo la bellissima risposta di Liverpool, con l’enorme prestazione di compattezza e di carattere dei partenopei. Evidentemente però, qualcosa è stato lasciato a metà. “Sono l’allenatore e mi prendo le responsabilità di questo momento, chiederò un confronto con la squadra. Forse i problemi esterni sono stati risolti, gli altri, no” tuona ancora Ancelotti (LEGGI LA CONFERENZA), con oggi e domani giornate di fuoco in quel di Castel Volturno

L come Leader

Al San Paolo un leader lo abbiamo visto, anzi, percepito. Non indossava la maglia azzurra ma un cappellino rosso, lo stesso che ha portato in conferenza stampa per annunciare il suo ritorno. E’ Sinisa Mihajlovic, la cui personalità era ben impressa nel Bologna che è sceso in campo a Fuorigrotta per fare la sua partita e conquistare la vittoria, mai per arrendersi o farsi andare bene il pareggio. Sinisa si percepisce dalle emozioni dei felsinei in campo, così come il suo marchio di fabbrica anche dalle parole dei protagonisti nel post gara: “Il mister quando si arrabbia è cattivo” tuona l’ex Dzemaili (LEGGI LE SUE PAROLE), sottolineando quanto il carattere possa essere importante nei momenti complessi. Gli fa eco anche il suo vice De Leo: “Questa squadra è figlia del nostro allenatore. Il mister ci dice sempre che si può anche perdere ma avendo un certo atteggiamento alla fine i risultati arrivano” (LEGGI LE PAROLE). Chapeau. 

M come Mea Culpa

Mea culpa ma non solo. Nel post gara di Napoli-Bologna l’unico a parlare è un Carlo Ancelotti visibilmente scuro in volto, amareggiato e perplesso, con un sopracciglio super inarcato. L’argomento principe sono le responsabilità, di chi sono gli errori in questo momento, chi non sta dando il massimo in campo e fuori. Il tecnico azzurro si autoaccusa ma un po’ il sasso lo lancia: “Io mi prendo gran parte delle responsabilità, come  giusto che sia, ma in campo ci vanno i calciatori e a loro chiederò di più di quello che hanno fatto vedere soprattutto stasera” (LEGGI LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE). Giusto, giustissimo, sacrosanto. Adesso però, è arrivato davvero il momento di cambiare le cose in questo campionato del Napoli. E solo voi sapete come.

N come Non belligeranza

Cari amici del Campionato del Napoli dalla A alla Z si sa, a Natale siamo tutti più buoni. Il presidentissimo De Laurentiis ci ha pensato a dimezzare le multe, ad annullarle, a bloccarle, ancora affascinato dal post Liverpool. Il Bologna però ha ancora una volta stravolto i piani ed è tutto completamente da rifare. Ancora una settimana di colloqui, di urla, di volti storti e scuri, forse anche di post sui social. Ma tra un po’ è Natale e questa atmosfera già si avverte: ecco che emerge lo spirito buono del presidentissimo, lui poi che questo periodo lo ricorda cinematograficamente sempre con piacere. Si è quindi inventato un patto di non belligeranza (LEGGI QUI I DETTAGLI): qualificatevi agli ottavi di Champions, tornate a splendere in campionato ed il sorriderò. Forse dimenticherò anche lavagne, gessetti ed ammutinamenti. Sù, tocca provarci.  

O come Ossimoro

Cari amici del Campionato del Napoli dalla A alla Z, oggi torniamo sui banchi di scuola e parliamo dell’ossimoro. Si tratta di una figura retorica consistente nell’accostare, nella medesima locuzione, parole che esprimono concetti contrari. Lucida pazzia, silenzio assordante, ghiaccio bollente per citarne alcuni alquanto poetici. Ce n’è un altro però, che sta rincorrendo in queste ore la strada tra Fuorigrotta e Castel Volturno, pronto ad essere già inserito in tutti i libri di grammatica come miglior esempio di sempre: “Il Napoli chiederà di andare in ritiro anticipato” (LEGGI L’INDISCREZIONE). Eh sì, già Napoli e ritiro nella stessa frase creano scompiglio, se ci si aggiunge anche la parola chiederà insieme ad anticipato, il gioco è fatto. Strano pensare che il motivo scatenante di questo immenso caos interno possa essere poi l’attuale soluzione a tutto. C’est la vie.

P come PagareMulte

Sempre giocherellone il nostro super Dries, onnipresente nel Campionato del Napoli dalla A alla Z. Nel post partita di Liverpool-Napoli, con gli azzurri ancora in silenzio stampa, è passato in mixed zone ed ha brevemente scherzato con i giornalisti presenti, nascondendosi dall’occhio attento del crudelissimo staff partenopeo, già pronto con la bacchetta. Alla domanda: “Ma Dries, non parli?” Ha risposto con un sorrisone, proseguendo a camminare rapidamente: “Non posso, altrimenti ci fanno pagare multe”. C’è altro da aggiungere? Assolutamente nulla, tanto si prosegue a non parlare e le multe sono ancora lì, in attesa della prossima bocciatura. Standing ovation e sipario.

Q come Quando c’è

Quando c’è, la differenza si vede, anche nel Campionato del Napoli dalla A alla Z. Non è stata la miglior prestazione di Fernando Llorente così come il suo Napoli tutto, per lunghi tratti della gara in caos anche nei passaggi più semplici. Eppure, complice anche un Insigne particolarmente ispirato, è stato lui a tener accesa una piccola ma forte fiammella al San Paolo che ha rappresentato la speranza di rinascita, di aver superato quel momento buio. Il suo tapin era l’uscita da un tunnel che sembra quasi infinito, tortuoso, inesplorabile. Così come la rete del pari a tempo ormai scaduto sembrava aver anche solo un po’ migliorato le cose. Eppure, il Var ha deciso che non era quello il momento della ripresa, che i problemi erano ancora tutti lì, tra la panchina ed i primi fili di erba. Intanto l’ha buttata ancora lui dentro e per ben due volte. Bene ma non benissimo.

R come Razzismo

Nella settimana del Campionato del Napoli dalla A alla Z, non poteva mancare un accadimento molto importante e che non vanta ahimè troppi precedenti storici. E’ stato infatti divulgato un comunicato congiunto di tutti i club di serie A che finalmente alzano la voce contro il razzismo nel calcio, reduci di un momento molto difficile e complesso (LEGGI LA LETTERA CONGIUNTA DELLA SERIE A). Una lettera che pone i riflettori sull’annoso problema, non solo sportivo ma anche etico e sociale, del quale bisogna assolutamente porre sia un freno che una soluzione, questa volta però concreta e risolutiva. Meno gesti plateali ed una maggior voglia di cambiare davvero le cose, a partire proprio dai tifosi e da coloro che inondano ogni settimana, ogni weekend, gli stadi italiani. Perchè uniti si può ed anche noi ci crediamo.

S come Semplicemente Sinisa

Ci sono quelle storie che sono difficili da raccontare perchè comandate dall’empatia, dalle emozioni e sapevamo che la gara contro il Bologna sarebbe stato un fiume in piena di unicità extracalcistiche da raccontare. Per chi ama questo sport sa che non si tratta solo di un gioco: ci sono tanti valori in ballo, caratteri, stimoli, esempi, da seguire e da dare. E molto spesso, i rapporti che vi nascono sono davvero profondi ed imperituri nel tempo. Se dovessi spiegare cosa è un gruppo e le qualità di uomini veri, lo farei con il Bologna, che in settimana ha lasciato l’allenamento per seguire nella sala stampa del Dall’Ara la conferenza stampa sulle condizione mediche di Sinisa Mihajlovic. “Non dovevate essere in campo?”, li accoglie con ironia Sinisa: “Fanno di tutto per non allenarsi” (GUARDA QUI LA CONFERENZA) perchè, anche quando si parla di cose serie, un sorriso ci scappa sempre. Poi tante parole: mai banali, mai scontate, mai artefatte ma di cuore, commosse. E quell’emozione ci arriva e ritorna come un boomerang. Grazie Sinisa perchè ci insegni sempre tanto. Grazie Sinisa perchè il calcio ci regala persone vere come te. Grazie Sinisa per averci ricordato ancora perchè amiamo questo sport. Anche se solo uno sport non lo è. 

T come TimeOut

A volte ci vorrebbe proprio un time out, così come accade in molti altri sport. Sì, perchè la mente spesso non è lucida e bisogna assolutamente porci rimedio. Una strigliata in diretta mondiale, un suggerimento, un’urlata vis a vis potrebbe fare sempre la differenza, ancor più quando sono proprio i veterani, spesso, a venire meno. E’ questo il caso dei difensori azzurri, in totale black out sulle due reti subite dal Bologna. In particolar modo quella di Olsen ha evidenziato una compattezza che spesso latita, con un Koulibaly decisamente sottotono ed un centrocampo troppo impreciso e mai a supporto. Tanto da lavorare, da rivedere, da ricompattarsi. Che sia time out ma questa volta davvero per tutti.

U come Urla

Eh sì, dicono abbia urlato. Ed anche tanto. Ma questa volta urla costruttive, per spronare la squadra ed uno spogliatoio rimasto quasi basito dopo la sconfitta al San Paolo contro il Bologna. Ci ha pensato il capitano Lorenzo Insigne a scuotere i suoi compagni nel post gara, analizzando la prestazione e ricordando loro il valore della rosa. E’ stato lui e vestire nuovamente i panni del tifoso ed a comunicare la sua amarezza per l’ennesima brutta figura in campo, per l’ennesima occasione sprecata al cospetto di un ottimo Bologna ma che andava superato con ben altre aspettative. E’ stato lui a cercare di riprendere le redini della situazione e farsi da collante tra staff, allenatore e compagni. Forse, è davvero solo lui che può sistemare questa situazione, che può capire al meglio questo brutto momento e soprattutto le soluzioni per uscirne. Cuore napoletano.

V come Voltare pagina

Dimenticati i fasti di Liverpool e l’ennesimo black out contro il Bologna, è già tempo di voltare pagina. Sabato prossimo gli azzurri saranno di scena ad Udine, contro i friulani che si leccano le ferite dopo il tris rifilato dalla Lazio e con un classifica che fa tutt’altro che sorridere. Scontro tra deluse, con valori però completamente diversi. Sì, la Dacia Arena è comunque un campo sempre ostico, sì le gare inoltre non bisogna mai sottovalutarle. Ma se davvero il Napoli vuole ingranare la marcia e tentare, ripeto, tentare, di scalare la classifica arrivando almeno al quarto posto, questo è davvero il momento giusto per farlo. Nessun alibi, nessun tentennamento: adesso il gioco si fa duro e solo i duri vi possono partecipare. Tutti gli altri si accomoderanno tra tribuna e panchina.

Z come Zitti

Il finale di Napoli-Bologna è stato come un pugno nello stomaco: non solo la rete di Sansone che ha spezzato la voglia di rinascita azzurra già minata da un secondo tempo troppo complesso per essere al cospetto di una squadra di medio bassa classifica, la rete annullata a Llorente ed ancora gli assordanti fischi del San Paolo all’indirizzo di squadra ed allenatore. Un’immensa dose di delusione arrivata e sbattuta dritta in faccia dopo l’ennesimo pomeriggio nero ed una classifica che è sempre più paradossale. Poi, un silenzio quasi surreale: i pensieri che affollano la mente, supposizioni, paure, ansie. Con la consapevolezza che domani è un altro giorno e forse sarà ancora più duro: ma a volte per rinascere, serve passare tra le peggiori difficoltà. E solo chi ne riemerge, può proseguire questo lungo e tortuoso cammino.

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